Non solo regate. Il Trofeo Marcello Campobasso ha vissuto il suo momento più emozionante la sera del 4 gennaio, quando undici giovani velisti delle nazioni rappresentate hanno dato vita a una cerimonia “intima” in cui ha prevalso la valenza dello sport come condivisione di momenti comuni e di preparazione alla vita futura.
Ognuno dei ragazzi ha espresso la sua visione dell’essenza della vela nell’influenzare la propria vita e i rapporti con gli altri. Dopo aver pronunciato una frase in lingua madre, gli atleti hanno simbolicamente varato in una conchiglia che stava a simboleggiare il Circolo Savoia, piena d’acqua che rappresentava il mare di Napoli, una barchetta di carta recante una candela accesa, sulla cui prua era esposto il vessillo della nazione.
Il background della cerimonia ipotizzava che il varo simboleggiasse l’apertura dell’anno sportivo di ciascun Paese partecipante. Il tutto in uno spirito di fratellanza che aiutasse nel presente e nel futuro i rapporti di pace e di collaborazione tra persone che dovranno conservare nella propria memoria emozionale il ricordo della manifestazione.
Per un adolescente partecipare ad un evento sportivo deve significare prima di tutto il rispetto di regole etiche nell’ambito di una competizione pur accanita, in cui vincere è importante, ma certamente l’importanza principale è costituita dalla valenza dei valori di scambio, condivisione e fratellanza. Questo è il messaggio che gli organizzatori dell’evento e il presidente del RYCC Savoia Carlo Campobasso intendono trasmettere ai velisti delle future generazioni, continuando nello spirito del padre, Marcello, nell’insegnamento della tecnica della vela e soprattutto del significato educativo che questo sport è in grado di trasmettere ai “ragazzi” da zero a novant’anni.
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