Nella vela, come nella vita, c’è sempre chi vince facile. E chi fatica. B2 arriva di gran carriera, con un'ultima scenografica strambata e un po' di lamenti del carbonio. Una vittoria da predestinato, con Francesco de Angelis che ha frustato l’equipaggio per tutto il tempo. Appena attraccati, lo shore team arriva con un gran vassoio di pizza. Pochi convenevoli, un saluto e via, verso nuove avventure e la scoperta di nuovi mondi. Come in un finale di Star Trek.
Diverso l’arrivo di notte dei solitari. E' sangue, sudore e lacrime. Una bottiglia di spumante passata dal gommone del Circolo Nautico Riva di Traiano è l’unico conforto. Oltre alla soddisfazione di aver finalmente finito. C’è una vita da centravanti e una da mediano anche nella vela. Ma gli Oriali, sono piccoli, veloci, imprendibili. E vincono il campionato. Come il "mediano" Gaetano Mura.
Anche la mattina dopo Gaetano ha l’occhio vispo. Ha un’attenzione immensa ad ogni particolare che non lo abbandona mai. Dodici ore dopo è rilassato. E' nel suo camper e facciamo colazione: caffè per me, Mate per lui. ”Ho imparato a berlo in Argentina e da allora non posso farne a meno”. A parte Papa Francesco, che ovviamente lo beve, leggenda vuole che fosse la bevanda preferita dal Che, che la usava per curare l’asma. Guardo Gaetano. Una certa somiglianza c’è…il carisma anche. Magari per una piccola rivoluzione nella vela partirà da lui? Il camper è piccolo ma attrezzatissimo. Dopo la barca è questa la seconda casa? “E’ importante stare comodi in questa vita da zingaro. Ma la mia prima casa non è né la barca, né il camper, ma casa mia in Sardegna. Sembra strano, ma sono una persona molto casalinga. Amo cucinare, stare nella mia casa con la mia famiglia che ho sempre cercato di coinvolgere in tutto quello che faccio. Poi è in un posto fantastico. Se butto un sasso dalla finestra cade in mare. Cosa posso volere di più? Avere il mare lì, però, è un richiamo continuo, un invito perenne a partire. Come potrei resistere”
E questa abitudine del mate come nasce?
“La mattina appena alzato la prima cosa che faccio è bere un litro di Mate. L’ho imparato con degli argentini. E’ come bere un the, un caffè, ma c’è tutta una gestualità che mi rilassa. Farlo in barca è un lusso che non sempre mi posso permettere, ma quando accade è una grande soddisfazione”
Ti sei riposato, hai fatto una doccia e ora sei in grado di valutare la tua regata a mente fredda. Fisicamente come è stata?
“Durissima. Soprattutto per la gestione del sonno. E’ stata la prima volta che ho tirato tanto senza dormire. Ad un certo punto ho anche pensato che potesse essere rischioso. Il sonno è un argomento che conosco bene, perché ho anche collaborato con degli esperti e so cosa può succedere. Ci sono degli allarmi che il fisico ti da per farti capire che sei arrivato al limite, e questa volta ho esagerato. Ho alzato il culo dal timone solo dopo 12 ore dalla partenza per agguantare qualcosa da mangiare. Poi sono stato lì, agguerrito, fianco a fianco e alla fine ho continuato ad accumulare e visto che la navigazione è un po’ costiera, quando arrivi al passaggio delle isole sei bollito. Poi il sonno è così. A me ad esempio viene la sensazione di non aver proprio bisogno di dormire e quello è proprio il momento in cui ti devi preoccupare. E’ stata dura ma bellissima”.
Cosa ti è piaciuto di più?
“Anche il percorso. Ci dimentichiamo di quanto siano belle le nostre isole e quando ci arrivi provi anche un po’ di rammarico, perché non le vedi neanche, hai solo come dei flash. Ti vieni la voglia di andarci, di ritornarci. Ed è una cosa che ogni tanto faccio. Anche dal punto di vista agonistico è stata bella, anche se la battaglia tra i solitari è stata limitata solo ai due Class 40, perché le altre barche non potevano competere con noi. Secondo me il valore c’è stato rispetto al resto della flotta, perché abbiamo lasciato dietro quasi tutte le barche che viaggiavano in doppio e in equipaggio. Davanti a noi sono arrivati solo mostri come B2, che, oltre ad essere velocissima, aveva a bordo mezza Luna Rossa, con in testa Francesco de Angelis”.
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