domenica, 14 giugno 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

giraglia    vendee arctique    francesca clapcich    29er    regate    52 super series    vendee globe    attualità    america's cup    luna rossa    ambrogio beccaria    star    swan    rs21    meteor    sardinia cup   

VOLVO OCEAN RACE

Volvo Ocean Race nell'Oceano meridionale

volvo ocean race nell oceano meridionale
redazione

Assegnando doppi punti, la Leg 3 potrebbe essere una tappa decisiva per la classifica dell’edizione 2017-18 del giro del mondo a vela in equipaggio e impegnerà i sette equipaggi che dovranno scegliere fra rischio e risultato per aggiudicarsi la frazione che attraversa il più remoto e pericoloso oceano del pianeta, sulla rotta da Città del Capo a Melbourne, in Australia. Fin dalla prima edizione del 1973, l’oceano meridionale è stato il terreno di gioco più duro per i migliori del mondo, con navigazioni tanto veloci quanto pericolose. La Leg 3 sarà una cavalcata epica lunga oltre 6.500 miglia fra onde enormi, vento intenso, freddo terribile e temporali minacciosi.

Per l’edizione 2017-18, la Volvo Ocean Race ritorna alle origini dato che le sette barche navigheranno molte più miglia nel Southern Ocean che nelle precedenti. Il colpo di cannone della partenza della terza tappa verrà sparato domenica 10 dicembre, e darà il via a una rotta lunga oltre 6.500 miglia da Città del Capo, conosciuta come la porta dell’oceano meridionale, per puntare a sud e a est, addentrandosi in mari remoti e in flussi di corrente che percorrono le basse latitudini del pianeta. Poiché i punti assegnati saranno doppi, la Leg 3 potrebbe essere cruciale per la classifica finale e la conquista dell’ambito Volvo Ocean Race Trophy.

Queste aree sono state definite e si possono chiamare in molti modi diversi: l’Himalaya liquido, il grande Oceano Meridionale, l’Oceano Antartico, l’Oceano del Polo sud, l’Oceano Australe, i Quaranta Ruggenti, i Cinquanta Urlanti e i Sessanta Stridenti. In ogni caso conquistare e navigare in queste acque mitiche è stato uno degli obiettivi più ambiti e ha rappresentato i maggiori successi di molti dei più grandi velisti di tutti i tempi.

Con onde grandi come case, tempeste e venti fortissimi l’Oceano meridionale è minaccioso e affascinante al tempo stesso e dal 1973 ha ossessionato i navigatori di tutto il mondo. Stu Bannatyne, che in questa edizione naviga a bordo di Dongfeng, è soprannominato il “Re del Southern Ocean” dato che negli ultimi vent’anni ha passato molto tempo a navigare in queste zone e ammette di essere egli stesso ossessionato dal loro richiamo. “Alla fine, è la migliore navigazione a vela che si possa fare, giù nel Southern Ocean. E vale la pena di tornarci, anche solo per gustare il brivido di navigare in quelle condizioni in poppa. Quando riesci ad avere la giusta combinazione di vele con le onde che ti spingono, è difficile pensare ci sia qualcosa di meglio. Una cosa unica della Volvo Ocean Race è che i ricordi dei momenti brutti sembrano svanire molto più velocemente che quelli dei momenti belli.”

Le immagini indimenticabili delle leggende della Volvo Ocean Race nei Quaranta Ruggenti e Cinquanta Urlanti non hanno bisogno di commento. Acque gelide, dinamiche e imprevedibili sempre in movimento nell’area sud del globo, senza l’impedimento della terra ferma, con venti che possono raggiungere anche i 70 nodi di intensità, questa zona del pianeta è piena di insidie per barche e velisti.

Agli esordi della regata, negli anni 70 e 80, i navigatori si spingevano il più a sud possibile, sotto i 60 gradi e più vicino all’Antartide possibile per cercare di percorrere meno miglia. E, inevitabilmente, ciò significava avere a che fare con gli iceberg, o i più piccoli growler, sempre in bilico fra rischio e ricompensa.

Nell’edizione 2017-18 gli organizzatori hanno fissato una zona di esclusione dei ghiacci antartica, l’Antarctic Ice Exclusion Zone, per la terza tappa perché le barche odierne, molto più veloci, potrebbero colpire pezzi di ghiaccio a velocità tre volte superiori con risultati catastrofici, come si può ben immaginare.

L’obiettivo di skipper e navigatori è dunque di usare i dati meteo disponibili per trovare i sistemi di bassa pressione e navigarci al limite, sempre al confine della zona di pericolo. Ma, con le comuni tempeste dell’intensità di uragani, regatare nel Southern Ocean resta una sfida aperta, come lo era in passato.

Il Southern Ocean, forse non tutti sanno che…

 

- La zona che va dai 40° sud al Circolo Polare Artico è quella dove si registrano i venti più intensi del mondo e le tempeste viaggiano verso est intorno al globo. In compenso però sono le zone dove le barche della Volvo Ocean Race possono raggiungere le maggiori velocità
- La temperatura dell’acqua va dai 2 ai 10° C nella zona dell’Antartide e in inverno, il mare ghiaccia intorno ai 65° di latitudine sud nel settore del Pacifico. Perciò i velisti devono indossare indumenti termici e protettivi
- L’Oceano meridionale è dove si trovano i grandi iceberg, con il 90% della massa immersa, ostacoli che costituiscono un enorme pericolo per le barche della Volvo Ocean Race. Per questo motivo è stata introdotta una Antarctic Ice Exclusion Zone nelle istruzioni di regata della Leg 3. Ciononostante i velisti devono sempre prestare la massima attenzione e rimanere vigilanti, cercando di vedere in particolare modo i pezzi di ghiaccio più piccoli, detti growler, che sono i più difficili da individuare, soprattutto nelle ore notturne
- L’aria più fredda è anche più densa, quindi i venti che si trovano nel Southern Ocean sono più potenti. Non è na variabile facile da quantificare, ma è certamente una delle ragioni per cui le barche, i Volvo Ocean 65, sono spesso più veloci di quanto le loro polari indicano in questa parte del globo
- Le onde qui sono lunghe e molto alte, sono formate dal vento che può soffiare senza l’impedimento della terraferma e facilitano alte velocità di poppa. Quando le barche surfano sono più veloci delle onde e dunque bisogna timonare con estrema cautela, per evitare di finire nell’onda successiva. Qui, soprattutto, è dove l’esperienza paga
- Nel Southern Ocean si incontrano animali, uccelli e cetacei strani, e spesso in via di estinzione, come albatros e balene
- La sicurezza nell’area, lontana dalle terre abitate, è garantita da due Centri di Coordinamento del Soccorso in Mare, i Maritime Rescue Coordination Centres che si trovano in Nuova Zelanda, per la zona a ovest dei 131° ovest e in Cile per la zona a est. Il Race Control Centre della Volvo Ocean Race di Alicante è in contatto continuo con questi due enti.

 


06/12/2017 20:43:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Dal 24 al 28 giugno l'Argentario Sailing Week

In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione

Vendée Arctique: Clapcich e Beccaria a braccetto verso il Polo

Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione

Loro Piana Giraglia 2026: riparte da Saint-Tropez la sfida dei maxi yacht

Dopo gli Europei di Sorrento, il circuito dell’International Maxi Association torna in mare con 22 imbarcazioni protagoniste delle regate costiere e inshore prima della storica offshore verso Genova

Vendée Arctique: Francesca Clapcich in lotta per il podio, quarta dopo tre giorni di regata

Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange

Addio a Charlie Dalin, il campione che conquistò il Vendée Globe sfidando anche la malattia

Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione

Nautor Swan presenta il nuovo Swan 80: il Maxi che unisce prestazioni e versatilità

Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa

Il Royal Ocean Racing Club conquista la Range Rover Sardinia Cup 2026

Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2

Meteor: Davide Sampiero conquista la 2a tappa del Circuito Nazionale

Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate

Vendée Arctique: per Ambrogio un bel tuffo fuori programma

Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro

America's Cup: Bagnoli prende forma, GB1 inaugura il cantiere della sua base

Un altro tassello fondamentale della Louis Vuitton 38ª America's Cup si aggiunge al mosaico che porterà Napoli al centro della vela mondiale nel 2027

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci