Per tutta la notte le motovedette e gli equipaggi della Guardia costiera sono stati impegnati nel Canale di Sicilia a soccorrere centinaia di migranti in difficoltà. Il primo allarme è scattato nella giornata di mercoledì, quando la centrale operativa di Roma riceveva una richiesta di aiuto lanciata tramite telefono satellitare dagli occupanti di un barcone, che a causa del sovraffollamento navigava in precarie condizioni di sicurezza. Sul punto - prospiciente le coste libiche - la Centrale Operativa di Roma dirottava la nave militare canadese “Toronto”, in navigazione nelle vicinanze, che inizialmente non ha potuto effettuare il trasbordo dei migranti, a causa delle avverse condizioni meteomarine presenti in zona. La nave canadese provvedeva comunque a fornire la necessaria assistenza ai migranti. Il barcone, con 200 persone a bordo, successivamente attraversava a lento moto le acque di Malta, sotto la vigilanza delle autorità locali, prima di raggiungere il confine con le acque italiane dove, all’una di stanotte, a circa 130 miglia dalle coste della Sicilia, è stato raggiunto da 2 motovedette della Guardia costiera, la CP 304 di Pozzallo e la CP 232 di Siracusa. Dopo aver proceduto al trasbordo degli occupanti, tra cui 39 donne e 79 minori, le motovedette hanno fatto rotta verso il porto di Pozzallo, dove sono arrivate questa mattina intorno alle ore 11. Sempre questa notte, in prossimità delle coste di Vendicari, vicino Siracusa, una segnalazione al 112 riferiva di un barcone incagliato a circa 2 miglia dalla riva. Sul posto sono state inviate la motovedetta Cp 832 da Siracusa e il battello GC B50 e la Cp 763 di Porto Palo. Giunte sul posto le unità della Guardia costiera, nonostante l’oscurità e le difficili condizioni del mare, hanno tratto in salvo 88 migranti, di presunta nazionalità siriana, afgana e irachena, tra cui 15 donne e 25 minori, molti dei quali in tenera età, tutti trasferiti nella vicina Marzamemi (SR).
Riguardo a quest’ultimo evento, si invia di seguito il link alle immagini delle operazioni di soccorso della Guardia costiera effettuate questa notte in località Vendicari.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro