Lo spagnolo Miguel Echavarri vince la Gold Fleet Juniores davanti a Ryan Lee e Luca Nueschen. Annalie Meoni è sesta assoluta e prima tra le ragazze. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan, con Valerio Pucci secondo e vincitore del Trofeo Armare Ropes. Quasi 600 giovani da 47 nazioni e cinque continenti per una manifestazione che continua a essere molto più di una regata.
Il Garda Trentino saluta la 31ª Ora Cup Ora con due nuovi vincitori e soprattutto con la conferma di una formula che, anno dopo anno, è riuscita a trasformare una grande regata Optimist in un appuntamento internazionale capace di andare ben oltre il risultato sportivo. Sul Garda, per tre giornate, si sono ritrovati quasi 600 giovani velisti provenienti da 47 nazioni e da tutti e cinque i continenti, dando vita a uno degli appuntamenti più importanti dell'estate per la vela giovanile internazionale.
Organizzata dal Circolo Vela Arco su delega della Federazione Italiana Vela, l'edizione 2026 si è conclusa dopo una giornata finale resa complicata dalle condizioni meteo. Il vento da nord ha infatti resistito fino a tarda mattinata, costringendo il Comitato di Regata ad attendere prima che l'Ora entrasse sul Garda. Una volta ristabilite le condizioni, il campo è stato rapidamente riposizionato e la flotta è tornata in acqua per le attese finali.
La Gold Fleet Juniores, composta dai migliori 123 concorrenti emersi dalle qualifiche, è riuscita a disputare due prove prima del limite previsto. Due regate sufficienti a cambiare radicalmente il volto della classifica.
Echavarri, una rimonta che vale la vittoria
Tra gli Juniores la situazione alla vigilia delle finali sembrava premiare soprattutto lo sloveno Mihael Zobec, leader dopo le qualifiche. Lo spagnolo Miguel Echavarri, invece, partiva soltanto dalla nona posizione.
Le due prove decisive hanno però completamente ribaltato il quadro. Con un decimo e un ottavo posto, Echavarri ha costruito una rimonta efficace e si è preso la vittoria della 31ª Ora Cup Ora con due punti di vantaggio sullo statunitense Ryan Lee. Anche Lee è stato protagonista di una grande rimonta: partito tredicesimo, ha recuperato fino alla seconda posizione grazie a un settimo e a un terzo posto nelle due finali.
Sul terzo gradino del podio è salito un altro spagnolo, Luca Nueschen, capace di risalire addirittura dalla sedicesima posizione alla vigilia delle finali. Quarto Zobec, che dopo aver guidato la classifica nelle qualifiche ha chiuso a 18 punti dal podio.
Il carattere internazionale della flotta emerge anche dalla classifica finale: nei primi dieci Juniores sono rappresentate otto nazioni.
Ancora una volta, però, l'Italia trova una protagonista assoluta. Annalie Meoni della Fraglia Vela Malcesine ha concluso al sesto posto assoluto, conquistando il primo posto nella classifica femminile. Alle sue spalle si sono piazzate la rappresentante di Hong Kong Margaux Nguyen-Minh, ottava assoluta, e la turca Dilara Koldas, nona.
Cadetti, Milan resiste a Pucci
Tra i 98 Cadetti della Divisione B il successo è andato allo svizzero Carlo Milan, che ha resistito alla rimonta dell'italiano Valerio Pucci e ha chiuso la manifestazione con quattro punti di vantaggio.
Pucci, portacolori del Club Nautico Marina di Carrara, ha comunque firmato un risultato di grande rilievo. Dopo essere stato protagonista della seconda giornata, con tre vittorie consecutive, ha concluso al secondo posto e si è aggiudicato anche il Trofeo Armare Ropes, assegnato al miglior risultato combinato nei due grandi appuntamenti Optimist consecutivi dell'Alto Garda: il Trofeo Simone Lombardi della Fraglia Vela Malcesine e l'Ora Cup Ora del Circolo Vela Arco.
Terzo posto per lo statunitense Arthur Yepes, mentre il belga Maxime Glorie Farrerons ha mancato il podio per appena due punti.
Anche tra i Cadetti la classifica femminile parla diverse lingue: prima la turca Ayla Karagulle, quinta assoluta, seguita da Jiahe Liu di Hong Kong, settima overall, e dalla bulgara Alessandra Vasileva, dodicesima assoluta.
Una regata che racconta il futuro della vela
I numeri dell'Ora Cup Ora sono ormai quelli di una vera manifestazione internazionale: quasi 600 concorrenti, 47 nazioni e cinque continenti rappresentati. Ma il valore dell'evento non si misura soltanto attraverso le classifiche.
Per tre giorni Arco e il Garda Trentino sono diventati un punto d'incontro per giovani velisti, allenatori e famiglie provenienti da tutto il mondo. Il rito dello scambio dei gagliardetti tra i club, le attività a terra e la grande lotteria sono elementi che fanno parte di una formula costruita per far vivere ai ragazzi un'esperienza completa, nella quale la competizione convive con l'amicizia e con la scoperta di culture diverse.
«Siamo arrivati a quasi 600 regatanti, con 47 nazioni di tutti i continenti, e questo è un risultato che ci rende veramente orgogliosi», ha sottolineato il presidente del Circolo Vela Arco Massimo Cagnoni. Trentuno edizioni hanno trasformato l'Ora Cup Ora in un appuntamento riconosciuto ben oltre i confini italiani, tanto che altre realtà internazionali hanno già manifestato interesse per confrontarsi con il modello organizzativo della manifestazione.
È un riconoscimento importante per un evento che negli anni ha visto passare sulle proprie acque moltissimi giovani destinati poi a raggiungere i massimi livelli della vela, dalle Olimpiadi all'America's Cup fino alle grandi regate oceaniche.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell'Ora Cup Ora: guardare alla classifica è inevitabile, perché in acqua si regata per vincere. Ma il vero risultato di una manifestazione di questo tipo si misura anche nel ricordo che lascia nei suoi protagonisti.
Quasi 600 bambini e ragazzi hanno trascorso tre giorni sul Garda confrontandosi in acqua, imparando a gestire la pressione della competizione e condividendo il campo di regata con coetanei arrivati dall'altra parte del mondo. Una piccola anticipazione di quello che la vela può diventare negli anni successivi.
La 31ª Ora Cup Ora si chiude così con Miguel Echavarri e Carlo Milan sul gradino più alto del podio, ma soprattutto con la conferma di una manifestazione che ha saputo costruire attorno all'Optimist una vera comunità internazionale. Una festa della vela giovanile che, prima ancora di formare campioni, continua a formare velisti. ph. Elena Giolai
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