Da imbarcazione utilizzata per il trasporto di materiale bellico ad alfiere delle lotte ambientaliste: è una storia avventurosa ed affascinante quella di Catholica, la barca simbolo dell'impegno di Legambiente a tutela del mare e delle coste. Un esempio di storia e cultura marinaresca arriva in un borgo che di quella cultura e di quella storia vive e pulsa. Goletta Verde e Le Grazie si incontrano in occasione del Valdettaro Classic Boats, il raduno di imbarcazioni storiche che dal 6 all'8 settembre trasformerà il paese in un museo vivente dell'arte navale.
Goletta Aurica, classe 1936, 24,5 metri di lunghezza, Catholica nasce a Cattolica (Rimini) come robusta barca da lavoro; sequestrata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, è utilizzata per trasportare materiale bellico tra l’Italia e la Jugoslavia. Nei primi anni '50 viene motorizzata e trasformata in peschereccio, prima di essere “dimenticata” per tanti, troppi, anni. Nel 1990, grazie all'impegno ed alla passione della Cooperativa Sociale Centofiori, si trasforma nella goletta aurica che oggi, con i suoi splendidi alberi in pitch pine e le tughe in mogano, solca i mari, con la missione di difenderli.
La sua presenza al Valdettaro Classic Boats assume quindi un significato particolare ed è indice di un impegno, a tutela del mare, che è alla base stessa della cultura marinaresca. Goletta Verde è un simbolo, ma è anche imbarcazione splendida ed affascinante che convoglierà su di sé gli sguardi dei tanti armatori, appassionati e semplici curiosi che affolleranno le banchine delle Grazie.
Insieme a Catholica ci saranno altre trenta, ed oltre, Signore del Mare, per uno spettacolo assolutamente da non perdere.
Se la clamorosa rimonta di Ambrogio Beccaria resterà negli annali della classe IMOCA, la storia di Élodie Bonafous è quella di una regata brillante trasformata in una dolorosa lezione dal regolamento
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
La quarta giornata del Mondiale ha confermato ancora una volta il copione di questa edizione: vento leggero tra gli 8 e i 9 nodi, campo di regata estremamente tecnico e distacchi minimi a rendere ogni errore potenzialmente decisivo
Dopo il botta e risposta delle prime due giornate, questa volta è stato Django a prendersi la rivincita, conquistando la vittoria in IRC e il Line Honours sul percorso di 14 miglia con il tempo di 1h 26'22"
La Loro Piana Giraglia 2026 ha incoronato due protagonisti tra i Maxi. Da una parte Atalanta II, dominatrice della classe dei Maxi più piccoli, dall'altra Proteus, che si è imposta tra i Maxi di maggiore dimensione
La velista oceanica italo-americana Francesca Clapcich, a bordo di 11th Hour Racing, ha concluso la Vendée Arctique-Les Sables d'Olonne al quinto posto, dopo 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi di navigazione
Dopo quattro giorni di confronti nel Golfo di Saint-Tropez e nella Baia di Pampelonne, la flotta guarda alla partenza della storica offshore di 241 miglia verso Genova, il tratto di mare che da oltre settant'anni costruisce la leggenda della Giraglia
La storica offshore tra Saint-Tropez e Genova si conclude molto prima del previsto. Decisivo il duello con Magic Carpet e, mentre My Song completa il podio
Entrata nella Medal Race con un secondo posto in classifica, ha saputo sfruttare nella finale le opportunità che le si sono presentate conquistando il primo gradino del podio in un contesto meteo complicato
Il 23/6 sarà presentato il volume “Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup” di Carlo Zazzera, al Circolo Canottieri Napoli (ore 18). Alla presentazione Lars Borgtröm, Paolo Scutellaro, il comandante Salvatore Sarno e Francesco “Cecchi” Aversano