La rassegna stampa internazionale di questa mattina consacra l’Italia alla cronaca mondiale come il paese del “Bunga Bunga”. Neanche tutte le campagne promozionali che potrà mettere in campo il ministro Brambilla potranno mai avere un impatto d’immagine simile. Nel trittico che definisce l’italico stereotipo di poeti, santi e navigatori, c’è qualcosa che stride, o forse più di una. La cultura la stiamo accoltellando alle spalle, i nostri santi… fanno il Bunga Bunga. Confidiamo solo nei navigatori, classe nella quale, a dire il vero, stiamo recuperando una credibilità internazionale.
Possiamo parlare di articoli “divertiti” della stampa straniera? No sono per la maggior parte autentiche prese in giro solo in parte farcite con scandalizzate prese di posizione.
Partiamo dalla Francia dove sono circa 70 gli articoli che parlano questo ennesimo scandalo italiano che vanno da Le Monde all’ultimo dei quotidiani locali. “L' Italia si è risvegliata scoprendo di essere il paese del bunga bunga” la sintesi perfetta (e anche un po’ la verità) e l’origine libica della pratica approdata ad Arcore tra i titoli più gettonati.
Il maestro di Berlusconi, Gheddafi, entra in molti articoli (Mouammar Kadhafi, après avoir dispensé des cours d'Islam à des centaines de jolies italiennes, a enseigné à Berlusconi l'art du “bunga bunga” – Gheddafi dopo aver insegnato l’islam a centinaia di italiane carine ha insegnato a Berlusconi l’arte del Bunga Bunga) e nei titoli. “A letto, Berlusconi si ispira a Gheddafi”. Liberation fa l’incredulo:”E’ come al cinema”.
Stesso sarcasmo anche dall’altra parte dell’Oceano, dove il Wall Street Journal titola online: “Stanca della crisi sul debito, l'Italia si dà al bunga bunga”. Nell’articolo si racconta dello stupore dei poliziotti di Milano quando hanno ricevuto la telefonata da Palazzo Chigi e scoperto che di quella minorenne marocchina accusata di furto e senza documenti se ne stava occupando la Presidenza del Consiglio. “Ed ora il bunga bunga -conclude il Wsj - ha conquistato una dimensione internazionale”. La rassegna continua così, con Indipendent, Telegraph, Guardian, Montreal Gazette, Business Week, New York Times....
L’unica consolazione, per alcuni, è la modernità del nostro premier che usa un linguaggio giovanile. Nell’Urban Dictionary, che raccoglie le espressioni gergali dei giovani americani, la voce “bunga bunga” è presente: “Savagely brutal anal gang-rape. Fabled punishment for trespassing on the tribal land of a fictitious African tribe”.
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