Preso in pieno lo scoglio della Meloria da un’imbarcazione francese, “Le Chien” (omen nomen per lo skipper), e la Capitaneria di Porto di Livorno è dovuta intervenire sul posto per recuperare il naufrago alla deriva su un tender. Ma ci sono dubbi sulla dinamica dell'incidente e sulle dichiarazioni dello skipper.
Il velista francese, infatti, dichiarava ai militari di provenire dalla Sardegna diretto al porticciolo di Marina di Pisa e che la propria imbarcazione era affondata. Aggiungeva che solo grazie al tender in dotazione all’unità era riuscito a mettersi in salvo.
La barca, invece, non era affatto affondata, e si trovava ben incagliata sugli scogli della Torre della Meloria. Giunta sul posto una motovedetta con a bordo personale subacqueo specializzato della Guardia Costiera verificava l’eventuale presenza di inquinamenti nella zona del naufragio e accertava le condizioni dello scafo rilevando la presenza di un grosso squarcio sulla murata di sinistra dell’imbarcazione che ne imponeva la rimozione a mezzo di pontone con gru di sollevamento. La Capitaneria di porto fa sapere di aver notificato formale diffida alla rimozione del relitto al Comandante e proprietario dell’imbarcazione e che tutte le successive attività di recupero saranno costantemente e attentamente monitorate anche in considerazione del pregio naturalistico della zona teatro del sinistro, ricadente nell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria. Proseguono intanto le indagini per accertare la dinamica e le eventuali responsabilità dell’evento e soprattutto per chiarire i motivi per i quali il naufrago abbia nell’immediatezza tenuto a specificare che la propria unità fosse affondata. Gli uomini della Capitaneria di porto stanno eseguendo ulteriori attività investigative per chiarire come mai l’uomo stesse navigando con le vele bordate in un’area dove la navigazione è vietata e per escludere che l’unità potesse essere impiegata per traffici illeciti.
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