Un’Autorità di Sistema portuale del Canale di Sicilia, che va da Trapani ad Augusta con sede ovviamente nel porto “core” di Augusta, è quindi un'autorità che - ferme restando le competenze e le professionalità espresse in primis dal Corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera - sviluppi una razionalizzazione nella politica dell’accoglienza e ponga per la prima volta basi serie e concrete per flussi economici di ritorno.
Il progetto, del tutto innovativo, che mira a fare della Sicilia una vera e propria terra di mezzo sulle rotte dei flussi migratori, è stato lanciato oggi, in occasione dell’assemblea nazionale della Federezione agenti marittimi svoltasi a Trapani, dal presidente degli agenti siciliani Gaspare Panfalone. “Immaginare una rete portuale coordinata soprattutto tra i porti del sud della Sicilia e alcuni del nord Africa, con particolare riferimento ai porti tunisini e libici, in un’ottica di reale soluzione dei problemi drammatici riguardanti gli immigrati ed i migranti – ha affermato Panfalone – potrebbe fornire una prima risposta concreta, che traguardi anche a un coordinamento dei flussi futuri di merce da e per i nuovi centri di produzione che dovranno essere radicati dall’altra parte del Mediterraneo.
La Sicilia – ha sottolineato il presidente uscente di Federagenti, Michele Pappalardo - è diventata epicentro e terra di mezzo per affrontare problematiche complesse.
La Sicilia è una piattaforma naturale – ha affermato Panfalone – e ha quindi tutte le carte in regola per porre le basi a una soluzione di lungo periodo di un problema altrimenti non gestibile; in questo quadro si potrebbe anche pervenire a una razionalizzazione degli strumenti di governance portuale, con differenti specializzazioni merceologiche per l’Autorità di Sistema portuale settentrionale (Palermo) e quella orientale (Catania).
“Non parole – ha concluso, lanciando una proposta che è stata accolta in toto e fatta sua dalla Federazione nazionale agenti marittimi – ma fatti: dal 2000 al 2013, nel tentativo di raggiungere l’Europa, sono morti più di 23.000 migranti o inghiottiti dal Mediterraneo o vittime di freddo e stenti sugli itinerari via terra. 1600 all’anno. È ora di cambiare”.
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