Dopo l’IMA Maxi Racing al RORC Nelson’s Cup e l’Antigua 360 della scorsa settimana, oggi entra nel vivo l’evento principale: la Caribbean 600, giunta alla 17ª edizione e organizzata dal Royal Ocean Racing Club.
Come da tradizione, la regata propone un percorso tecnico e complesso che si snoda tra le isole Leeward, con partenza e arrivo sotto Fort Charlotte, all’imboccatura dell’English Harbour di Antigua. La rotta zigzaga tra St Maarten e St Barth a nord, fino a Guadalupa, Les Saintes e La Désirade a sud. La prima partenza è prevista alle 11:00, con il segnale di avviso per i maxi IRC SZ alle 11:20, seguiti dai multiscafi alle 11:30.
Duello tra giganti per la line honours
La sfida per la line honours tra i monoscafi vedrà protagonisti due 100 piedi: Black Jack 100 di Remon Vos e Leopard 3 di Joost Schuijff. Sulla carta Black Jack 100 appare favorita: il suo rating IRC di 1.933 è superiore all’1.775 di Leopard 3, e l’equipaggio franco-olandese guidato dallo skipper Tristan Le Brun e da Jelmer van Beek ha recentemente dimostrato tutto il proprio potenziale conquistando la line honours monoscafi alla Rolex Fastnet Race e alla Rolex Middle Sea Race.
Entrambe sono barche con chiglia basculante e di concezione simile: Black Jack 100 (varata nel 2005 come Alfa Romeo 2 di Neville Crichton) è però più stretta e leggera, con un baglio massimo di 5,19 metri contro i 6,8 di Leopard 3.
Dal canto suo Leopard 3 arriva “race fit”, fresca vincitrice della classe IMA Maxi al Nelson’s Cup e detentrice del nuovo record dell’Antigua 360. Nell’ultimo confronto diretto, al Fastnet 2025, Black Jack 100 ha tagliato il traguardo in 2 giorni 12 ore 31 minuti, ma Leopard 3 è arrivata poco più di un’ora dopo battendola in tempo compensato.
Meteo decisivo: vento più a destra del solito
Le previsioni indicano alisei tra i 18 e i 22 nodi, ma con una rotazione di circa 30° a destra (intorno ai 120°) rispetto alla direzione tipica. Questo cambierà radicalmente il volto della regata.
Il lungo bordo da St Barth verso Guadalupa, solitamente una planata veloce di bolina larga, per i maxi più rapidi sarà invece una bolina con una sola mura favorita. Paradossalmente, questa configurazione potrebbe favorire le barche più piccole, che riusciranno a coprire il tratto con un’andatura più aperta.
Anche altri segmenti cambieranno natura: alcuni tratti tradizionalmente di bolina o poppa diventeranno quasi diretti. Dal via, ad esempio, il bordo da Barbuda a Nevis dovrebbe trasformarsi in una veloce andatura al traverso.
Secondo le stime del navigatore di Leopard 3, il tempo più veloce ipotizzabile è tra 1 giorno e 15-16 ore, ma più realisticamente tra 1 giorno e 20-22 ore: comunque lontano dal record di 1 giorno 13 ore 41 minuti stabilito nel 2018 da Rambler 88.
Lotta serrata anche in tempo compensato
Per la vittoria overall in IRC i pretendenti sono numerosi. Il Maxi 72 Balthasar, anch’esso reduce dal Nelson’s Cup, si presenta competitivo con Louis Balcaen al timone e Bouwe Bekking alla tattica.
Tra gli ex scafi da giro del mondo spicca la VO65 Sisi, mentre attenzione anche alla sorella Team Jajo, charterizzata dall’americano Alex Laing con Tony Rey alla tattica.
Philip Rann schiera il Carbon Ocean 82 Aegir, mentre tra i maxi più orientati al cruising veloce troviamo il Y7 Viento di Alejandro Gonzalez de la Peña e il Swan 76 Loevie del navigatore oceanico Jean-Pierre Dick.
Multiscafi subito protagonisti
Ad aprire la flotta in acqua saranno però i multiscafi, in particolare i due MOD70 potenziati: Argo di Jason Carroll e Zoulou di Erik Maris, quest’ultimo in charter al team Final Final di Jon Desmond. A bordo nomi di peso come Ned Collier-Wakefield e Thomas Le Breton.
Secondo Brian Thompson di Argo, il campo di regata sarà “leggermente più lento del normale” per i trimarani più veloci, costretti a qualche virata in più sul lungo bordo verso Guadalupa. Il tratto più rapido potrebbe essere quello tra Barbuda e Nevis, previsto al traverso pieno.
In acqua anche il trimarano Irens 63 Sophia (ex Paradox, vincitore della line honours nel 2018) e il Gunboat 68 Little Wing di Richard McKinney, con il veterano dei record Paul Larsen alla tattica.
Come sempre, tutto dipenderà dall’accuratezza delle previsioni meteo: nei Caraibi basta poco perché la regata cambi volto.
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