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TECNOLOGIA

Vento di Sardegna, vele supertecnologiche

vento di sardegna vele supertecnologiche
Marco Mulas*

I Maxi Yacht da regata, le grandi imprese transoceaniche e sopratutto il grande circo della Coppa America investono in ricerca e tecnologia per spingere al massimo la prestazione delle barche. L’effetto trainante della competizione determina il trasferimento tecnologico e delle conoscenze nella corrispondente area industriale, che assorbe il know-how e le relative tecnologie per l’innovazione del processo di progettazione dei nuovi prodotti. Il risultato è che oggi le vele delle grandi barche da regata possono essere progettate nello stesso modo con il quale sono stati progettati l’Airbus A380 e il Boeing 7E7, gli aerei che si contenderanno il mercato dell’aria per i prossimi 20 anni. La ricetta è un insieme di sperimentazione in galleria del vento, aerodinamica applicata, software di analisi aerodinamica e metodologie di ottimizzazione. In una parola: ingegneria. L’aerodinamica delle vele ha, però, aspetti ben più complessi rispetto all’aerodinamica dei velivoli. Le andature portanti presentano, infatti, un’aerodinamica molto diversa rispetto alle andature di bolina. Inoltre l’elasticità e la deformabilità dei tessuti modifica la forma della vela e quindi la sua prestazione aerodinamica. Infine l’equilibrio della barca è determinato dall’insieme delle forze e delle coppie che agiscono sullo scafo oltre che sulle vele, legando intimamente il problema aerodinamico a quello idrodinamico. Il progetto Vento di Sardegna ha messo insieme il gruppo di fluidodinamica del CRS4 (il centro di ricerca del Parco Tecnologico della Sardegna, a Pula), il dipartimento di ingegneria meccanica dell’università di Cagliari e la veleria Andrea Mura, in un ambizioso progetto di ricerca e sviluppo durato 4 anni. L’obiettivo era assemblare nel centro del Mediterraneo, un gruppo capace di fornire ricerca e tecnologia, software e sperimentazione, insieme a competenza velica e capacità produttiva. Il tutto integrato e al massimo livello scientifico e tecnologico. Nell’ultimo anno la collaborazione è stata estesa anche al dipartimento di ingegneria dei fluidi dell’università di La Coruna in Spagna. Il codice di fluidodinamica computazione (CFD) è il cuore del sistema software: fornisce l’analisi aerodinamica di ogni singolo disegno e ne valuta la prestazione. L’ottimizzatore è invece il cervello del sistema software: decide i disegni da eliminare e quelli da salvare, e ha le istruzioni per generare nuovi disegni della vela a partire dai migliori, utilizzando algoritmi genetici attraverso i quali una popolazione di disegni di vela, generati inizialmente in maniera casuale, si evolve per arrivare al disegno “ottimo”. La sua bontà dipende dalle istruzioni che velisti e ingegneri gli forniscono per renderlo capace di fare scelte. La vela ottima viene infine prodotta, valutata dagli ingegneri e quindi provata in mare per la valutazione finale del velista. E il processo può essere ripetuto introducendo nuovi parametri e analizzando nuove situazioni fino alla completa soddisfazione del team. *Ingegnere CRS4


15/11/2008 12:00:00 © riproduzione riservata






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