giovedí, 29 gennaio 2026

MINITRANSAT

Ambrogio Beccaria partito per la seconda tappa della Mini-Transat

ambrogio beccaria partito per la seconda tappa della mini transat
redazione

Dopo la grande performance della prima tappa in cui il giovane navigatore milanese si è posizionato sesto, con un distacco di poco più di 4 ore dal primo classificato, Beccaria è partito davvero alla grande per questa seconda, lunga tappa atlantica, aggiudicandosi la prima posizione che ha mantenuto per qualche ora. Grazie a un vento da Nord Est che si è stabilizzato appena dopo la partenza, soffiando fino a 20 nodi, Ambrogio naviga velocemente verso Capo Verde rimanendo sempre tra le prime sei posizioni.
Secondo l’ultimo routage meteo ci vorranno al massimo 5 giorni e 3 strambate vicino alla Costa Africana per raggiungere l’arcipelago di Capo Verde. La navigazione sarà caratterizzata da venti sostenuti alle andature portanti fino a che la flotta riuscirà ad agganciare alisei non particolarmente forti (attorno ai 14-17 nodi) che l’accompagneranno fino ai Caraibi.
Non ci sarà molto spazio per le strategie in questa seconda tappa perché all’ultimo momento il comitato di regata ha prudentemente deciso di porre un cancello obbligatorio a Capo Verde,tra le due isole Santo Antão e SãoVicente, allungando così la regata di 200 miglia e almeno un giorno di navigazione. A causa della temperatura dell’acqua molto alta per il periodo ci sarà un 20% di possibilità che si possa formare un ciclone tropicale tra le Bahamas e le Azzorre. I marinai saranno quindi costretti a scendere a Sud, dove le condizioni pare saranno ideali per la traversata. L’organizzazione inoltre si riserva l’opzione di modificare ulteriormente il percorso, nel caso in cui questa previsione dovesse peggiorare. Nonostante gli skipper debbano prendere obbligatoriamente la rotta Sud, rimangono aperte molte scelte tattiche per raggiungere la Martinica, e c’è comunque il rischio di finire in una zona di poco vento che si trova nell’ultima parte del percorso.
“Ho alleggerito molto la barca, tolto vestiti, stivali, cerate”, ha detto Beccaria poco prima della partenza. “Mi farà compagnia la ‘play-list per l’oceano che abbiamo raccolto sulla mia pagina Facebook, una iniziativa con cui ho raccolto 150 brani. Sarà piacevole ascoltare una canzone che magari uno sconosciuto mi l’ha dedicato. Penso infatti che in questa traversata l’importante sia prendere il ritmo, trovare dei momenti in cui staccare il cervello e riposarsi e sono convinto che la musica in questo mi aiuterà molto”.
“Il distacco tra me e il primo e in generale tra i concorrenti è poco, equesto è incoraggiante. Spero che siano giuste le previsioni e non ci sia un aliseo troppo forte, che penalizzerebbe il mio pogo2. In ogni casoparto tranquillo e non ho particolari paure… anche se per me è la mia prima transoceanica! Devo dire mi ha aiutato molto nella preparazione, come anche per la prima tappa, il lavoro fatto con il routier Jean-Yves Bernot, il guru del meteorologia oceanica. La situazione meteo è sempre molto complicata e i modelli diversi fra loro. Gli alisei ci saranno dopo Capo Verde, ma sembra che non saranno alisei intensi, insomma non sarà un’autostrada…Spero soprattutto di divertirmi com’è successo nella prima tappa. L’obiettivo sportivo? Arrivare nei primi dieci”. 
Per Course au large Beccaria è “l’outsider che potrà entrare nella Top Ten con una barca di seconda generazione”.
Su Voiles et Voiliers si dice che “la prima tappa gli skipper di Alla Grande Ambeco e di Petit Auguste et Cie (Fred Moreau, ndr) ci hanno dato dentro davvero e si sono confermati come concorrenti seri, qualsiasi siano le condizioni”.
Giornale della vela: “Sulla carta Beccaria con il suo Mini Ambeco non deve porsi limiti, può ambire al “colpaccio”, può puntare al podio, in una tappa dove oltre alla performance pura conterà saper portare la barca al traguardo e avere un buon feeling con la stessa nelle dure condizioni che incontreranno i ministi.”.
Fabio Colivicchi: “Ambrogio èil vincitore morale della prima tappa”.
Gazzetta dello Sport: “Una regata senza sbavature quella di Ambrogio Beccaria”.
Considerata la “più grande regata d’altura per le barche più piccole”, la Mini Transat è tra le transatlantiche più dure, la sfida estrema per eccellenza. Si tratta infatti di una competizione in solitario, senza assistenza e senza comunicazione, su imbarcazioni della lunghezza di sei metri e mezzo.
La regata, che oggi compie 40 anni dalla sua prima edizione che fu nel 1977,  (si svolge ogni due anni), è quest’anno di 4050 miglia con 81 partecipanti di 11 diverse nazionalità, di cui 10 donne. Saranno 30 giorni di navigazione circa. 
La regata si svolge in due tappe: la prima tappa parte da La Rochelle per arrivare alle Canarie.
Da qui inizia la traversata dell’Atlantico fino ai Caraibi, in Martinica. La durata della prima tappa è di 1350 miglia e dura mediamente 8-10 giorni, mentre la seconda - 2700 miglia - può arrivare fino a 20 giorni di mare.
Uscendo da La Rochelle i partecipanti passano a Nord dell’isola di Oleron, prima di entrare nel temuto Golfo di Biscaglia. In seguito doppieranno Capo Finisterre, costeggiando il Portogallo. Dal Sud del Portogallo fino a Gran Canaria i venti sono generalmente da Nord, quindi si prevede un arrivo alle andature portanti. La seconda tappa parte i primi di novembre: i concorrenti, dopo essere usciti dall’arcipelagoincontreranno rapidamente gli alisei fino a Le Marin in Martinica. Gli skipper navigheranno senza nessun supporto tecnico a bordo, niente telefono o computer: sono concessisolo un collegamento giornaliero via radio con il comitato organizzativo per le previsioni meteo e gli aggiornamenti sulle posizioni dei regatanti e il GPS non cartografico. Si può tuttavia comunicare tra regatanti con il VHF.
L’abilità in questa regata non sta solo nel far correre la barca più velocemente possibile: è necessario sviluppare conoscenze di strategia di regata e competenze metereologiche; gestione del sonno, equilibrio nutrizionale, gestione delle emergenze. La regola che connota bene l’Esprit mini, lo “spirito mini”, è proprio il divieto di qualsiasi collegamento degli skipper con l’esterno, cosa che evitare costosi sistemi satellitari e conserva l’approccio tradizionale alla navigazione.


02/11/2017 12:54:00 © riproduzione riservata






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