Continua la battaglia mediatica pro e contro Berlusconi in Facebook. La notizia che ieri sera alle 23:00 un gruppo creato per sostenere Massimo Tartaglia aveva già superato le 20.000 adesioni aveva fatto il giro delle redazioni non tenendo conto, però, che molte persone si iscrivevano per contestare i contenuti del gruppo. Oggi le adesioni a quel gruppo sono arrivate, alle 22:00, ad oltre 78.000. Di contro sono nati immediatamente due gruppi di sostegno a Silvio Berlusconi dallo stesso nome: “sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”. Lo scopo ovviamente era dimostrare che il sostegno al premier era molto più alto del dissenso. Così in una giornata gli iscritti sono stati rispettivamente 402.000 per un gruppo e 119.000 per l'altro con lo stesso nome.
Molti utenti però segnalano che sia in realtà un gruppo nato per solidarietà con i terremotati d'Abruzzo cui è stato cambiato nome.
Dal sito riportiamo alcuni degli ultimi post (omettendo nome e insulti):
Federico XXXXXXXX ho appena scoperto che mi avete iscritto a questo cXXXX di gruppo sostituendolo col gruppo a favore dei terremotati dell'Aquila...siete un branco di mXXX vxxxxx e mxxxxx con la bocca e lo stomaco piene di tangenti, e questo gruppo è il degno rappresentante di chi vuole difendere, una buffonata! sfruttare una tragedi...
Rocco XXXXX Io non appartengo a questo gruppo! I responsabili possono spiegarmi perchè sono iscritto?
Elia XXXXX QUESTO ERA NATO COME GRUPPO A FAVORE DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO D'ABRUZZO!!!!!!!!!!!!!
SEGNALATE QUESTO GRUPPO DI BUFFONI!!!!!!!!!
SENZA VERGOGNA...
3 minuti fa • Segnala
Giacomo XXXXX Siete delle XXXX... XXXXXi e meschini. Cambiate i nomi ai gruppi nati a sostegno delle vittime del terremoto all'Aquila. E' una cosa disgustosa e vergognosa.
3 minuti fa • Segnala
Un clamoroso autogol, se confermato, quello di questi solerti “azzurri”. Tutte le persone che ancora conservano un minimo di sanità mentale in questo paese sono oggi costernate per l’accaduto ed esprimono la loro condanna indipendentemente dal colore politico e senza bisogno di una conferma numerica da parte di facebook.
La procura di Roma ha aperto giustamente un fascicolo sui gruppi che inneggiavano all’attentato con l’ipotesi di istigazione alla violenza, ma altri ne sono apparsi stasera contro Antonio di Pietro, tanto che Fabrizio Cicchitto ha dovuto esprime la propria condanna contro chi ha scritto su facebook “uccidiamo Antonio Di Pietro”.
Se sono stati manipolati effettivamente i dati di questo gruppo pro Berlusconi sarebbe bene che anche su questo venga fatta chiarezza, perché gli autori sono riusciti ad innescare un’ulteriore spirale di violenza virtuale che trova la sua concretizzazione sui media, soprattutto televisivi, che continuano a dare i numeri di facebook come fossero sondaggi.
Questa gara a chi fa più adepti sui social network si sta rivelando molto più tragica che ridicola.
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