sabato, 23 gennaio 2021

VENDEE GLOBE

Vendée Globe, Sam Davies: "Ho pianto e gli albatros hanno compreso la mia emozione"

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Roberto Imbastaro

Dopo quasi sette giorni e 1.800 miglia da quando ha annunciato che le sue speranze di vincere il Vendée Globe 2020 erano terminate a causa del timone di dritta rotto, Alex Thomson è arrivato a Città del Capo questa mattina. Sarà raggiunto nel fine settimana da Sébastien Simon, che ha anche lui annunciato di aver dovuto abbandonare la regata a causa di danni al suo scafo, Arkea Paprec, che si è delaminato.

Dei 33 IMOCA che hanno iniziato la regata, quattro hanno ufficialmente abbandonato, CORUM L'Épargne, PRB, HUGO BOSS e ARKEA PAPREC.

Thomson non è ovviamente per nulla felice:”Sto ancora venendo a patti con quello che è successo, e sono ovviamente completamente devastato dal fatto che la gara sia finita così per noi. Ma, come ho detto prima, è nei momenti più difficili che troviamo la nostra più grande forza. Ora dobbiamo riprenderci e andare avanti, e non ho dubbi che possiamo farlo insieme, come squadra. Nell'ultima settimana o giù di lì ci è stato ricordato quanto sia difficile questa gara. L'ho detto più e più volte, ma non c'è davvero nessuna sfida sportiva al mondo così difficile come il Vendée Globe. Ho tanta ammirazione per ogni skipper che affronta questa gara. Il mio pensiero va a coloro che, come noi, hanno avuto le loro gare interrotte. E auguro ai restanti skipper un passaggio sicuro e una buona gara. Li terrò d'occhio da vicino".

 

Lo skipper britannico era già arrivato un paio di vote a Città del Capo dopo aver subito danni alla barca. Il suo primo Vendée Globe si è concluso con il ritiro il 7 dicembre 2004, dopo che una zona del suo tettuccio di protezione intorno all'albero aveva ceduto a causa di un problema strutturale. E nel 2006 lui e Mike Golding erano arrivati a Città del Capo il 3 dicembre, dopo che Golding aveva drammaticamente salvato Thomson sul suo IMOCA, che aveva dovuto abbandonare per la perdita della chiglia. Poi, l'albero di Golding si era rotto poco dopo il salvataggio, e la coppia aveva dovuto navigare per 1000 miglia verso nord con un’attrezzatura di fotuna.

 

Ma ci sono, purtroppo, altri ritiri in vista. La britannica Sam Davies sta avanzando verso nord con poca tela, praticamente solo con la tormentina, cercando di portare il suo Initatives Coeur in acque riparate. Questo pomeriggio si trovava circa 80 miglia a sud di Città del Capo. Dopo un bel sonno, il primo da quando ha colpito un oggetto galleggiante che ha danneggiato la struttura intorno alla chiglia, Davies ha ammesso le sue forti emozioni, che considera inspiegabili, e ha anche parlato di come siano state improvvisamente addolcite dal volo degli albatros che la stanno accompagnando. "È uscito anche il sole, che aiuta un po' ad alleviare i dolori – ha detto Sam alla radio - e sono andata a sedermi fuori al sole, che era anche caldo. E poi mi sono ritrovata improvvisamente in un fiume di lacrime e questo è un po' strano per me, che non piango mai. Non ero nemmeno sicura del perché stessi piangendo. Se era tristezza per la mia barca e per il mio posto in questa regata, o sollievo che io e la mia barca fossimo al sicuro? O un mix di tutte queste emozioni? Ho sempre pensato che è stupido piangere quando sei da solo sulla tua barca, nessuno ti aiuterà o ti abbraccerà o ti rassicurerà, quindi è un vero e proprio spreco di tempo e di energie. Ma in quel particolare momento non avevo alcun controllo su queste emozioni. Mi sono appoggiata al tetto del cockpit ed ho guardato fuori. E lì, proprio lì, molto vicino, insolitamente vicino, c'era l'albatros più bello che avessi mai visto, che scivolava silenziosamente e lentamente. Era così vicino. Normalmente gli albatros si tengono a distanza, ma questo era diverso, come se potesse sentire la mia emozione e volesse aiutarmi. Mi è rimasto vicino e mi ha dato una meravigliosa dimostrazione di volo senza sforzo che è stata una gradita distrazione. Dicono che gli albatros hanno l'anima dei marinai del passato e io posso ben crederci. Mi sento come se fossi scortata in salvo da queste incredibili creature e sono grata per la loro preoccupazione".

 

Nel frattempo, ieri sera, Romain Attanasio (Pure-Best Western), il compagno di Sam Davies, stava attraversando nervosamente la stessa zona dove lei ha avuto la collisione due giorni fa e dove quattro anni fa lui aveva colpito qualcosa che aveva danneggiato il suo timone, costringendolo ad una sosta per la riparazione al largo di di Port Elizabeth.

"Sono nella zona dove Sam e Seb hanno avuto le loro collisioni ed è esattamente la stessa zona di quattro anni fa, lo stesso punto, la stessa latitudine, la stessa longitudine. Nella corrente di Agulhas, ci sono un sacco di cose nell'acqua, tanti oggetti. E’ una zona un po' critica. Mi trovo in un mare piuttosto formato e quindi sono in massima allerta. Ho gli occhi puntati il più possibile su OSCAR, questo sistema di telecamere che sorveglia il percorso. Non si vede molto nell'acqua in superficie. Quindi, non è affatto facile tutto questo".









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