sabato, 29 agosto 2026

VAURIEN

Vaurien: Marta Delli e Francesco Graziani Campioni del Mondo

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Ferdinando Cocucci - comunicato stampa

 

Mascalzone, “Vale niente”, “cassa da morto”, al Vaurien gliene hanno dette di tutte. Eppure dopo 70 anni, il barchino micidiale su cui hanno imparato tutti ad andare a vela, dai Glénans a Caprera, non smette mai di stupire. In un luogo meravigliosamente lontano da tutti i più leggendari specchi d’acqua della vela, come il lago di Liptov, ai piedi dei monti Tatra, tra Slovacchia e Polonia, 55 equipaggi da tutto il mondo e tantissimi appassionati si sono ancora una volta ritrovati dal 13 al 19 luglio per quella festa straordinaria della vela che è il Mondiale Vaurien, giunto alla sua 63ma edizione (!).

Il Vaurien, con la sua essenziale natura di barca a vela “pura” (non più di 13 bozzelli, stazze e misure rigorosissime al millimetro) ma con tutto le manovre che possono esistere su una barca (il caro vecchio spi da domare, in tempi di issatone di Gennaker e scienza del Code Zero) è la barca per tutti, dal neofita che impara cosa sono le “centre” e come interpretare il vento, al velista esperto, magari campione olimpico, innamorato della sua essenzialità, con il piacere di riportare gli skill velici al centro, in tempi di vela con gli estrogeni.

Questa magia si è rinnovata anche quest’anno col Mondiale in Slovacchia e i 7 equipaggi italiani presenti hanno raccontato un nuovo episodio di una grande piccola storia di passione e vela.A cominciare da Francesco Graziani e Marta Delli, i due leoni toscani classe ’68 e ’71 di Marina di Pisa, una vita per la vela, anima da vaurienisti, affiliati al Club Nautico di Marina di Carrara, tenaci e costanti, grandi e fini conoscitori della barca, del vento, del navigare, che sono riusciti a mettere in fila spagnoli, francesi e tutto il resto della flotta.

Tutto è nato come una piccola sfida: tornare a fare una regata importante insieme, io e Marta, e vedere dove eravamo - ci racconta Francesco, già vice campione mondiale nel 2019 - dopo che da qualche anno eravamo più sul gommone ad allenare che in barca. E così, eccoci al Mondiale dove ti ritrovi in un’avventura meravigliosamente complicata: uscivi con la pagaia sotto il sole e poi a metà di una prova avevi 20 nodi in mezzo a due temporali, salti di vento continui, cambi di direzione. Una giostra lunga cinque giorni. Insomma, in barca questa settimana ci dovevi saper andare e l’affiatamento dell’equipaggio è stato messo a dura prova!  E poi scopri che nella classe come qualche anno fa c’è gente che in barca ci va tantissimo, che si allena, come Cabello o Campos, gli amici spagnoli, i francesi e Peter (Lakshmanan, tedesco - ndr) che è velocissimo; i primi quindici è tutta gente che sa andare in barca davvero. Noi siamo stati attenti e intelligenti, sempre focalizzati sul non fare azzardi pericolosi. Sempre piazzati fra i primi cinque. Alla fine, primi! Ci ha aiutato anche il conoscere questo lago incantevole tra i boschi ma spesso velisticamente indecifrabile, dove eravamo stati tanti anni fa, e anche le follie tipiche del lago. Sono un uomo di mare ma ho imparato sul lago e sul lago sono nati tantissimi grandi velisti. Niente è mai scontato sul lago. Ma la cosa davvero bella è che al Mondiale c’erano tantissimi ragazzi, giovani, giovanissimi, tante ragazze (meta degli equipaggi erano Junior e Misti - ndr), tutti da tenere dietro. Una classe viva con il suo spirito conviviale bellissimo, ma tanta competenza e curiosità velistica da far crescere. Un grande segnale. Certo siamo una classe amatoriale, ma qui impari le basi e metti alla prova quello che sai. Un Mondiale ti permette, se sei un ragazzo che inizia, magari in Feva o anche se sei sul Twenty alle prime armi, di regatare con gente esperta, un quindicenne gira in boa con un adulto esperto. Devi conoscere la barca. C’è un valore formativo altissimo. Ti serve anche per ‘l'altra vela’, che fai. Se vuoi è un po’ la mia storia: sono nato sul 470 - e da lì negli anni 80 passava il top della vela - poi mi sono innamorato del Vaurien, della sua semplicità, e non me ne sono mai staccato, anche se sono stato in altre classi, ho fatto altura e ultimamente seguo la squadra agonistica giovanile a Marina di Carrara, sui Feva e sui Twenty. Forse il segreto di questo successo sta anche un po’ lì, stare con i ragazzi mi ha obbligato a viaggiare al loro livello, mi ha insegnato una nuova immediatezza nell’andare a vela… si cresce insieme; uno scambio reciproco, dai!”

La sfida di Francesco e Marta al Mondiale è anche quella dei quattro equipaggi italiani nei primi quindici che significano che, sottotraccia, nelle pieghe dei circoli, il Vaurien resta una passione profonda per la sua essenziale semplicità, lo spirito guascone ma, soprattutto, l’inclusività, dove andare in barca significa sempre imparare e condividere conoscenze; per poi magari anche provare a mettere la prua avanti a quella dell’amico.

È un po’ la storia di Tommi Fossati e Niccolò Cocucci, medaglia di bronzo Junior, 18 e 17 anni, l’uno timoniere su RS500, l’altro prodiere 29er, “celti” dell’Alto Lario ma appassionati vaurienisti. “Quando c’è tanto vento - dice Tommi - è facile andare forte e stare davanti agli altri, sul Vaurien come su uno skiff; poi il vento cala e, se sei in Vaurien, scopri che c’è gente che va più di te senza capire perché. Ed è lì che capisci se sai davvero far correre la barca; nella sua essenzialità, è una barca molto tecnica; hai opzioni da scegliere, decisioni che puoi prendere, sulle regolazioni, sulla conduzione, sulla strategia. Non smetti mai di condurre. Andare più forte degli altri in Vaurien è molto più difficile! Noi ci siamo ritrovati con gente della nostra età o più giovane, di tutta Europa, che va in Twenty, in Laser, in altre classi e qui ti confronti sui fondamentali; poi magari ne parli la sera a cena, dopo aver beccato venti nodi in faccia, aver imprecato un po’ perché stavi per perdere il timone e Nicco si ritrova con un dito sanguinante nel ripararlo fra le onde - 4 punti sutura, quelli che ci mancano per il secondo posto Junior! -, essere rientrati al tramonto col sole che scende fra i boschi, vagheggiando il leggendario party tedesco-olandese-spagnolo. Un’atmosfera stupenda...”

Il Mondiale Vaurien in Slovacchia ha dunque confermato di essere quell’evento carico di emozione, incontro e passione che è sempre stato ma anche uno spazio tecnico e sportivo di eccellenza dove c’è posto per tutti e dove, comunque sia, tutti possono posso starci perché è uno spazio di crescita per tutti.

Il bilancio sportivo è per noi molto positivo - spiega Roberto Franchini, Presidente della AS Vaurien Italia - abbiamo un primo assoluto e poi equipaggi sul podio nelle categorie Master, Misto, Junior, ma al di là di quello, dietro a Francesco e Marta che sono ‘corsari’ leggendari della classe, la nostra flotta ha portato al Mondiale tanti nuovi vaurienisti, che hanno partecipato per la prima volta. È l’avanguardia di un movimento che è in crescita, indice di una grande effervescenza nella base, - sono oltre 350 gli agonisti in Italia associati alla Classe negli ultimi 4 anni, dai 12 ai 70 anni, che animano 5 regate nazionali, 2 campionati zonali e tante regate locali, mentre il Vaurien resta in tantissimi circoli, nel Lazio, in Toscana, sul lago di Como, la barca scuola open per insegnare ad andare a vela a chiunque -, che aggrega appassionati che si avvicinano alla vela e vengono condotti dapprima alle prime zonali, poi alle nazionali e infine al Mondiale, non come punto di arrivo ma come ulteriore momento di confronto e di crescita, ognuno secondo i propri skill e le proprie ambizioni.

A Litpov il più giovane regatante era Emiliano Cevela, classe 2011, di Roma che con papà Roberto sta facendo un percorso di crescita partito due anni fa e che sicuramente approderà a Bracciano 2025, dove come classe e insieme al Circolo Vela Bracciano stiamo organizzando il prossimo Vaurien World Championship che vogliamo sia non solo un grande evento tecnico e sportivo, dove aspettiamo una novantina di equipaggi, ma anche un evento a tutto tondo conviviale e con tante occasioni di incontro sulla vela”.

 

 



21/07/2024 09:46:00 © riproduzione riservata






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