Gli italiani che partiranno per le vacanze pasquali saranno circa un milione in più rispetto allo scorso anno e, per la maggior parte, preferiranno le destinazioni nazionali a quelle estere. Saranno famiglie dal reddito medio, che privilegeranno territori vicini alla propria residenza - soggiornando verosimilmente nella seconda casa - o che si spingeranno solo in regioni limitrofe.
E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Osservatorio Nazionale del Turismo, con la collaborazione di Isnart e Union Camere, in riferimento alle partenze degli italiani previste per il mese di aprile. Saranno quindi quasi 9,2 milioni di persone a mettersi in viaggio (cioè il 19,4% della popolazione). Ma ci sarebbe anche una percentuale di indecisi (4,2 milioni). Per queste vacanze pasquali, la meta preferita è stata individuata nel territorio italiano (77,3%). La vacanza all'estero invece, riguarderà soltanto il 18,6% degli italiani, contro il 26,9% dell'anno scorso. Fuori dai nostri confini, le preferenze per le destinazioni europee sono ancora riservate alla Francia (23,7%) e alla Spagna (15,7%).
"Se è importante - ha dichiarato l'on. Michela Vittoria Brambilla , Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo - che soprattutto la nostra domanda interna stia dimostrando in queste festività pasquali una sostanziale tenuta, è altrettanto significativo che, rispetto all'anno scorso, siano molti di più gli italiani che preferiscano trascorrere questo periodo di vacanza in località italiane anziché recarsi all'estero. E' probabile - ha aggiunto l'On. Brambilla - che a questa diversa scelta possano aver contribuito anche motivazioni di carattere economico, come dimostra il fatto che molti turisti abbiano scelto destinazioni non troppo lontane o addirittura prossime al territorio in cui essi risiedono. Ma il dato certamente positivo si riscontra nel fatto che molte più persone potranno ora avere l'opportunità di verificare che, nel nostro paese, esistono luoghi e attrazioni di grande fascino: un Italia tutta da scoprire che, per quantità e qualità di bellezze, non è seconda a nessun altro Paese al mondo. E dobbiamo finalmente prendere coscienza delle grandi risorse che il nostro sistema turistico possiede e che potrebbero diventare un importante volano per lo sviluppo della nostra economia, se maggiormente valorizzate. Sfruttare al meglio tali risorse credo che dovrebbe ormai essere per noi tutti un imperativo categorico"
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