Continua l’intensa attività della Guardia Costiera per il contrasto della pesca illegale con le reti non consentite, le cosiddette derivanti, meglio conosciute come spadare e bandite dal 1 gennaio 2002 dalla Comunità Internazionale, in quanto altamente pericolose per la fauna marina ed in particolare delfini e cetacei. Si tratta infatti di vere e proprie barriere, alte generalmente 40 metri, che rappresentano un pericolo sia per le suddette specie protette, che per la sicurezza della navigazione, in un tratto di mare fra l’altro fortemente caratterizzato da intenso traffico mercantile.
Preceduta da un’intensa attività investigativa – sviluppata anche attraverso ripetute ricognizioni aeree – nella nottata del 19 agosto si è conclusa nel porto di Trapani, sotto il diretto coordinamento della Centrale Operativa del Comando Generale delle Capitanerie di Porto in Roma, una maxi operazione durata più giorni e che ha coinvolto tra l’altro il Pattugliatore Nave Diciotti ed un velivolo ATR, entrambi della Guardia Costiera. Nell’attività, che ha richiesto l’impiego di circa 100 militari della Guardia Costiera provenienti da più Comandi Territoriali, sono stati intercettati in alto mare - esattamente al centro del Canale di Sardegna fra la Tunisia e le coste siciliane e sarde - due pescherecci impegnati nella pesca illecita con le spadare. Le unità da pesca, nella nottata approdate nel porto di Trapani, utilizzavano nel complesso 43 km di spadare, e durante la battuta intercettata dal personale della Guardia Costiera avevano catturato circa 50 esemplari di “pesce spada”. Sempre nel porto di Trapani, dove i due pescherecci sono giunti sotto scorta di Nave Diciotti, si stanno attualmente concludendo gli accertamenti di polizia giudiziaria di rito, che culmineranno come previsto nel sequestro delle reti illegali e nella conseguente confisca degli esemplari ittici catturati illecitamente.
Si conferma incessante e con una copertura ad ampio raggio – poiché nella circostanza l’attività si è spinta fino alle acque internazionali d’alto mare, peraltro frontaliere ad un Paese straniero – l’impegno consistente della struttura organizzativa della Guardia Costiera Italiana a tutela anche degli interessi della Comunità Internazionale.
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