Vela, 34^ America's Cup - Per la prima volta alcuni AC45 si sono ritrovati insieme sull’acqua. Per la precisione quattro, usciti ieri nel golfo di Hauraki con una buona brezza di una quindicina di nodi che gli ha permesso di superare ampiamente I 20 nodi di velocità.
Per Jimmy Spithill il bilancio è stato molto positivo e, al termine, ha parlato dell’America’s Cup con i multiscafi:” Oggi abbiamo constatato di aver preso una buona decisione. Ho avuto modo di constatare quando siano adatti alla Tv. Se è stato spettacolare con sole quattro barche, immaginate cosa sarà quando avremo una flotta più importante. E immaginate anche cosa saranno i 72 piedi sull’acqua!”
Durante questo allenamento effettuato ieri in acqua c’erano due equipaggi di Oracle, Artemis oltre ad un altro equipaggio su un prototipo. Niente percorsi o boe, ma solo un’occasione per vedere come vanno questi 42’ con le andature portanti e di bolina. Molti bordi ma niente competizioni anche se le regate improvvisate non sono mancate, perché quando si è in acqua davanti ai propri avversari è difficile non sentire la sfida. Così a più riprese i multi si sono ingaggiati in gare di velocità. Secondo Spithill questo tipo di uscite continueranno ad essereci nelle prossime settimane a Auckland: “Abbiamo bisogno tutti di imparare qualcosa di queste barche e la prima cosa che ho constatato è questi scafi sono molto duri dal punto di vista fisico”.
Gli equipaggi hanno constatato che, di bolina, gli scafi sono più veloci con uno scafo appena fuori dall’acqua. Terry Hutchinson (Artemis Racing) : “Bisogna che lo scafo emerso non stia nè troppo in alto nè troppo in basso. Bisogna trovare un buon equilibrio e questo offre i suoi vantaggi. Le squadre si devono ovviamente esercitare per capire l’assetti ideale. Per il momento stiamo incominciando a conoscere questa barca. Abbiamo visto che ognuno di noi ha fatto scelte differenti in merito alle vele. Nella configurazione delle vele siamo proprio in una fase di apprendistato”.
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