Vela, Classe Laser SB3 - A fine giugno, nel Campionato Italiano Open, sempre a Torbole, si era imposto con una prova di anticipo, e per la terza volta consecutiva, Luca Bacci, alla barra di Phi!Number. Alla vigilia del Mondiale sono dunque i confermati campioni italiani, la punta di diamante della nutrita flotta tricolore.
Queste le opinioni del timoniere Luca Bacci, che ha colto un secondo posto nella practice race della vigilia mondiale: “A giugno avevamo due obiettivi: vincere l’Italiano e salire sul podio. Li abbiamo centrati entrambi, poiché al titolo nazionale si è aggiunto il terzo posto dietro a fuoriclasse quali Craig Burlton, Campione Mondiale in carica e Ian Ainslie, olimpionico sudafricano e stratega su Shosholoza nella 32ma America’s Cup. Riteniamo di esserci preparati attentamente per questo Mondiale, presentandoci all’Italiano con la struttura dell’equipaggio modificata: Duccio Colombi nel ruolo di tailer e l’ingresso di uno dei migliori velisti italiani, Tiziano Nava. Il valore aggiunto dell’ex tattico di Azzurra, già Campione Mondiale Melges 24, si è visto immediatamente, soprattutto nella preparazione della barca: abbiamo fatto un ottimo lavoro di centratura e siamo molto più performanti soprattutto di bolina; con tante barche è importante uscire dalle partenze nel gruppo di testa e navigare con aria pulita. Mancano ancora un po’ di automatismi in manovra, in modo da poterci concentrare meglio sulla strategia di gara, ma la consapevolezza è quella di avere margini di miglioramento”.
La vittoria nell’Italiano Open è di buon auspicio, ma un in Campionato Mondiale ci sono molte più difficoltà da affrontare. “Cinque giorni di regate con tre prove al giorno nel vento di Torbole sono tosti – afferma Bacci – occorrono tenuta fisica ma anche psicologica, e noi siamo ben preparati. Nel passato ci siamo avvicinati allo Sport Mental Training con Enzo Di Vera, coach di Giulia Conti (splendida 3° al Mondiale 470 in Olanda assieme a Giovanna Micol) e abbiamo fatti nostri i suoi insegnamenti, arrivando anche a divulgarli ad altri velisti attraverso Phi!Number, la società che dà il nome alla nostra barca. Questo approccio offre una migliore coscienza delle proprie possibilità, consente di avere una tranquillità interiore a vantaggio della prestazione e soprattutto insegna a uscire, nel minor tempo possibile, da quelle situazioni negative che potrebbero inficiare il risultato”.
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