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SailGp, Bermuda: Red Bull Italy tra danni e rimonte

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redazione

Si è chiuso a Bermuda il quinto appuntamento della sesta stagione del Rolex SailGP Championship, andato in scena questo fine settimana nelle spettacolari acque della Great Sound in occasione dell’Apex Group Bermuda Sail Grand Prix. Il circuito è tornato così in uno dei luoghi più iconici e simbolici della vela moderna, un’isola dove il mare, il vento e la cultura velica fanno parte integrante dell’identità del territorio.

Bermuda rappresenta da sempre uno dei templi mondiali della vela ad alte prestazioni. Qui, nel 2017, si disputò la storica 35ª America’s Cup, evento che rivoluzionò per sempre il panorama tecnologico della disciplina e che, ancora oggi, viene considerato il punto di origine dell’evoluzione che avrebbe poi portato alla nascita di SailGP. Dopo una stagione di assenza, il campionato è tornato su un’isola che vive e respira vela, accolta da una straordinaria partecipazione di pubblico e da una passione autentica per questo sport.

Famosa in tutto il mondo per le sue condizioni meteo e per la qualità del suo campo di regata, Bermuda non ha deluso le aspettative, regalando per tutto il weekend condizioni medio-forti che hanno permesso ai dodici catamarani F50 di sfrecciare sulle acque turchesi della Great Sound davanti a migliaia di spettatori, a pochi metri dal cuore dell’azione.

Il racecourse bermudiano si è confermato uno dei più ampi e tecnici dell’intero circuito SailGP: un campo che offre maggiori opportunità strategiche e possibilità di guadagno rispetto ad altre venue del campionato, permettendo ai team più margine nella gestione delle manovre e delle traiettorie, ma che allo stesso tempo richiede precisione assoluta nelle scelte tattiche, soprattutto in condizioni di pressione instabile e salti di vento continui.

La giornata di venerdì, dedicata alle practice races, si era aperta con condizioni ancora più sostenute, imponendo l’utilizzo delle wing da 18 metri, le ali più piccole della gamma SailGP, utilizzate per garantire maggiore controllo e stabilità alle imbarcazioni nelle condizioni più impegnative.

Sabato, giornata inaugurale delle regate ufficiali, il vento non si è fatto attendere e la scelta della flotta è ricaduta sulle wing all-purpose da 24 metri. Le condizioni si sono rivelate estremamente rafficate e tecniche, mettendo particolarmente sotto pressione wing trimmers e flight controllers, chiamati a continui aggiustamenti per mantenere gli F50 stabili e performanti in fase di volo.

Proprio durante la fase di pre-start della prima prova, mentre il Red Bull Italy SailGP Team stava simulando una situazione di massima spinta in vista della partenza, una raffica più intensa ha innescato un fenomeno di ventilazione dei foil. Nel momento in cui l’imbarcazione ha raggiunto un’altezza eccessiva sull’acqua, parte del foil si è avvicinata troppo alla superficie causando l’ingresso di aria lungo il profilo e la conseguente perdita improvvisa di portanza idrodinamica. La prua è così ricaduta violentemente in acqua provocando un impatto significativo che ha compromesso diversi sistemi della barca.

Nonostante i danni riportati nell’impatto, il team italiano è comunque riuscito a completare la prima regata chiudendo in sesta posizione, risultato che ha permesso alla squadra di conquistare punti importanti già in apertura di weekend. Le conseguenze dello schianto, però, hanno continuato a emergere nel corso della giornata. Nella seconda fleet race, infatti, una delle tastiere di controllo della wing ha improvvisamente smesso di funzionare durante una manovra, impedendo all’ala di invertire correttamente il proprio assetto rispetto al vento e costringendo il team al ritiro.

Lo shore team è immediatamente intervenuto riuscendo a completare un primo lavoro di riparazione prima della partenza della terza prova, permettendo all’equipaggio di tornare in acqua. I problemi derivati dall’impatto iniziale, però, non erano ancora del tutto risolti: poco dopo l’inizio della regata, una consistente perdita d’olio ha costretto nuovamente il Red Bull Italy SailGP Team a fermarsi, dando vita a un’intensa corsa contro il tempo tra acqua e dock per riportare l’F50 in condizioni di regata prima dell’ultima prova di giornata.

Finalmente, nella quarta ed ultima prova di giornata, il Red Bull Italy SailGP Team è riuscito a tornare pienamente operativo. Dopo una partenza eccellente, la squadra ha disputato una regata estremamente combattuta, chiudendo in seconda posizione alle spalle dei Bonds Flying Roos australiani, protagonisti di un’altra prestazione di altissimo livello.

Grazie al risultato ottenuto nell’ultima manche di giornata, il Red Bull Italy SailGP Team ha concluso il sabato in settima posizione assoluta, conquistando punti preziosi e rimanendo pienamente in corsa in vista della Super Sunday.

Domenica, in occasione della Super Sunday, la flotta è tornata in acqua con le wing all-purpose da 24 metri, trovando però condizioni sensibilmente più leggere rispetto alla giornata precedente. Un vento meno intenso ha reso il quadro ancora più complesso dal punto di vista tattico, soprattutto nella parte alta del racecourse, dove le boe di bolina, posizionate più vicino alla costa, sono state caratterizzate da numerosi buchi d’aria e continue variazioni di pressione. Se nelle fasi di partenza e al gate di poppa il vento si è mostrato più stabile e disteso, nella risalita verso di bolina le condizioni sono diventate estremamente marginali, costringendo gli equipaggi a continui compromessi tra foiling e displacement mode.

Nella prima prova di giornata il Red Bull Italy SailGP Team ha disputato una regata molto combattuta, difendendosi con solidità in mezzo alla flotta e chiudendo al sesto posto dopo un intenso confronto con gli svedesi di Artemis Racing e i britannici di Emirates GBR. Nella seconda fleet race la squadra italiana ha poi concluso in settima posizione, restando pienamente in lotta in un gruppo estremamente compatto.

Per l’ultima prova del weekend le condizioni sono ulteriormente cambiate: il vento è progressivamente calato diventando sempre più frammentato e difficile da interpretare lungo tutto il campo di regata. In uno scenario estremamente tecnico e imprevedibile, il Red Bull Italy SailGP Team ha chiuso la regata finale al settimo posto, terminando così il weekend di Bermuda in ottava posizione assoluta.


"È stato bellissimo tornare alle Bermuda e rivedere tanti amici di lunga data. È un luogo incredibile per gareggiare con gli F50 ", commenta Jimmy Spithill, Ceo del red Bull Italy Sail GP, " È stato un weekend frustrante a causa di problemi idraulici nel primo giorno, che ci hanno costretto a ritirarci dalla seconda e dalla terza regata. Nonostante questo, il team è riuscito comunque a ottenere buoni risultati nella prima e nella quarta prova, ma è davvero difficile recuperare quei punteggi nel corso del weekend e restare in corsa per la finale. Speriamo che la barca torni ad avere un’affidabilità al 100% a New York e di poter portare sul fiume Hudson tutto ciò che abbiamo imparato in questi giorni."

Phil Robertson, driver del Red Bull Italy SailGP Team, ha dichiarato: "Abbiamo avuto un’altra giornata difficile, con ulteriori problemi idraulici proprio prima della prima partenza. Ci sono aspetti che dobbiamo rivedere e migliorare, ma guardiamo a New York con fiducia: sarà un altro evento, in una location diversa, e New York è un posto bellissimo dove navigare. Continuiamo a credere nel nostro processo di crescita: a volte può essere frustrante, ma è l’unico modo per migliorare davvero."

Con la conclusione dell’Apex Group Bermuda Sail Grand Prix, il Rolex SailGP Championship prosegue il proprio percorso nell’Atlantico lasciando Bermuda e dirigendosi verso la costa Est degli Stati Uniti. Il circuito si prepara ora al sesto appuntamento stagionale, il Mubadala New York Sail Grand Prix, con tutti gli occhi puntati su una delle venue più iconiche e spettacolari dell’intero campionato.


10/05/2026 23:15:00 © riproduzione riservata






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