Con il via libera da parte delle autorità statunitensi è divenuta operativa l’acquisizione da parte di Fincantieri, annunciata lo scorso agosto, della Manitowoc Marine Group dalla società controllante Manitowoc Company, Inc.
All’operazione partecipa anche la Lockheed Martin Corporation con una quota di minoranza. Il valore della transazione è di circa 120 milioni di dollari. Da oggi, con il nome di Fincantieri Marine Group – FMG, la nuova controllata opererà come società del Gruppo Fincantieri
Con questa acquisizione Fincantieri consolida la propria strategia di internazionalizzazione del business militare entrando nel principale mercato mondiale della difesa, quello americano, che sviluppa, per valore, il 60% del totale mondiale.
L’operazione consente inoltre a Fincantieri si assumere lo status di fornitore privilegiato della Marina e della Guardia Costiera statunitensi, e la conseguente possibilità di partecipare alle gare per l’aggiudicazione di importanti commesse in campo militare ed in particolare al programma LCS-Littoral Combat Ship per la U.S. Navy, una commessa di 55 navi, per un controvalore di oltre 18 miliardi di dollari (sistema di combattimento escluso).
L’operazione porterà anche un significativo beneficio all’indotto industriale italiano nel suo complesso, non solo per le enormi potenzialità che implica in vista di future forniture ai cantieri americani di componentistica e di servizi, ma anche per le opportunità commerciali di vendita di nuove navi a Marine estere, navi che potrebbero essere costruite anche in Italia.
Un altro motivo di estrema rilevanza deriva dalla presenza, come partner strategico dell’accordo oltre che come socio di minoranza, di Lockheed Martin Corporation - uno dei principali operatori al mondo nel settore della difesa e main contractor nel progetto LCS. ha commentato: “Questa acquisizione proietta ulteriormente l’azienda verso i mercati internazionali – ha commentato Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri - permettendole, in una fase critica per l’economia globale, di affrontare con maggior massa critica una competizione sempre più agguerrita. Con questa operazione, prevista nel nostro piano industriale, raggiungiamo un importante traguardo e ci poniamo un obiettivo di crescita nel lungo termine, fiduciosi di poter cogliere significative occasioni di business”. Soddisfazione anche sul versante Lockheed espressa da Fred Moosally, Presidente di Lockheed Martin’s Maritime Systems & Sensors business, il quale ha auspicato che, da questa operazione, possano “migliorare le capacità del team per il programma Littoral Combat Ship di consegnare alla Us Navy navi di alta qualità, di elevato valore e ad un prezzo competitivo”.
Nell’ambito del programma LCS del consorzio guidato da LM Fincantieri ha fornito il supporto progettuale per la realizzazione del prototipo Freedom, consegnato lo scorso 8 novembre, e componentistica a tecnologia molto avanzata: 4 motori diesel da 750 kW ciascuno per la generazione di energia ausiliaria e il sistema di stabilizzazione (Ride Control System).
Lo scafo delle unità deriva dall’esperienza maturata da Fincantieri con il progetto del monoscafo veloce “Destriero”, costruito negli stabilimenti liguri (l’imbarcazione che riconquistò il prestigioso trofeo “Nastro azzurro”, attraversando l’Atlantico all’eccezionale velocità media di 53 nodi, raggiungendo punte di 70 nodi) e dai progetti di Fincantieri alla base di un gran numero di traghetti veloci consegnati negli anni scorsi.
Oltre a “Freedom”, primo di una serie di 55 unità previste dal programma, un’altra nave sarà assegnata al consorzio guidato da Lockheed Martin a brevissimo e sarà costruita nello stabilimento Fincantieri Marine Group di Marinette. Altre tre unità saranno costruite entro settembre 2010, due delle quali andranno al consorzio vincitore.
Oltre ai due prototipi in corso di realizzazione l’ultimo programma della U.S. Navy ha confermato il target di ulteriori 51 navi per la Marina Militare statunitense da acquisire entro il 2020, per un valore di oltre 18 miliardi di dollari. Si tratta di navi di medie dimensioni, particolarmente innovative e adatte a essere impiegate in diversi tipi di missioni nell’ambito della difesa da minacce di tipo “asimmetrico” (quelle portate da attacchi terroristici), essendo dotate di tre tipi di moduli di combattimento per un’unica piattaforma nave (surface, mine-hunting, anti-submarines).
Le unità del team LM hanno un dislocamento a pieno carico di 3.000 tonnellate, sono lunghe 115 metri, larghe 13. Sono dotate di un ponte di volo particolarmente ampio – 1,5 volte quello delle attuali navi – e un ampio hangar in grado di ospitare due elicotteri. Grazie a un sistema di propulsione combinato diesel/turbogas possono raggiungere una velocità di 45 nodi.
Circa le interessanti prospettive per l’export militare, di recente è stato sottoscritto un accordo tra la Marina Militare Israeliana e Lockheed Martin, soggetto all’ottenimento dell’autorizzazione da parte del Congresso USA, per la realizzazione di uno studio per altre quattro unità LCS e ci sono state manifestazioni di interesse da parte di Paesi nell’orbita statunitense per 16 navi del tipo LCS.
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