Si è concluso nelle acque diAuckland il secondo appuntamento della sesta stagione del Rolex SailGP Championship, il circuito di vela più competitivo al mondo. La tappa neozelandese, disputata il 14 e 15 febbraio, ha rappresentato la naturale prosecuzione della prima prova di Perth, che aveva già messo in evidenza condizioni particolarmente impegnative per la gestione dei catamarani volanti F50.
Se Perth aveva messo l’asticella già molto in alto, Auckland non è stata da meno, dimostrando pienamente la propria reputazione di campo gara selettivo, con condizioni meteo-marittime estremamente probanti. Venue iconica del panorama velico internazionale, la città è considerata una delle località più esigenti e ventose del circuito.
Nel corso del weekend, una perturbazione proveniente da sud-ovest ha attraversato la Nuova Zelanda interessando direttamente l’area di Auckland, portando raffiche intense con cui la flotta di tredici catamarani ha dovuto mirurarsi. Il flusso ventoso, proveniente dal settore urbano e quindi fortemente influenzato dalla morfologia della città, si è rivelato altamente instabile e disomogeneo, con marcate variazioni di intensità e direzione che hanno aggiunto un ulteriore livello di complessità per i team e, al tempo stesso, hanno regalato grande spettacolo agli innumerevoli spettatori accorsi lungo il waterfront. Le barche hanno letteralmente sfrecciato davanti agli spalti, che costituivano anche uno dei boundary superiori del campo di regata, con gli equipaggi che si trovavano a manovrare a pochi metri dal pubblico.
Proprio a causa di condizioni così vicine ai limiti operativi, la giornata dedicata alle regate di prova è stata cancellata: i soli team che avevano riportato danni a Perth hanno avuto la possibilità di effettuare brevi test, potendo così provare le riparazioni completate in tempi record da SailGP Technologies.
Al sabato le regate sono iniziate puntualmente alle 16:00 locali, con vento compreso tra i 10 e i 20 nodi. I team sono scesi in acqua con le wing più piccole per gestire la pressione; nel corso della giornata non sono mancate situazioni critiche in una flotta sempre più competitiva e capace di esprimere velocità crescenti.
Durante una manovra di round-up particolarmente aggressiva, nel tentativo di mantenere entrambi i foil immersi, il Red Bull Italy SailGP Team ha sfiorato la scuffia ancora prima della prova inaugurale. Ne è seguita una regata d’esordio che i salti di vento hanno reso estremamente complessa e imprevedibile.
Nella seconda prova, il team italiano è riuscito a risalire la classifica e a conquistare punti preziosi, dimostrando maturità tecnica e una crescente capacità di interpretare un campo di regata tanto instabile quanto selettivo.
In quella che sarebbe dovuta essere la terza prova di giornata, l’Italia ha messo a segno una partenza impeccabile sul pin, portandosi immediatamente al comando della flotta. Sopravento agli azzurri, tuttavia, si è verificata una grave collisione tra il team di casa neozelandese e quello francese (che ha causato due feriti, attualmente in condizioni stabili), fatto che ha portato all’annullamento della prova e alla conclusione anticipata della prima giornata.
A seguito dell’incidente e alla luce di una previsione di vento ancora più sostenuto per la domenica, per la prima volta nella storia di SailGP la flotta è stata suddivisa in due gruppi, adottando una configurazione tipica delle giornate di prova. Il Gruppo A comprendeva Canada, Gran Bretagna, Germania, Italia e Brasile, mentre i restanti team sono stati assegnati al Gruppo B: una scelta necessaria per garantire maggiori margini di sicurezza operativa.
La prima prova è stata spettacolare ed estremamente tecnica fin dallo start: tutti e cinque i team, armati con il fiocco più grande,si sono trovati in difficoltà, alle prese con raffiche in costante aumento. Dopo uno spin-out all’orza subito dopo il via, il team italiano è riuscito a recuperare terreno, portando a casa ancora una volta punti fondamentali. Anche la seconda prova si è svolta al limite della piena controllabilità, ma gli azzurri hanno confermato solidità e determinazione, aggiungendo ulteriori punti alla propria classifica.
Jimmy Spithill, CEO del team: “Auckland ci ha messo a confronto con le condizioni più dure e difficili che abbia mai visto nelle regate di SailGP. I team più esperti hanno dimostrato chiaramente il valore di avere più ore in barca. Abbiamo imparato lezioni importanti, ma sappiamo di essere sulla strada giusta per il lungo periodo. Abbiamo fatto molti progressi e non vediamo l'ora di arrivare a Sydney!”
Phil Robertson, driver: “È stato un weekend impegnativo e molto intenso, che dal punto di vista sportivo ci ha messo alla prova. Abbiano navigato in condizioni difficili e in alcuni momenti non è stato semplice mantenere il pieno controllo della barca. Essendo una squadra nuova, con metà del team appena arrivata, ogni giornata in acqua rappresenta un’importante fase di apprendimento e adattamento. Quando le regate sono così impegnative è complicato lavorare sulla performance, ma abbiamo comunque fatto passi avanti significativi. Sappiamo di avere un potenziale più alto e questo ci motiva a continuare a crescere. Ora guardiamo a Sydney con grande determinazione e voglia di migliorare.”
La tappa di Auckland rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di crescita del team. Ora gli occhi sono già puntati sul prossimo appuntamento, a Sydney, in programma tra sole due settimane, il 28 febbraio e 1 marzo 2026. Tale tappa sarà l'ultima in Oceania: seguirà l'appuntamento di Rio de Janeiro in Brasile, poi il circuito si sposterà nell'emisfero nord.
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