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THE OCEAN RACE

Parità di genere alla "The Ocean Race Atlantic"

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redazione

Dal 1° settembre la nuova regata transatlantica tra New York e Lorient segnerà un passaggio storico per The Ocean Race: tutti i sei IMOCA in gara dovranno avere a bordo due uomini e due donne. Una scelta che punta a cambiare non solo le regole della competizione, ma anche il modo di intendere la vela oceanica.

C’è una novità che, più ancora della rotta tra New York e Lorient o della sfida tra i sei IMOCA, caratterizzerà la prima edizione di The Ocean Race Atlantic. Dal 1° settembre, per la prima volta nei 53 anni di storia di The Ocean Race, tutti gli equipaggi saranno obbligatoriamente composti al 50% da donne e al 50% da uomini: due veliste e due velisti a bordo di ogni barca.

Non è soltanto una modifica regolamentare. La nuova regata transatlantica diventa così un banco di prova per un modello di equipaggio nel quale uomini e donne vengono messi esattamente sullo stesso piano, in una delle competizioni più impegnative della vela oceanica.

Il percorso porterà la flotta da New York a Lorient, attraverso l'Atlantico e lungo una rotta nella quale la Corrente del Golfo avrà un ruolo importante. Ma la vera novità sarà osservare come questa formula funzionerà a bordo di barche come gli IMOCA, dove velocità, resistenza, capacità tecnica e gestione delle risorse umane devono convivere per giorni in condizioni estreme.

Il cambiamento arriva dopo un'evoluzione già evidente nelle precedenti edizioni. Nella The Ocean Race 2014-15 le donne rappresentavano il 18% dei partecipanti; nel 2022-23, quando ogni team doveva avere almeno una donna a bordo, la percentuale era salita al 28%. Ora il salto è netto: la parità diventa un requisito per tutti i team.

Tra le protagoniste ci sarà anche Francesca Clapcich, prima velista italiana a vincere The Ocean Race nell'edizione 2022-23 e skipper del Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing. Per la velista italiana, la nuova regola rappresenta un'opportunità per portare le atlete di vertice nel cuore della vela oceanica ad alte prestazioni e, soprattutto, per dare un segnale alle nuove generazioni.

La scelta non riguarda però soltanto chi sarà al timone o alla regolazione delle vele. La sfida è quella di costruire equipaggi nei quali esperienze, competenze e differenti approcci possano diventare un elemento di forza. È una prospettiva condivisa anche da Paul Meilhat, che nella The Ocean Race 2022-23 aveva già scelto in alcune tappe un equipaggio composto da due uomini e due donne.

Una regata che vuole lasciare qualcosa oltre il traguardo

The Ocean Race Atlantic nasce infatti con un'ambizione più ampia rispetto alla sola competizione sportiva. La regata sarà accompagnata da una serie di iniziative dedicate alla diversità, all'accessibilità, alla conoscenza dell'oceano e alla formazione, realizzate con il supporto di 11th Hour Racing.

Prima della partenza sono previsti workshop tecnici rivolti alle donne interessate alle professioni della vela e della nautica, mentre a New York e Lorient saranno organizzati incontri sulla leadership, attività in acqua per comunità sottorappresentate e iniziative rivolte alle ragazze più giovani.

Particolarmente significativo il programma dedicato alle ragazze dagli 8 ai 14 anni, che a New York potranno avvicinarsi alla vela e alla conoscenza dell'oceano attraverso una mattinata dedicata alla scienza e alle regate oceaniche. A Lorient sarà invece proiettato Women from the Sea, documentario dedicato alle donne che stanno contribuendo a costruire il futuro dell'oceano attraverso sport, ricerca, esplorazione e conservazione.

The Ocean Race Atlantic sarà inoltre la prima regata point-to-point nella storia di The Ocean Race. Una traversata senza le tradizionali tappe intermedie, con partenza dalla principale metropoli americana e arrivo in Bretagna, che aggiunge un ulteriore elemento di novità a un evento già costruito intorno a un cambio di paradigma.

La formula 50/50, in questo senso, non è soltanto una statistica. È una scelta che porta la questione della parità direttamente nel luogo più difficile dove dimostrarla: a bordo, in oceano aperto, quando la prestazione della squadra dipende dalla capacità di tutti di fare il proprio lavoro al massimo livello.

L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è che un giorno regole di questo tipo non siano più necessarie, perché la presenza paritaria di uomini e donne nella vela sia diventata la normalità. Per ora, però, il primo passo concreto arriverà il 1° settembre, quando sei IMOCA partiranno da New York con quattro persone a bordo, due donne e due uomini, verso Lorient. E sarà un'altra pagina importante nella storia della vela oceanica.

 


27/08/2026 15:59:00 © riproduzione riservata






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