Gianrocco Catalano è l’armatore di Nanuk, la barca che per il secondo anno consecutivo ha vinto il titolo di Campione Italiano Platu25. L’edizione 2010 del Campionato è stata intensa, ed il titolo frutto di un lavoro di conquista fatto giorno per giorno. Abbiamo incontrato Gianrocco subito dopo la premiazione, che si è tenuta a Porto S.Stefano, la splendida location che ha ospitato quest’anno il Campionato Platu25.
La tua prima dichiarazione da vincitore… È stato un bellissimo campionato,molto combattuto, deciso nell’ultima giornata, e mi complimento con tutti, il livello degli equipaggi era davvero molto alto.
Quando hai capito che avresti vinto?
Alla fine dell’ultima prova!
E c’è stato un momento in cui hai pensato che non ce l’avreste fatta?
Non saprei, abbiamo sempre mantenuto l’approccio positivo, anche se è vero che l’anno scorso abbiamo vinto con una giornata di anticipo, e tanti punti sul secondo, mentre stavolta la conquista del titolo è stata molto combattuta
Momenti belli di questo campionato?
Ho apprezzato che i primi giorni siamo riusciti a fare prove anche con vento incostante, bravo il Comitato. La giornata di chiusura è stata la più bella proprio grazie al vento, e ci voleva dopo la prova di ieri, un po’ così, balorda, sono arrivate solo sei barche, a causa del calo di vento, e noi per fortuna siamo arrivati dieci secondi prima che scadesse il tempo limite.
Nanuk, vince per due anni di seguito, ma non ha un logo, è una scelta voluta?
Nanuk ha per simbolo un orso, che ha disegnato mia madre, che ora devo far rifare. Nanuk è il nome dell’orso bianco nella lingua degli indiani, e indica lo spirito di libertà, lo lego alla barca perché per me la vela è questo. Io sono un amante di questa barca, e sono sempre contento quando scendo in acqua, siamo un bellissimo equipaggio di amici, una esperienza divertente su una barca che io amo profondamente.
Professionista di primo piano nel mondo della finanza e velista di lunga data, Rinaldi assume la guida dello storico sodalizio dell’Argentario nel segno della continuità familiare e del rilancio internazionale
I vincitori: Chestress (La Lunga Bolina Offshore), Carbonita (line of honours), Jill (Coastal Cruise), Kaster 24 (Este24), Gregorio Pugliese e Marta Monge (WingFoil)
In mare si disegna un campo di regata perfetto. A terra, invece, si gioca una partita molto più complessa, dove il vento conta meno delle aspettative – e delle diffidenze – di chi quel tratto di costa lo vive ogni giorno
Con distacchi minimi e prestazioni altalenanti per molti team, tutto resta aperto in vista delle ultime tre prove. Come sottolineato dal tattico Vasco Vascotto, “in una flotta così compatta basta poco per cambiare tutto.”
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