“Mancare la Coppa America in Italia sarebbe stato troppo doloroso per me”. Inizia così una chiacchierata con Ernesto Bertarelli, ovvero l’Alinghi fatto uomo, senza citare per lui ruoli ufficiali che risulterebbero riduttivi.
“Sono molto contento di esserci riuscito e spero proprio che il popolo di Napoli ci dia anche quello che speriamo (sarà la Coppa o basta il sostegno?). Io amo questa città e ci vengo spesso, perché è fantastica. Qui c’è il mare vicino, che si può toccare. Per uno come me, che è nato a Roma dove il mare teoricamente lo abbiamo ma un po’ più lontano, stare qui è bellissimo. Sono molto contento di essere parte di questa Coppa; non stato facile arrivare fin qui, però ora ci siamo e ce la metteremo tutta”.
Ovviamente Napoli è stato uno stimolo in più per rientrare dopo la delusione di Barcellona e i dubbi su una nuova partecipazione. Per un italiano, che è stato anche il primo a vincere la Coppa e portarla in Europa è stata una specie di scossa elettrica.
“Vero, ma io preferirei definirmi europeo. Comunque quando mi fanno la domanda ‘ma lei è svizzero o italiano?’ rispondo che il mio passaporto è svizzero ma il mio cuore è italiano. Ed essere qua con la squadra sarà speciale per me comunque, e spero lo sia anche per la squadra, per il pubblico, per la gente che ci ha seguiti quando abbiamo vinto in Nuova Zelanda e che ci segue ancora qua in Italia”.
Sui competitor non è evasivo, anche perché per un amante del controllo come lui sarebbe sciocco bleffare. “Penso che Luna Rossa sarà molto forte perché non si sono mai fermati. Penso che la delusione di Barcellona, quando tutti pensavano che sarebbero andati in finale, sia stata un’esperienza alla fine positiva per loro, che li ha resi ancora più forti. Chiaramente i favoriti sono i neozelandesi, mentre noi, con gli inglesi e i francesi, arriviamo un po’ in ritardo perché ci siamo fermati. Spero anche che rientrino gli americani, perché sono praticamente pronti come team. Potrebbe essere possibile. Io stesso sono membro del New York Yacht Club, e Doug De Vos è un mio grande amico e ha partecipato anche lui alla costruzione della partnership per questa edizione. Purtroppo per ragioni di sponsorizzazioni non sufficienti, al momento ha deciso di fermarsi, ma non ha detto che lasciava qualsiasi speranza di tornare. Io lo spero e lavoro anche per questo. Loro hanno la barca e anche il team. Non so se entro il 31 gennaio saranno pronti, ma questa data potrebbe anche non essere definitiva. Io non chiuderei, ma dovremmo parlarne a livello del Consiglio. Non vedo, comunque, quale sarebbe la ragione per non accettare una squadra in più anche dopo la scadenza del 31 gennaio. Penso, comunque, che questo possa essere possibile solo con American Magic, perché la base è un sindacato serio, e loro lo sono, ma oltre a questo hanno la squadra già quasi fatta, hanno la barca, hanno le strutture, hanno i marinai, hanno le competenze.”
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