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Ambrogio Beccaria sesto alla prima tappa della Mini-Transat

ambrogio beccaria sesto alla prima tappa della mini transat
redazione

Un risultato eccellente per Beccaria che, nonostante navighi su un pogo2 di vecchia generazione, ha lasciato dietro di sé molti pogo3 e altrettanti “proto”: la sua è stata di gran lunga la miglior performance italiana.
Dopo un’ottima partenza, con 10-15 nodi da Ovest, Beccaria ha scelto la sinistra del campo, cosa che gli ha permesso di arrivare subito alle boe di disimpegno tra i primi 10 serie. Ha poi proseguito di bolina per un paio di giorni tra la decima e l’undicesima posizione. Il secondo giorno di regata Ambrogio ha macinato molte miglia ed è passato in quinta posizione, lasciandosi alle spalle vari pogo3 e facendosi notare un po’ da tutti compreso il comitato di regata che ha scritto: “Da notare la quinta posizione di Ambrogio (“Alla Grande Ambeco”) sempre pronto a fare scintille alla barra del suo pogo2”.
Nei giorni successivi è finalmente arrivato il vento che ha soffiato fino a 25/30 su Capo Finisterre, ma come previsto è poi calato drasticamente appena la flotta si è avvicinata alla Costa del Portogallo. Ambrogio ha navigato velocissimo con punte di 14-15 nodi, mantenendosi sempre tra la quinta e la settima posizione. “Alla Grande Ambeco” ha lottato nel gruppo di testa dei serie, distaccandosi sempre di più dalla barca che gli stava alle spalle. Nonostante gli ultimi tre giorni di regata siano stati snervanti a causa del pochissimo vento, con un sistema di alta pressione che è durato fino alla fine, Beccaria non si è perso d’animo e ha tenuto duro fino all’ultimo secondo portando a casa un’ottima sesta posizione.
Una grande prova per il navigatore milanese, che ha tenuto medie nelle 24 ore vicine alle 230 miglia, la terza più alta tra le barche di serie.
Il 1 novembre partirà la seconda tappa della Mini-Transat, da Gran Canaria e Le Marin in Martinica.
“La partenza è stata complicata”, racconta Beccaria appena arrivato, “partire con tutta quella gente attorno ti fa pensare più a loro che alla regata, e non è facile concentrarsi. 
L’uscita dal Golfo di Biscaglia tatticamente perfetta, sono uscito da lì quarto.
Mentre navigavo tra il DST e la costa ho avuto molta paura però è stato altrettanto emozionante quando una balena è saltata fuori dall'acqua a un centinaio di metri dalla mia prua. Nel complesso sono molto contento di come ho gestito tutti questi giorni in barca, stavo talmente bene che non me ne sono neanche accorto. La bonaccia è stata dura ma ha contribuito a farmi fare un bellissimo risultato”.

★ Dicono di Ambrogio alla Mini-Transat
Per “Saily” Ambrogio è “il più in vista di tutti, per piazzamento e per posizione, è uno splendido Ambrogio Beccaria (Alla Grande Ambeco 539), 5° tra i serie, ma davanti a moltissimi Proto”.
Il “Giornale della Vela” commenta: “Beccaria è a questo punto una delle grandi sorprese, ma forse non più di tanto, di questa Mini Transat”. “Gazzetta dello Sport scrive:  “Una regata senza sbavature quella di Ambrogio Beccaria”.
Matteo Miceli: “Ambrogio dà sempre il massimo, non è mai conservativo. Sa sia risparmiarsi, sia tirare al massimo, questo è il suo grande talento”. 
Michele Zambelli: “L’unico italiano che è arrivato alla partenza molto preparato… e si vede perché sta andando forte!”
Alberto Bona: “Un’ottima regata, Ambrogio ha fatto le scelte giuste”

​★ Il navigatore
Due volte campione italiano e sempre primo delle barche “appuntite” di vecchia generazione, Beccaria è per “Course au large”, la prestigiosa testata francese, “l’outsider che potrà entrare nella Top Ten con una barca di seconda generazione”. Dopo tre anni di strenuo lavoro, il giovane navigatore realizza finalmente il suo sogno: partecipare alla Mini-Transat, la regata atlantica che è una vera e propria porta d’ingresso per la navigazione in solitario d’altura. Forte dell’exploit compiuto nel 2016 su “Alla Grande Ambeco” alla SAS (Les Sables D’Olonne-Les Acores-Les Sables D’Olonne) e di un palmarès di tutto rispetto, Beccaria naviga a bordo di un pogo2, ma è pronto a sfidare anche gli avversari che navigano su imbarcazioni più veloci.

★ La regata 
Considerata la “più grande regata d’altura per le barche più piccole”, la Mini Transat è tra le transatlantiche più dure. Si tratta infatti di una competizione in solitario, senza assistenza e senza comunicazione, su imbarcazioni della lunghezza di sei metri e mezzo.
La regata, che oggi compie 40 anni dalla sua prima edizione che fu nel 1977,  (si svolge ogni due anni), è quest’anno di 4050 miglia con 81 partecipanti di 11 diverse nazionalità, di cui 10 donne. Saranno 30 giorni di navigazione circa.
La regata si svolge in due tappe: la prima tappa parte da La Rochelle per arrivare alle Canarie.
Da qui inizia la traversata dell’Atlantico fino ai Caraibi, in Martinica. La durata della prima tappa è di 1350 miglia e dura mediamente 8-10 giorni, mentre la seconda – 2700 miglia- può arrivare fino a 20 giorni di mare.
Uscendo da La Rochelle i partecipanti passano a Nord dell’isola di Oleron, prima di entrare nel temuto Golfo di Biscaglia. In seguito doppieranno Capo Finisterre, costeggiando il Portogallo. Dal Sud del Portogallo fino a Gran Canaria i venti sono generalmente da Nord, quindi si prevede un arrivo alle andature portanti. La seconda tappa parte i primi di novembre: i concorrenti, dopo essere usciti dall’arcipelago incontreranno rapidamente gli alisei fino a Le Marin in Martinica. Gli skipper navigheranno senza nessun supporto tecnico a bordo, niente telefono o computer: sono concessi solo un collegamento giornaliero via radio con il comitato organizzativo per le previsioni meteo e gli aggiornamenti sulle posizioni dei regatanti e il GPS non cartografico. Si può tuttavia comunicare tra regatanti con il VHF.
Un mese di navigazione in solitario tra cielo e mare, in condizioni talvolta dure fa di questa regata una sfida estrema. L’abilità in questa regata non sta solo nel far correre la barca più velocemente possibile: è necessario sviluppare conoscenze di strategia di regata e competenze metereologiche; gestione del sonno, equilibrio nutrizionale, gestione delle emergenze. La regola che connota bene l’Esprit mini, lo “spirito mini”, è proprio il divieto di qualsiasi collegamento degli skipper con l’esterno, cosa che evitare costosi sistemi satellitari e conserva l’approccio tradizionale alla navigazione.

★ Come seguire la seconda la regata
Ogni imbarcazione è dotata di un localizzatore satellitare che trasmetterà la sua posizione sul sito ufficiale della regata ogni 4 ore dalle ore 6 alle 21 UTC.


12/10/2017 18:51:00 © riproduzione riservata






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