Shark Alliance esprime rammarico per la notizia relativa alla cattura di un esemplare di cetorino (Cetorhinus maximus), comunemente conosciuto con il nome di squalo elefante, finito oggi accidentalmente nellle maglie di un peschereccio italiano nella zona di Ospedaletti (IM). L’esemplare, una femmina giovane e immatura della grandezza di oltre 4 metri di lunghezza e 4 quintali di peso - è un’enorme ed innocuo filtratore di plancton - un tempo comune e diffuso nel Mediterraneo e oggi una delle specie di squali maggiormente a rischio di estinzione, classificato nella Lista Rossa dell’IUCN (l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come Vulnerabile all’estinzione nel Mediterraneo. Dal 2006 ai pescherecci europei è vietata la pesca, la ritenzione a bordo e le sbarco di qualsiasi esemplare di questa specie.
“Nel Mediterraneo ci sono pochissime misure di protezione per gli squali. E’ fondamentale che tutte le regole esistenti, in particolare per queste specie minacciate di estinzione, vengano rafforzate e rispettate scrupolosamente” – dichiara Serena Maso, Coordinatore nazionale di Shark Alliance in Italia. “E’ necessario informare e sensibilizzare adeguatamente i pescatori, evitare la cattura degli squali elefante e rafforzare le norme che vietano la vendita della carne delle specie a rischio, tutte misure fondamentali per garantire il recupero delle popolazioni di squali.”
Il fegato degli squali elefante è particolarmente ricercato per l’olio che viene diffusamente usato nell’industria farmaceutica e cosmetica (squalene). Una singola enorme pinna di squalo elefante – la seconda specie di pesce più grande al mondo – può valere decine di migliaia di euro per la preparazione della famosa zuppa di pinne di squalo, una specialità cinese tipica della cucina orientale.
Nel febbraio del 2009 la Commissione europea ha approvato il Piano d’Azione comunitario per la conservazione degli squali. Tra le altre misure inserite, il Piano prevede l’impegno di educare l’opinione pubblica e gli stessi pescatori sui programmi di conservazione degli squali e sui limiti e le restrizioni alla pesca degli squali. Nonostante ciò gli squali elefante continuano ad essere sbarcati illegalmente nei Paesi europei ed in particolare in Spagna. Shark Alliance sta facendo pressione per dare massima priorità e un immediato rafforzamento delle misure di protezione dello squalo elefante e di tutte le misure previste dal Piano d’Azione.
Nonostante le imponenti misure dell’esemplare catturato accidentalmente oggi in Liguria, si tratta di una femmina giovane che non aveva ancora raggiunto la maturità sessuale. Generalmente infatti le femmine di cetorino sono in grado di riprodursi raggiunti gli I 6-9 metri e la loro gestazione è estremamente lunga: caratteristiche queste che rendono il cetorino – così come tutti gli squali – particolarmente vulnerabili alla pesca eccessiva e indiscriminata.
“Questi dati allarmanti confermano la necessità di intervenire tempestivamente, adottando misure di gestione delle specie, non solo a livello europeo e internazionale ma anche a livello nazionale – continua Serena Maso – Gli Stati membri e dunque anche l’Italia, dovranno recepire a livello nazionale le misure inserite nel Piano: ci auguriamo che l’Italia si attivi subito e senza ulteriori ritardi.”
Lo squalo elefante è inserito nella Convenzione di Barcellona per la Protezione del Mar Mediterraneo, la Convezione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) e in numerose altre convenzioni per la conservazione delle specie.
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