Sole, vento leggero e regate combattute nella prima giornata di prove per le flotte Modern e Maxi. Svea precede Rainbow tra i giganti della Coppa America, mentre Jethou si impone nei Maxi GP. Oggi entrano in acqua anche le barche della tradizione.
Saint-Tropez ritrova lo spettacolo delle grandi vele. Dopo due giornate dedicate alla preparazione e agli ultimi allenamenti, Les Voiles de Saint-Tropez 2026 è entrata nel vivo con le prime regate ufficiali. Il vento leggero ha consentito di disputare e convalidare una prova in ciascuna delle dieci categorie in gara, regalando subito confronti serrati e confermando le ambizioni dei principali protagonisti della 28ª edizione. In acqua sono scese le flotte Maxi e Modern, mentre i Tradition si uniranno alla competizione nella giornata di martedì.
A catturare l'attenzione nella baia di Pampelonne sono stati soprattutto i tre J Class, Svea, Hanuman e Rainbow, protagonisti di una sfida che ha riportato alla memoria le grandi regate dell'America's Cup degli anni Trenta. Nel percorso di sei miglia bolina-poppa, Svea ha rispettato il pronostico imponendosi davanti a Rainbow, al termine di un confronto durato circa un'ora e particolarmente combattuto.
Svea, la più lunga e potente della flotta J Class, è stata progettata sulla base dei disegni ritrovati negli archivi dell'architetto navale svedese Tore Holm, con linee esterne firmate da Andrew Hoek. Costruita nel 2017 nei cantieri olandesi Vitters, può contare su un equipaggio di alto livello proveniente dal team Rán Racing di Niklas Zennström. Rainbow, invece, è ora di proprietà di Peter Harrison, che ha riunito una squadra di grande esperienza e ha concluso a meno di due minuti dalla vincitrice. Completa il terzetto Hanuman, replica dell'Endeavour II del 1937, recentemente acquistata dall'italiano Giovanni Lombardi Stronati, già protagonista lo scorso anno a Saint-Tropez con il Wallyrocket 71 Django.
Anche tra i Modern la prima giornata ha offerto regate spettacolari. Negli IRC 0, undici imbarcazioni si sono affrontate sul percorso a boe fisse, con una formula studiata per evitare incroci e sovrapposizioni nelle fasi di ritorno. Nanoq, già vincitrice di tre edizioni delle Voiles, ha guidato la flotta per due giri, ma il successo in tempo compensato è andato al TP52 Spirit of Lorina. Daguet 5, il Carkeek di Frédéric Puzin, ha invece tagliato per primo il traguardo in tempo reale.
La flotta IRC 3, con 35 partecipanti, si è confermata la più numerosa, mentre le altre classi IRC hanno completato una prova sul medesimo campo di regata. Le classifiche delle categorie IRC 1, 2, 3 e 4 sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione.
Tra i Maxi, riflettori puntati sulla nuova Northstar III, il progetto Judel Vrolijk di Peter Dubens, arrivato a Saint-Tropez dopo il successo ai Mondiali di Porto Cervo, appena tre mesi dopo il varo. La barca utilizza una chiglia basculante con una filosofia progettuale particolare: navigare con un angolo di sbandamento contenuto, tra 10 e 15 gradi, per ridurre la resistenza e mantenere elevate prestazioni. Una soluzione che, unita alla leggerezza e all'aerodinamica raffinata, ha permesso a Northstar III di mettersi subito in evidenza nelle condizioni di vento leggero e mare piatto.
La vittoria nei Maxi GP è però andata a Jethou di Sir Peter Ogden, protagonista di una prova sempre nelle posizioni di testa. Secondo posto per Northstar III e terzo per Balthasar, in una regata estremamente equilibrata, con sette imbarcazioni racchiuse in appena due minuti al traguardo. Solo sesta V, il Wallycento vincitore della scorsa edizione, mentre Magic Carpet e ha chiuso decima.
Per i Maxi 2, 3 e 4 il programma ha previsto invece un percorso costiero di 18 miglia fino a Cavalaire. La settimana proseguirà martedì con nuove regate per Maxi, Modern e Classic, mentre mercoledì i Maxi osserveranno una giornata di pausa in occasione della Club 55 Maxi Yacht Cup.
Le Voiles di Saint-Tropez proseguiranno fino a domenica 4 ottobre, con le premiazioni delle diverse categorie nel fine settimana.
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