Il presidente del Nauticsud e fondatore dell’Unione Nazionale Armatori da Diporto, Lino Ferrara, plaude al lavoro svolto dall’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta e dichiara: “Indubbiamente si è fatto molto, lungo la costa regionale, ma purtroppo Cascetta ha dovuto arrestarsi per quanto riguarda il capoluogo campano dove a causa dei piani paesistici è stata di fatto bloccata ogni attività progettuale, in particolare quella dei porti e del waterfront partenopeo. Mi auguro che la nuova governance della regione Campania, qualsiasi essa sia, nell’immediato futuro, liberi dall’immobilismo la progettualità a Napoli”.
“La portualità in Campania 10 anni fa non esisteva – ha dichiarato Ennio Cascetta - Sono stati 6.500 i posti barca realizzati in Campania nell’ultimo decennio e 4.000 sono progettati per il futuro o in costruzione per un totale complessivo che porterà la nostra regione ai vertici della classifica in Italia con un numero 23.000”.
Questo il bilancio dell’assessore ai Trasporti ed al Demanio Marittimo, che ha stilato le conclusioni della tavola rotonda “Rotta sulla Campania, 10 anni di portualità regionale” che si è svolto alla mostra d’Oltremare di Napoli nell’ambito del Nauticsud che si chiuderà a Napoli domenica 14 marzo.
“Progetti che hanno ricevuto finanziamenti da parte della Comunità Europea per 180 milioni di euro e che grazie alle imprese che in molti progetti hanno utilizzato lo strumento del project financing hanno raggiunto la spesa di 780 milioni di euro”.
Un dato confortante per la nostra regione che punta sullo sviluppo della portualità per l’incremento del turismo e degli altri settori strettamente legati ad esso.
Alla tavola rotonda, coordinata dal giornalista del Sole 24 ore Raoul De Forcade, è intervenuto il presidente della sezione Turismo dell’Unione Industriale di Napoli Mario Pagliari che ha evidenziato quanto possa produrre la presenza di una imbarcazione in termini di indotto. “In un piccolo porto turistico ogni barca porta un movimento di poco meno di 5mila euro all’anno. Questo dato può essere moltiplicato e raggiungere anche i 10mila euro per una grossa imbarcazione in un porto centrale e attrezzato. Quest’anno nel molo di Mergellina, pur non attrezzato a dovere, - ha continuato Pagliari - ha accolto 800 barche dai 35 ai 160 metri, in quattro mesi della stagione estiva, ed ha sviluppato un movimento di 65 milioni di euro”.
Rodolfo Girardi, presidente ACEN, ha parlato a nome dell’associazione costruttori edili che a Napoli, per primi in Italia, hanno cominciato a lavorare nel 1999 utilizzando lo strumento del project financing: “Noi costruttori investiamo in questi progetti, ma dobbiamo essere anche aiutati perché vengano snellite le procedure burocratiche che ci consentano di ridurre, anche di anni, la nostra esposizione economica”.
Legambiente concorda e sottolinea che grossa importanza deve essere data alla pianificazione.
“Con corrette procedure e con una accurata fase preliminare - indica Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - si accorcerebbero sia i tempi di progettazione sia di realizzazione riducendo così anche i danni ambientali”
Antonio Capasso, amministratore delegato dei Cantieri di Baia ha dichiarato che “L’industria della nautica ha bisogno della portualità e non tanto i grandi cantieri che esportano gran parte della produzione all’estero, quanto i piccoli imprenditori e le imprese dell’indotto. Non dimentichiamo che porti funzionali consentono un turismo di grandi barche e di conseguenza un turismo molto ricco che favorisce le imprese di territorio a tutti i livelli”.
Prima dell’inizio del dibattito sono stati presentati tre progetti, introdotti dall’arch. Massimo Pinto, dirigente del settore Opere Marittime, navigazione, porti e aeroporti della regione Campania. Agostino Gallozzi, della Gallozzi Group, ha presentato quello della Marina di Arechi, porto turistico progettato sul waterfront della città di Salerno, il sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero, il porto della Marina di Cassano, realizzato e completato di recente e l’arch.Renato Mennitti, il nuovo progetto del terminal del Porto di Ischia presentato.
Nel corso della presentazione hanno fatto una pacifica irruzione nella sala gli ex lavoratori dei cantieri Partenope di Vigliena a San Giovanni a Teduccio, in provincia di Napoli, dove è previsto che debba sorgere Porto Fiorito. La realizzazione del progetto è bloccata da anni e “Adesso si è in attesa - come ha dichiarato l’assessore Cascetta - delle autorizzazioni da parte del Ministero dell’Ambiente per la rimozione dei materiali di risulta della bonifica”.
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