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VOLVO OCEAN RACE

Volvo Ocean Race: 24 ore cruciali

volvo ocean race 24 ore cruciali
redazione

La posizione più occidentale della flotta è occupata da Team Brunel dello skipper Bouwe Bekking, con i nostri Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti, che ha strambato mettendosi mure a destra nella mattinata di venerdì, seguito poco dopo da Vestas 11th Hour Racing. Per diverse ore la barca con bandiera olandese in realtà ha messo la prua in direzione opposta a quella della capitale sudafricana, per il divertimento e la sorpresa dei molti fan che seguono la regata sulla cartografia elettronica del sito internet.

Al rilevamento delle 14 italiane, Bekking e i suoi avevano però strambato nuovamente, dopo una quarantina di miglia in direzione “contraria” ma il veterano olandese, alla sua settima partecipazione al giro del mondo, ha spiegato che, malgrado potesse sembrare una follia, alle spalle della loro strategia c’era un’idea precisa.

Brunel e Vestas infatti hanno giocato la carta di essere i primi a entrare in un flusso di aria più sostenuta associato a una vasta depressione sud atlantica che si muove verso est a una velocità che potrebbe catapultarli verso la linea del traguardo, sotto la famosa e imponente Table Mountain. “Siamo stati i primi a strambare, allontanandoci da Città del Capo.” Ha detto Bekking prima che la barca gialla si rimettesse sulle stesse mura degli avversari.”La ragione è che più a ovest c’è più pressione. Speriamo di entrare in quel flusso, fare un’ultima strambata e salire sul treno. Sarà una strambata che ci costerà qualcosa, ma crediamo sia un buon investimento a breve termine.” E la trimmer di Brunel Annie Lush ha aggiunto: “Questa è una parte veramente importante della tappa, si può guadagnare o perdere molto.”

Intanto i rivali olandesi di Brunel, team Akzonobel si trovano a circa 130 miglia a est, avendo scelto una “scorciatoia” su una rotta molto più diretta verso il traguardo. Il report delle posizioni li mette in testa alla flotta, alle ore 13 UTC, perché sono decisamente più vicini alla linea finale che gli avversari. Tuttavia il loro è un compromesso che deriva dalla decisione di aspettare più a lungo per aria più favorevole portata dal sistema di bassa pressione.

Fra un estremo e l’altro si trovano Dongfeng Race Team e MAPFRE, le due barche più a sud che dovrebbero entrare nel tanto atteso flusso di vento domenica, dando inizio alla corsa a massima velocità verso il traguardo, che potrebbe anche veder cadere il record di velocità sulle 24 ore esistente.

“Le prossime 24 ore sono quelle strategicamente più importanti per questa tappa.” Ha spiegato l’esperto navigatore di MAPFRE Juan Vila. “Abbiamo parlato di usare lo stealth mode, ma non sappiamo ancora se farlo ora o più avanti, non abbiamo ancora deciso. Ci sono buone chance di superare Dongfeng nella zona dell’Atlantico meridionale, quindi cercheremo di trovare la giusta corsia di sorpasso. Può ancora succedere di tutto.” Ha concluso il velista spagnolo, che oggi è anche stato protagonista della trasmissione in diretta con i team dal race control centre di Alicante, conversando a distanza con il connazionale Jordi Doménech che il 10 novembre del 1989 cadde in acqua da Fortuna Extra Lights proprio nel corso della seconda tappa di quella che allora si chiamava Whitbread Round the World Race in pieno oceano meridionale. Doménech fu salvato e riportato a bordo dopo essere rimasto 17 minuti nel mare a 2 gradi di temperatura, dall’equipaggio di cui faceva parte Joan Vila, che 28 anni dopo ha rivissuto quei momenti indimenticabili.


17/11/2017 19:37:00 © riproduzione riservata






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