Il 7 novembre prossimo partirà da Le Havre la prestigiosa regata Transat Jacques Vabre, che ripercorre la storica “Rotta del caffè”. Per questa 15ma edizione, presenta delle novità di percorso: dopo la partenza da Le Havre in Normandia, gli skipper partecipanti in classe IMOCA dovranno scendere verso l’arcipelago di Fernando de Noronha (Brasile) attraversando il Pot au noir, e risalire poi a nord verso l’arrivo in Martinica, a Fort de France.
È una regata in doppio che Giancarlo Pedote affronterà con il suo co-skipper Martin Le Pape, e sarà valida come regata selettiva nel caso ci fossero più team qualificati a partecipare al Vendée Globe rispetto ai posti disponibili. Da qui, l’importanza di portare a termine questa regata.
Mercoledì 27 ottobre Giancarlo Pedote e Martin Le Pape hanno lasciato il porto base di Lorient a bordo dell’IMOCA Prysmian Group per raggiungere quello di Le Havre, da cui il 7 novembre partirà la Transat Jacques Vabre Normandie Le Havre. Una volta raggiunto il bacino Paul Vatine, nel cuore della città della Normandia, i due skipper avranno una decina di giorni per continuare la loro preparazione tattica e adempiere agli obblighi organizzativi, i controlli di sicurezza e i briefing, tra i quali uno dedicato al rilascio di una boa meteo nell’Oceano. Prysmian Group è infatti uno dei sette team che hanno aderito alla proposta della Classe IMOCA di contribuire al progetto di dispiegamento di boe meteorologiche coordinato da Météo France nell'ambito del programma europeo E-Surfmar.
Capitale Europea dello Sport 2026, la città ha il tempo per trasformare rischi in trionfo, bilanciando spettacolo, economia e comunità – un banco di prova unico per dimostrare che la Coppa America può rigenerare senza dividere
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Tra i protagonisti spicca Raven, il rivoluzionario Baltic 111 semi-foiler, dotato di T-foil simili agli AC75 e già collaudato con diversi attraversamenti oceanici. Con una media prevista di oltre 25 nodi, potrebbe puntare al record monoscafi sulle 24 ore
Le condizioni particolarmente calme di ieri hanno permesso all’equipaggio di notare il danno al foil di dritta, lo stesso che aveva urtato ad alta velocità una grande rete da pesca con i suoi galleggianti durante il passaggio sotto Capo Leeuwin