giovedí, 26 marzo 2026

MARINA MILITARE

Nella "Giornata della Marina" ricordata l'impresa di Premuda

nella quot giornata della marina quot ricordata impresa di premuda
Roberto Imbastaro

Questa mattina a Roma al Palazzo della Marina si sono svolte le celebrazioni per la "Giornata della Marina 2020" alla presenza del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, del sottosegretario della Difesa, Giulio Calvisi, del capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona d’alloro sulla lapide ai marinai d’Italia caduti al servizio della Patria. Con la "Giornata della Marina" la Forza Armata celebra l’anniversario dell’azione di Premuda del 10 giugno 1918, una delle più significative ed ardite azioni compiute sul mare durante la prima guerra mondiale, quando il comandante Luigi Rizzo ed il guardiamarina Giuseppe Aonzo, al comando dei Mas 15 e Mas 21, attaccarono una formazione navale austriaca nelle acque antistanti Premuda (costa dalmata), provocando l’affondamento della corazzata "Szent Istvan" “Santo Stefano”.

 

Ecco il racconto di quella operazione.

Primavera del 1918, le sorti della guerra italiana sono in bilico. Dopo due anni di attacchi frontali gli austriaci hanno chiamato in aiuto i tedeschi: sono seguiti, nell’ordine, la sconfitta di Caporetto e i successi difensivi italiani del Piave e del Monte Grappa. Ora la situazione è di stallo.

Il 1º marzo 1918 il giovane Ammiraglio Horthy ha assunto il comando della Imperial-Regia Marina austro-ungarica.

Il capo di Stato Maggiore della nostra Marina, ammiraglio Paolo Thaon di Revel, conoscendo la mentalità e i precedenti dell’avversario, segue tale nomina con grande interesse, giudicando come probabile e imminente un cambio di atteggiamento e prevedendo che alla usuale prudenza del nemico seguirà probabilmente un colpo di testa. Il motivo è chiaro: Vienna è alla fame, peggio ancora di Berlino. La Russia si è arresa, ma non c’è modo di portare il suo grano e il suo petrolio oltre il Danubio, a causa del controllo del Mediterraneo esercitato dall’Italia e dai suoi alleati. Quanto al morale dei marinai asburgici è sotto i tacchi.

Gli austriaci pianificano così una spettacolare incursione contro il dispositivo mobile di sbarramento del canale d’Otranto, messo in atto dalla Marina italiana con la collaborazione degli anglo-francesi sin dall’inizio della guerra. Gli asburgici prevedono di poter sorprendere gli italiani, ottenendo un successo da rivendere, nella propaganda, come una seconda Lissa. Siamo alla vigilia dell’offensiva sul Piave, e nell’intento del nemico una sconfitta navale italiana avrebbe avuto pesanti conseguenze morali sullo spirito di resistenza dell’intero Paese.

Nella prospettiva di un’azione nemica, l’ammiraglio Thaon di Revel emana un sintetico dispaccio, preavvisando i comandi della Marina che la linea di condotta degli austro-ungarici potrebbe essere tale da esporre “…a delle imprudenze delle quali dobbiamo essere pronti ad approfittare… si approfitterà di ogni mossa nemica per attaccare coi sommergibili, cacciatorpediniere, torpediniere e M.A.S.”

La sera del 9 giugno 1918, il Capitano di Corvetta Luigi Rizzo, già affondatore, a dicembre, della corazzata austriaca Wien, riceve l’ordine di uscire in mare con una sezione di MAS, il 15 e il 21. Si tratta del “solito incarico: esplorazione, agguato e ricerca mine”. Mentre le piccole unità italiane muovono verso la zona di pattugliamento, a loro insaputa la flotta imperiale è uscita in forze dal porto di Pola, dirigendo verso sud. Si tratta di ben 45 unità, tra le quali tutte le navi da battaglia disponibili.

 

Il 10 giugno 1918, i MAS 15 e 21 sono al largo della piccola isola dalmata di Premuda. Alle ore 3.15 del mattino gli italiani avvistano “…una grande nuvola di fumo nero all’orizzonte”. Non riuscendo ancora a distinguere il tipo di navi, ed escludendo che si possa trattare di unità italiane, il capitano di Corvetta Rizzo suppone legittimamente che si tratti di cacciatorpediniere avversari in esplorazione. Senza esitazione, il comandante italiano ordina di prevenire la minaccia avvicinandosi di nascosto alle navi avversarie, per attaccarle di sorpresa e aprirsi la strada del ritorno combattendo.

Albeggia, la poca luce a favore dei MAS, quando Rizzo segnala al guardiamarina Aonzo, comandante dell’altra unità, di prepararsi per l’attacco. Le due piccole siluranti avanzano lentamente, muovendo contro quelle che ritengono un gruppo di torpediniere in esplorazione quando, accorciando le distanze, si avvedono di trovarsi al cospetto della squadra navale da battaglia austriaca.

Il mare è calmo - bonaccia perfetta - la visibilità limitata da una leggera foschia: una situazione irripetibile, una “preda” irrinunciabile per l’Asso dei MAS col gusto della caccia, che senza esitare e con lucida consapevolezza dell’evidente sproporzione delle forze in campo, sfida comunque le due corazzate scortate da dieci unità che le proteggono da tutti i lati. Poche parole a bassa voce (all’alba ogni suono corre lontano) tra le due unità, e i motori aumentano, lentamente, il numero dei giri. Niente “baffi” di prora. I motori a scoppio agguantano senza problemi. Gli italiani passano così tra due torpediniere di scorta senza essere visti, merito di una buona cinematica e di grande perizia marinaresca. Siamo nel cerchio di lancio. Fuori! I siluri scendono in acqua, l’angolo è perfetto, da manuale. La distanza stimata di circa 300 metri. Ore 03.31, “Siluri a segno, bersaglio colpito!”. Come riferirà il Comandante della Tegetthoff: “Si osservò sulla dritta della Szent Istvan un lampo di luce accompagnato dal tuono di un’esplosione”. Il MAS 15 di Rizzo ha centrato la nave da battaglia Szent Istvan, mentre il MAS 21 lancia le sue torpedini verso la Tegetthoff , che si salverà solo per un difetto di funzionamento della spoletta di un siluro, che la colpisce senza esplodere.

Rapida accostata e rotta di allontanamento! Adesso però i due MAS sono inseguiti da un caccia che spara su di loro, sorprendentemente Rizzo usa l’unica arma ancora a disposizione sul suo MAS 15 per far desistere l’unità nemica dall’inseguimento, ossia una bomba antisommergibile che esplodendo a proravia del caccia fa sì che questi rinunci invertendo la rotta.

Mentre la Szent Istvan, agonizzante, affonda, i MAS 15 e 21 vittoriosi rientrano nel porto di Ancona. Il Semaforo di Monte Cappuccini, appena avvistati, viste le grandi bandiere issate sui MAS intuì la vittoria e ne diede notizia al Comando Marina di Ancona con il famoso telegramma, vibrante di entusiasmo: “Miglia 15 N–NE, due motoscafi scarichi di siluri ma carichi di onore e gloria dirigono in porto”.

 

Giornata il 10 giugno. A riconoscimento dell’eroismo dimostrato in azione, il Comandante Luigi Rizzo “di Premuda” viene proposto per una seconda medaglia d’oro al valor militare, dopo quella già tributata per l’affondamento della corazzata Wien. E’ un fatto senza precedenti. Oltretutto, fanno notare a corte, quell’Ufficiale è di sentimenti repubblicani. “Lo è anche il compositore Mario, il quale ha scritto la canzone del Piave. Buoni patrioti”, replicherà Vittorio Emanuele III firmando, serenamente, il decreto.







I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Protagonist 7.50,Trofeo Bianchi: a Bogliaco vince General Lee

Si è concluso a Bogliaco il Trofeo Bianchi, appuntamento organizzato dal Circolo Vela Gargnano, che ha visto la Classe Protagonist 7.50 protagonista di un fine settimana combattuto e ricco di spunti tecnici

4° Classic Boat Show, dal 15 al 17 maggio 2026 le barche d’epoca a Marina Genova

Anche quest’anno il porto turistico internazionale Marina Genova, nel quartiere di Sestri Ponente in zona aeroporto, è pronto ad accogliere una flotta di barche storiche, nelle stesse giornate in cui si svolgerà la diciottesima edizione di Yacht&Garden

Caorle: un 2026 ricco di vela e di eventi

Per Caorle la vela, grazie all'impegno del CNSM, del Comune e dei tanti partner che appoggiano il progetto, è diventata volano per lo sviluppo e la crescita di tutto il territorio

OneSails Lancia la prima campagna di Trade-In e riciclo delle vele

La campagna 4T FORTE Trade-In ha debuttato nel Global Recycling Day, rafforzando un futuro circolare per la vela ad alte prestazioni

La Francia si "contamina": due spagnoli per l'America's Cup

Il progetto che porterà la Francia alla Coppa America 2027 nasce con una scelta controculturale per una nazione storicamente molto identitaria nella vela; salgono a bordo gli spagnoli Diego Botín e Florian Trittel

Francesca Clapcich presenta la nuova livrea per la stagione 2026

La grafica di 11th Hour Racing si ispira ai tre pilastri della campagna della skipper – “Believe, Belong, Achieve” – e ha come elemento centrale un volto composto da figure umane e richiami alla natura

Vela oceanica, verso il 2030: la Francia traccia la rotta del futuro

Negli ultimi giorni, a Parigi, le Assises “Course au Large 2030” hanno riportato al centro del dibattito un tema cruciale per la vela mondiale: come trasformare la vela oceanica per renderla sostenibile, credibile e competitiva nei prossimi decenni

Rimini: conclusa la Sardina Cup

Concluso il campionato invernale del Circolo Velico Riminese dopo sette prove disputate. I vincitori e la classifica

Raduno nazionale RS Feva a Ravenna: tre giorni di vela e formazione

Si è concluso il 22 marzo il raduno nazionale RS Feva, ospitato dal Circolo Velico Ravennate, che ha visto la partecipazione di 20 imbarcazioni provenienti da 6 circoli italiani

J24: Botta Dritta al comando ad Olbia

Prosegue con successo la stagione 2026 della Flotta sarda J24 che sarà suddivisa in due parti: la prima con il Campionato Sociale (4 tappe da febbraio a maggio) e la seconda con il Campionato Zonale (4 giornate tra ottobre e novembre)

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci