venerdí, 2 gennaio 2026

PRESS

I "Satelliti del Clima" sentinelle del pianeta

quot satelliti del clima quot sentinelle del pianeta
redazione

Monitorano i cambiamenti climatici e rappresentano un supporto essenziale per gli scienziati: sono i 162 'satelliti del clima' che gravitano a centinaia di chilometri dalla terra. L'ultimo lanciato, martedì scorso dal Cosmodromo Russo di Plesetsk, è Sentinel-3A dell'Agenzia spaziale europea (ESA), mapperà la temperatura della superficie del mare, l'estensione e la topografia del ghiaccio. Una prossima missione europea che riguarderà in particolare il carbonio sarà Flex (FLuorescence EXplore). Farà una mappatura della fluorescenza emessa dalla vegetazione per quantificare l'attività di fotosintesi. I dati raccolti saranno importanti per migliorare la comprensione di come il carbonio si muova tra le piante e l'atmosfera e di come il processo di fotosintesi coinvolga i cicli del carbonio e dell'acqua. Con il lancio del primo satellite meteorologico nel 1959, i satelliti hanno dimostrato di essere strumenti fondamentali per la ricerca sul clima. Nel 1984 - ricorda una ricerca di Carbon Brief che ha catalogato i 'satelliti del clima' delle organizzazioni e agenzie mondiali - l'Earth Radiation Budget Satellite ha fornito una panoramica di come le attività umane (attraverso i combustibili fossili) influenzino l'equilibrio del pianeta, contribuendo a scoprire il buco dell'ozono. Due decenni dopo, la Orbiting Carbon Observatory ha fornito le prime mappe della concentrazione di CO2 in tutto il mondo. I satelliti si dividono in due categorie: quelli in 'orbita geostazionaria' (altitudine di 35.786 km) monitorano lo stesso punto; quelli in 'orbita terrestre bassa' (altezza di 400-1400km), monitorano il clima all'interno o sopra l'atmosfera, fornendo una copertura su diverse fasce di terra. Sono gestiti dalla collaborazione di agenzie di tutto il mondo, dal Kazakistan al Cile.


20/02/2016 17:09:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Sydney Hobart, una partenza da cartolina

Alle 13:00 AEDT il cannone del Cruising Yacht Club of Australia ha dato il via all’80ª edizione della classica di 628 miglia tra Sydney e Hobart, con quasi 130 barche sulla linea e un’uscita spettacolare da Sydney Harbour verso le Sydney Heads

Lega Navale Italiana, un anno da record: superati i 63.800 soci nel 2025

In crescita rispetto allo scorso anno il numero di socie (+2300), di soci under 25 (+1200) e la comunità sui social media della LNI, con oltre 45000 follower. Il Presidente Marzano lancia gli Stati Generali 2026

Optimist: torna a Napoli dal 4 al 6 gennaio il Trofeo Campobasso

Sarà il Trofeo Marcello Campobasso ad aprire il programma di eventi di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 con la 32esima edizione della storica regata internazionale della classe Optimist, in programma dal 4 al 6 gennaio

Sydney Hobart: la spunta Comanche in un finale al cardiopalma

Master Lock Comanche, con Matt Allen al timone, ha conquistato le line honours della 80ª Rolex Sydney Hobart imponendo compostezza e lucidità

Vincere overall? Ci vuole un JPK

Il cantiere francese protagonista di tantissime importanti regate che hanno consentito ai proprietari splendide prestazioni in tempo comprensato. Anche per Min River, un JPH 10.30, una vittoria epica alla Rolex Sydney Hobart 2025

Un'ottima Sydney/Hobart per l'IY 12.98 "Veloce"

"Veloce", timonata da Matt Hyes, conclude al 33° posto in tempo reale, 10ma overall e 4a nella Classe 1, confermando la qualità e le alte prestazioni delle barche del cantiere italiano

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci