VELA - Partito sabato 29 gennaio alle 12:07 e 28 secondi per stabilire il nuovo record del mondo in solitaria il comandante di Sodeb’o, Thomas Coville, ha tagliato il traguardo a Ouessant giovedì il 31 marzo alle 13:15, dopo 61 giorni, 7 minuti e 32 secondi in mare.
Purtroppo però è arrivato in Francia con 3 giorni, 10 giorni,10 ore, 43 minuti e 26 secondi di ritardo rispetto a Francis Joyon che nel 2008 aveva stabilito il record a bordo di IDEC con il tempo di 57 giorni, 13h34'06''. Sodebo ha percorso 28.431 mila miglia a una media di 19.42 nodi.
Dopo una partenza sportiva (il maxi-tri si era sollevato per poi piantarsi nell’onda) l’arrivo sulla punta della Bretagna è stato altrettanto azzardato. Se tutti gli sforzi di questo grande viaggio non sono stati ripagati con il record c’è la consapevolezza di essere ritornato a destinazione nonostante l’avaria alla dritta di prua (la causa dell’incidente è da addebitarsi ad una probabile scontro con una balena).
I primi commenti di Coville sono stati: “ Dopo 60 giorni senza nessuno è bello veder comparire all’improvviso i volti conosciuti del tuo equipaggio. I primi 50 giorni non sono stati facili ma sono contento di aver intrapreso questa avventura e di averci creduto. La scorsa settimana è stata psicologicamente molto difficile. Dedico questo arrivo alla mia famiglia che mia hanno iniziato a portare a conclusione ogni cosa intraprese”.
“Non abbiamo commesso errori di percorso. Abbiamo delle soddisfazioni: quelle di aver ancora una scafo in buone condizioni malgrado la prua sia danneggiata. Oggi sono due persone diverse a bordo: lo sportivo e l’avventuriero. Lo sportivo è frustrato ma l’uomo d’avventura è soddisfatto del suo giro del mondo”.
Poso dopo l’arrivo è arrivato anche il messaggio di Francis Joyon: “In un mondo dove il petrolio a inquinato per mesi le coste di New Orleans e dove le centrali nucleari rigettano radiazioni direttamente in acqua, Thomas Coville da prova che le energie naturali non mancano di forza e incisività. Che non sia riuscito a battere il record non ha importanza. L’essenziale è che le nostre corse intorno al mondo, in equipaggio così come in solitaria, hanno dimostrato che è sono più utili le forze naturali che le barche a motore. Al momento nessuna barca a motore è riuscita a completare il giro del globo in modo così rapido così come noi facciamo a vela”.
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