Emilio Salgàri (Verona, 1862 – Torino, 1911) è stato e sarà sempre il demone letterario italiano dei viaggi e delle avventure di terra e di mare. Amò a tal punto Oceani e Mari, e descrisse con tanta abilità e dovizia di particolari ogni tipologia di imbarcazione, da guadagnarsi il titolo di Capitano pur viaggiando pochissimo. Si fatica ad inscatolare questo romanziere in un genere letterario specifico: è Salgàri, punto e basta. E continua a far parlare di sé, tra convegni, film, documentari, approfondimenti, premi letterari… Soprattutto, continua a generare business, come si dice oggi.
Se ne parla, e molto, persino in Rete. Dal mese di Agosto 2017 alla metà di Gennaio 2018, sono state rintracciate sui siti online oltre 1.500 citazioni univoche pertinenti che hanno sommato oltre 700.000 azioni di engagement (ossia, like, commenti e condivisioni) tra gli internauti italiani (Fonte dati: Bauciweb).
Tra le notizie di attualità più riprese dagli utenti, spiccano le interviste a personaggi del mondo politico e culturale che riconoscono a Salgàri un ruolo importante tra le proprie preferenze letterarie: Vito Mancuso, ad esempio, Francesco De Gregori, la chef Antonia Klugmann, il ministro Dario Franceschini, l’editor e sceneggiatore Giorgio Giusfredi, lo scrittore Claudio Magris, la scrittrice-giornalista Adriana Pannitteri, la scrittrice Antonella Cilento. Nel mese di Ottobre 2017, ad accrescere il tam tam mediatico sul “Capitano”, hanno contribuito la scomparsa del regista Umberto Lenzi, autore di alcune pellicole ispirate ai romanzi di Salgàri, e l’anniversario della morte di Ernesto «Che» Guevara appassionato lettore di romanzi d’avventura.
Tra gli eventi, il più condiviso è la mostra “Salgari - Il viaggio continua… I libri del Capitano dalle edizioni torinesi al mondo dei media” (visitabile sino al 18 Febbraio 2018) allestita al Borgo Medievale di Torino, città in cui lo scrittore visse tra il 1893 e il 1911, in collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo - MUSLI (Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia). Seguono “La Tigre è ancora viva! Omaggio a Emilio Salgari 1862-1911”, mostra-itinerante tenutasi a Palmanova (Udine), dal 13 al 23 Ottobre, nei locali della Loggia della Gran Guardia in Piazza Grande, e organizzata dall’Associazione Friulana Emilio Salgari; e, seppure la citazione all’Autore sia marginale, l’undicesima edizione di “Portici di carta”, a Torino, l’8 Ottobre: percorso letterario in compagnia di Rocco Pinto e Giovanna Viglongo, moglie di Andrea Viglongo giornalista-editore che nel 1944 decise di pubblicare opere di Salgàri precedentemente rifiutate da Mondadori.
Per quanto concerne l’Editoria, al primo posto per numero di “mi piace” e condivisioni spetta alle saghe a fumetti Emilio Salgari e l’acqua portentosa (ideato dal collettivo Nasone e pubblicato da Cyrano Comics); e Sandokan, Le Tigri di Mompracem e altre storie (edito da Star Comics). Sempre per i cultori delle storie a fumetti, la rivista Sbam! Comics (N. 36, Novembre/Dicembre 2017) in Emilio Salgari, il primo fumettista italiano, ha intervistato Pasquale Frisenda ed Enrico ‘Nebbioso’ Martini sul contributo, inconsapevole, di Salgari all’arte delle bande dessinée. Poche le riprese, e condivisioni, al momento, per le recensioni al lavoro, imponente, un po’ di nicchia, di Ann Lawson Lucas che da oltre mezzo secolo si occupa di classici della Letteratura Italiana: Emilio Salgari. Una mitologia moderna tra letteratura, politica, società in tre volumi editi da Olschki (pubblicato il Vol.1, Fine secolo. 1883-1915. La verità di una vita letteraria).
Infine, notevole l’eco mediatica sul canale Twitter che, data la brevità, si presta alle “citazioni citabili”. In testa, per azioni di engagement, il post di Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera: “Nel 1911 Emilio Salgari si uccide a colpi di rasoio da barba. Ai figli fa avere un biglietto: Sono un vinto, non vi lascio che 150 lire”, con ritaglio da La Stampa, del 26 Aprile 1911, con la cronaca del suicidio.
Menzione “a parte” – a riprova del fatto che le statistiche vadano prese con le dovute cautele e sia sempre doveroso risalire alla correttezza delle citazioni - merita la frase “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli” (veicolata soprattutto dal canale Facebook). Attribuita erroneamente a Salgàri ha raggiunto quota 800 azioni di engagement in costante ascesa.
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