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Cani&Gatti: i cibi che uccidono

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redazione

by zerozeronews


Senza fare allarmismi, uno dei più impenetrabili misteri del pianeta è rappresentato dal mercato mondiale dei cibi per gli animali: un business stratosferico di oltre 11 miliardi di dollari l’anno. Tracciabilità, analisi, controlli degli alimenti il più delle volte venduti a peso d’oro per cani e gatti? Previsti, ma non sistematici.

Basti constatare come, molto spesso, l’industria del pet food rappresenti  l’estensione delle multinazionali  dei prodotti alimentari destinati al consumo umano. Network alimentari che rifilano agli animali d’affezione gli scarti della produzione agricola e degli allevamenti.

Per le multinazionali alimentari controllare la produzione di cibo per gli animali è un investimento più che redditizio, un doppio affare, perché attiva un mercato parallelo che consente di capitalizzare anche i prodotti di scarto.  I cibi commercializzati per l’alimentazione di cani e gatti sono centinaia. Il prezzo spesso costituisce una  evidente cartina di tornasole circa la qualità dei pet food: utilizzare proteine di qualità e grano di prima scelta sarebbe materialmente  impossibile per aziende che vendono cibo per cani a 1 euro al chilo.

In pratica significa che quando bovini, suini, polli, ovini ed altri animali vengono macellati, o i pesci vengono deliscati e inscatolati, le parti scelte vengono separate e destinate ad uso umano, mentre alla produzione dei pet food viene destinato tutto ciò che rimane della carcassa: ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti, squame, lische.

Farine di carne ed ossa sono ingredienti comuni nei pet food. Il termine farina significa che questi prodotti non sono freschi: sono riciclati. Sulle etichette queste parti vengono  definite come sottoprodotti, dei quali non è però disponibile alcun dettaglio biologico ed il cui apporto nutrizionale può avere enormi margini di variazione

Quale le conseguenze per cani e gatti alimentati con questi prodotti  pubblicitariamente sbandierati come “completi e bilanciati”?

Molti veterinari sostengono che gli scarti della macellazione aumentano il rischio di cancro e di altre malattie degenerative. I sistemi  di cottura usati nella produzione di pet food,  come la pressione a caldo usata per espandere il cibo secco, trasformandolo in crocchette, non sempre distruggono gli ormoni usati per far ingrassare il bestiame o per farne aumentare la produzione di latte, né gli antibiotici, né i pesticidi utilizzati per le colture agricole. Negli ultimi 10 anni, la quantità di cereali usati nei cibi per animali è infatti aumentata in maniera esponenziale.

Spesso quando si apre un sacco di crocchette o di altri alimenti per animali si spigiona un odore particolarmente pungente. Dipende dalla presenza di grasso animale riciclato, oppure di oli troppo rancidi e classificati come inadatti per l’alimentazione umana.

Grassi che vengono spruzzati direttamente nelle crocchette, per rendere appetibile un prodotto che altrimenti risulterebbe insipido o sgradevole.

Molti i prodotti chimici aggiunti per aumentarne il gusto o migliorarne caratteristiche e aspetto. Ma negli ultimi 40 anni, l’uso di additivi si è moltiplicato. Tutti i cibi per animali contengono inoltre massicce dosi di conservanti, per assicurarne una lunga durata.

La catena produttiva e distributiva del pet food  presenta insomma  infinite, documentate, gravissime, lacune igienico – sanitarie. Con conseguenze tuttavia ignote poiché ancora non esistono statistiche circa il numero e le cause dei decessi degli animali domestici.

Che fare allora?  In che modo alimentare correttamente cani e gatti che fanno parte della famiglia come fossero figli?

Ecco consideriamoli per quello che affettivamente sono: dei figli.

Con costi, cure e attenzioni analoghe, se non addirittura superiori, a quelle dei figli. Procurando loro diete dedicate, equilibrate e sanitariamente controllate, esattamente come facciamo per i nostri ragazzi. E tuttavia tenendo sempre presente che il pasto ottimale per cani e gatti non coincide  affatto con la nostra alimentazione.

Come?

Rivolgendoci ai veterinari, alle farmacie veterinarie e agli specialisti del settore.   Creare una dieta casalinga sana e bilanciata richiede dedizione e attenzione, esattamente come si fa per i figli. Con l’aiuto di un veterinario  bisogna infatti  creare un vero regime alimentare e dosare molti ingredienti.

E’ una scelta d’amore che salvaguardia e garantisce però una vita sana e senza improvvisi, inspiegabili e spesso fatali, malori per i figli perennemente a quattro zampe con i quali condividiamo l’esistenza.

 


22/11/2015 20:57:00 © riproduzione riservata






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