Nelle ultime 24 ore la flotta ha continuato a far registrare una compressione e le distanze fra le barche si sono ridotte progressivamente, così come la separazione est-ovest.
Ieri lo skipper spagnolo Xabi Fernandez aveva parlato di molte opportunità per rientrare, quando la barca rossa si trovava a oltre 40 miglia dal duo di testa composto da Dongfeng Race Team e team Akzonobel e oggi MAPFRE è risalito in terza posizione. Restati più sottocosta per i primi giorni della tappa, gli spagnoli hanno poi cambiato tattica e al rilevamento delle ore 14 erano la barca più orientale di tutta la flotta e avevano ridotto il gap a sole 5,5 miglia, in parte grazie anche a un angolo migliore al vento e dunque una migliore velocità verso l’obiettivo.
Vestas 11th Hour Racing e Turn the Tide on Plastic, rispettivamente in quarta e quinta posizione, hanno pure recuperato terreno sui battistrada tanto che i cinque team di testa si trovano tutti nel raggio di sole 22 miglia.
“Se navighi vicino a una delle barche rosse significa che stai andando bene.” Ha detto la skipper di Turn the Tide on Plastic Dee Caffari. Che però ha ammesso che è stata un po’ dura quando lei e il suo equipaggio hanno notato gli avversari fare due nodi in più e allontanarsi dalla vista. “Oggi MAPFRE ci ha lasciato indietro. Hanno mostrato tutta la loro classe e se ne sono andati. Però, solo il tempo dirà se siamo fuori dalla lotta o meno.”
Dopo una battaglia di strambate lungo la costa australiana, tutte e sette le barche hanno ora messo la prua verso il Mar dei Coralli e verso l’arcipelago delle Salomone, che costituisce il primo waypoint obbligatorio della quarta tappa verso Hong Kong. Con un vento da sud intorno a 15/20 nodi, le sette barche sono in modalità velocità pura. “Le prossime 48 ore saranno un po’ una corsa in linea.” Ha detto lo skipper di Vestas Mark Towill, che per la tappa 4 ha preso il posto dell’amico Charlie Enright. “E’ importantissimo continuare a spingere al massimo e cercare di essere veloci con il vento che abbiamo.”
Circa 40 miglia alle spalle di MAPFRE, Team Brunel di Bouwe Bekking cerca di rientrare dall’attuale sesta piazza e di riportarsi in contatto con i battistrada per cogliere eventuali opportunità che si potrebbero presentare più avanti sul percorso. “La flotta si sta ricompattando, man mano che ci avviciniamo al waypoint,” ha spiegato il navigatore australiano Andrew Cape. “I leader entreranno nel vento più leggero per primi e noi ci riavvicineremo ma non credo riusciremo a passarli. E’ dopo le Salomone e verso le Filippine che si presenteranno possibilità di scegliere. Non si sa mai, nelle calme equatoriali può succedere di tutto. Diventerà una lotteria e alcuni ci rimetteranno.”
Intanto Dave Witt, skipper di Team Sun Hung Kai/Scallywag, in settima e ultima piazza, ha dichiarato che anche il suo equipaggio era alla ricerca di un’opportunità di risalire dalla coda della flotta. L’umore a bordo è buono anche perché per questa tappa l’australiano ha deciso di avere un gruppo di nove velisti, il che fa un’enorme differenza in termini di fatica. “E’ molto, molto più facile, molto meglio per le persone, le manovre si fanno più in fretta.” Ha spiegato Witt. “Sono felice di poter dire che mi sono sbagliato, quando ho cercato di navigare con un gruppo ristretto. Mi sono sbagliato in pieno.”
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