martedí, 14 aprile 2026

VELE D'EPOCA

Cantieri Navali di La Spezia: un punto di riferimento per le barche d’epoca

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Alessandro Bagno

Presenti nel Golfo dei Poeti da ben 60 anni, i Cantieri Navali di La Spezia (www.cnlaspezia.com) non hanno mai cessato di essere un punto di riferimento nel settore delle imbarcazioni d’epoca e classiche. Qui, nel corso degli anni, è stata ospitata una parte della flotta storica della Marina Militare, da Capricia e Grifone del 1963 a Stella Polare del 1965, Artica II del 1956, Chaplin del 1974, Gemini del 1983 e, più recentemente, Tarantella, lo Sparkman & Stephens costruito dal Cantiere Carlini di Rimini nel 1969 entrato a fare parte del naviglio della Marina dopo la donazione avvenuta nel dicembre 2023 da parte dell'armatore tedesco Peter Schmidt. Non solo. I piazzali e i capannoni di rimessaggio hanno accolto grandi golette come il maestoso tre alberi Croce del Sud del 1931, Deva del 1930, Invader del 1905 e scafi minori come Aurora del 1905, il cutter Alcor del 1966 e Ellad, un raro Fife con la poppa a canoa costruito in teak nel 1957. Oggi i cantieri continuano ad essere guidati dal 31enne Marco Agnese, con alla direzione operativa il lunigianese Moreno Cantinotti. Nel corso della presente stagione sono proseguiti i lavori a bordo di alcuni scafi in legno, tra i quali Aleph del 1951, l’ammiraglia del cantiere che dopo le recenti vittorie conseguite nel 2025 tornerà alla partecipazione attiva in occasione dei raduni di vele d’epoca. 

Aleph è uno splendido yawl Marconi lungo 16 metri, varato nel 1951 con il nome di Konigin dal cantiere tedesco Abeking & Rasmussen su progetto di quest’ultimo. Costruito in fasciame di pino e mogano Honduras su ordinate di acacia, nel 1970 è stato acquistato da Mario Pirri, futuro armatore di Latifa, un 21 metri di Fife del 1936. Con Aleph, Pirri ha attraversato l’Oceano Atlantico per quattro volte, di cui tre in solitario. Nel 2009 l’imbarcazione è stata rilevata dai Cantieri Navali di La Spezia per uso prettamente crocieristico. Tra settembre e ottobre del 2025 è tornata a regatare ai raduni di vele d’epoca, partecipando alle Regate delle Isole di Imperia, Le Vele d’Epoca in Passeggiata Morin alla Spezia e alla ventesima  edizione del Raduno Vele Storiche Viareggio. In quest’ultima occasione, oltre a primeggiare sia nella Classifica CIM che nel proprio Raggruppamento, si è aggiudicata il Trofeo Vele Storiche Viareggio, riconoscimento assegnato all’imbarcazione che abbia mantenuto inalterata nel tempo la propria originalità. Quest’anno su Aleph, che tornerà a frequentare i campi di regata al comando dello skipper Steven Salamone, sono previsti interventi di pitturazione del bellissimo fasciame a vista e dell’alberatura, affidati al restauratore del cantiere Antonio Mascia. 

Marida è la costruzione numero 110 dello storico cantiere ligure Sangermani. Varato nel 1959 è un II Classe RORC armato a yawl bermudiano lungo 13,48 metri. Marida è entrata ai Cantieri Navali di La Spezia lo scorso inverno per una serie di interventi di ebanisteria all’opera viva eseguiti dai maestri d’ascia Michele e Andrea Balistreri della Spezia, padre e figlio, da tanti anni maestranze di riferimento del cantiere. “Su Marida”, racconta Andrea Balistreri, “abbiamo sostituito una parte delle ordinate nella zona sinistra prodiera, sotto la linea di galleggiamento, affiancando rinforzi volgarmente detti ‘bastardi’. Successivamente sono state posate le nuove tavole di fasciame in legno di mogano e ripristinata la tenuta stagna”. La barca è stata ceduta recentemente ad un nuovo armatore e si spera di vederla presto partecipare alle regate di vele d’epoca soprattutto nel corso del 2026, anno in cui i Cantieri Sangermani compiono ben 130 anni dalla fondazione. In oltre un secolo si calcola che questa realtà ligure abbia realizzato oltre 300 imbarcazioni, di cui circa 230 nella storica sede di Lavagna, attiva dal 1946.  

Dopo la manutenzione invernale continuerà a navigare Bianca, un Classe Requin, monotipo da regata lungo 9,60 metri progettato nel 1931 dal finlandese Gunnar L. Stenbäck. Il nome originale del Requin è Hai, che in lingua scandinava significa “squalo”, scelto come simbolo della Classe. Era l’epoca in cui la vela internazionale era praticata quasi esclusivamente su scafi appartenenti alle classi metriche, tra cui i blasonati 6 Metri Stazza Internazionale. Il Requin finlandese, così come lo svedese Tumlare e il norvegese Dragone, vennero definiti “i 6 Metri del povero”, per il tipo di costruzione più economica e costi più accessibili. Il Requin è un’imbarcazione sensibile alla barra, divertente e veloce, utilizzata anche per brevi crociere costiere. Bianca (ex Ghost), numero di costruzione 306, è stata varata nel 1963 presso il cantiere francese Pouvreau. Questo esemplare è privo di tuga e ha un unico grande pozzetto interamente scoperto. Nel 2009 era stato completato un importante restauro, dopo il quale aveva partecipato alle regate di vele d’epoca nel Golfo della Spezia. Si calcola che nel corso dei decenni siano stati costruiti oltre 500 Requin, presenti in Francia, Nord Europa, a Dakar, in Martinica, Algeria, Marocco, Svizzera e Libano. Esiste inoltre una versione moderna di questa barca, costruita in vetroresina e con l’alberatura in alluminio. Ph. Paolo Maccione

 


11/03/2026 16:48:00 © riproduzione riservata






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