Checco Bruni si presenta (si fa per dire...) alla stampa italiana nella sua nuova veste di skipper del Team svizzero Tudor Alinghi. Da conoscere c’è ovviamente ben poco, essendo Checco un “monumento nazionale” della nostra vela che si sta calando nella sua nuova veste di “avversario” di Luna Rossa, il team italiano con il quale correva dal 2003.
In effetti c’erano stati già due altri “abbandoni”: con Azzurra nel 2009 e con Artemis Racing nel 2017.
Quindi un “Non escludo il ritorno”, seguendo i dettami di Franco Califano, potrebbe calzargli a pennello. Ed in effetti, ad una domanda su una sua ulteriore America’s Cup (dovrebbe essere l’ottava) nel 2029, pur confermando la sua attuale dedizione alla causa svizzera, non l’ha esclusa esplicitamente.
Da troppo poco in Alinghi per poter esprimere giudizi su un’imbarcazione sulla quale non ha mai ancora posato le terga, le sue considerazioni si sono concentrate su Napoli, sui prossimi allenamenti a dicembre e sul suo ruolo di skipper sul quale non si è ovviamente esposto.
Una considerazione (calzante) che è stata fatta è che il ruolo di coach in Luna Rossa poteva stargli stretto. Checco è un velista ed ama stare al timone. Per la scrivania o il gommone c’è tempo.
Come è andato il passaggio da un team all’altro? Sembra che Bertelli gli abbia proposto questa opportunità su sollecitazione di Bertarelli. 48 ore circa di considerazioni anche in famiglia (che rimane a Cagliari) poi la decisione, sofferta ma convinta. Noi ci crediamo... chi siamo in fondo per dubitare che sia andata davvero così? Ma visto che i segreti sulle barche dell’America’s Cup sono il pepe della competizione, pensavamo ad un accordo di non divulgazione, che invece non ci è stato confermato. Il protocollo prevede che in questo tipo di passaggio tra team sia regolamentato e che ci siano “cose che si possono fare e altre che non si possono fare”. Il tempo non mentirà. Oppure c'è sempre il Deed of Gift.
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