Fervono gli ultimi preparativi al cantiere Persico Marine di Nembro (BG) dove sta venendo alla luce l’IMOCA 60 appositamente costruito per consentire allo skipper cagliaritano di tentare l’assalto al Vendée Globe, una circumnavigazione completa in solitario senza scali e senza assistenza.
Nelle scorse ore l’imbarcazione è stata completamente verniciata ed è ora pronta ad essere trasferita via bisarca in Francia, a Lorient, per il varo che dovrebbe avvenire nei primi giorni di agosto.
Il trasporto comporterà accorgimenti particolari, vista l’eccezionalità dello stesso, ed un’organizzazione perfetta: la bisarca che trasporterà l’IMOCA 60 varcherà anche il tunnel alpino del Frejus.
Al momento la barca non ha ancora un nome definitivo, dal momento che i dialoghi con gli sponsor potenziali sono ancora in corso di finalizzazione. Anche la Regione Sardegna, che ha recentemente dato disponibilità a valutare una forma di “supporto”, non ha ancora sciolto le riserve.
“La chiameremo ancora Vento di Sardegna” – afferma Andrea Mura, che non ha mai abbandonato il sogno di ospitare i colori dell’isola a bordo della sua nuova avventura.
L’IMOCA 60 – giunto a Lorient – verrà dotato dell’albero maestro, una struttura complessa di 30 metri di altezza. Qui avverrà anche il “collaudo” dell’imbarcazione.
L’obiettivo dichiarato di Andrea Mura è la partecipazione alla Transat Jacques Vabre, regata transatlantica con partenza da Le Havre il 25 ottobre ed arrivo ad Itajai, nel sud del Brasile, che ripercorre l’antica “Rotta del Caffè” per un totale di 5.400 miglia. Regata importantissima nei progetti dello skipper perché valevole come qualificazione per il Vendèe Globe.
“Abbiamo ideato e sviluppato un programma sportivo di 4 anni - conclude Mura - con le principali regate del circuito internazionale e soprattutto con il Vendée Globe, l’unico evento velico in grado di raggiungere decine di milioni di utenti su web e media tradizionali con una copertura paragonabile ai Mondiali di calcio. Crediamo sia un’opportunità storica ed unica per aziende ed istituzioni per raggiungere un’audience globale”. - ph. Martina Orsini
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