È iniziata ufficialmente la 57ª edizione della La Solitaire du Figaro Paprec e il debutto della prima tappa ha già regalato immagini spettacolari e primi segnali importanti in mare. I 36 skipper della flotta Figaro sono salpati domenica 17 maggio da Perros-Guirec in condizioni ideali: mare relativamente calmo e circa dieci nodi di vento.
Dopo un percorso costiero di una quindicina di miglia tra Sept-Îles e Ploumanac’h, affrontato a ritmi sostenuti e davanti a centinaia di spettatori, è stato Loïs Berrehar su Banque Populaire a prendere il comando della flotta, conquistando anche il primo Trofeo Paprec di questa edizione.
Alle sue spalle si sono piazzati Arno Biston e Édouard Golbery.
Verso Wolf Rock e il primo vero banco di prova
Dopo una partenza veloce e molto tecnica, la flotta ha iniziato la risalita verso nord-ovest in direzione di Wolf Rock, al largo della Cornovaglia inglese, primo waypoint obbligatorio della tappa inaugurale verso Vigo.
Le condizioni relativamente gestibili delle prime ore permetteranno agli skipper di entrare gradualmente nel ritmo della regata, ma il quadro meteorologico è destinato a cambiare rapidamente. Tra lunedì notte e martedì è infatti atteso l’arrivo di una depressione piuttosto attiva, che potrebbe già creare distacchi importanti nel Golfo di Biscaglia.
La gestione delle energie e del sonno sarà cruciale fin da subito: la Solitaire è una prova estrema di resistenza fisica e mentale, dove trovare il giusto equilibrio tra aggressività e conservazione può fare la differenza.
Berrehar: “Bisognerà essere forti ovunque”
Loïs Berrehar, grande protagonista della giornata inaugurale, ha mostrato subito grande determinazione: “Bisognerà essere bravi in ogni situazione. Darò tutto, sono pronto per questa grande sfida”.
Il francese, già tra i favoriti della vigilia, ha confermato immediatamente la propria velocità nelle condizioni leggere della partenza.
I protagonisti: entusiasmo, prudenza e voglia di mare
Tra gli skipper più attesi, Tom Goron ha sottolineato la necessità di gestire le forze: “Questa tappa potrebbe diventare decisiva molto in fretta. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio”.
Per la rookie Marie Gendron, unica donna esordiente della flotta, prevale invece l’emozione: “È un onore correre con i migliori. Cercherò di dare il massimo e naturalmente di andare veloce”.
Grande attesa anche per Chloé Le Bars, convinta che questa sarà una tappa “completissima”, con condizioni molto diverse tra loro: bolina, vento forte e finale più leggero.
Più rilassato Nicolas Lunven, due volte vincitore della Solitaire: “Le prime ore saranno un riscaldamento abbastanza dolce, poi diventerà più duro. Ma è il bello del gioco”.
Hugo Cardon: “Non sono il favorito”
Molto atteso anche Hugo Cardon, vincitore della tappa di Vigo nella scorsa edizione. Lo skipper francese però frena le aspettative:
“Tutti continuano a parlarmi della vittoria a Vigo, ma questa è una nuova tappa. Si riparte da zero e bisogna rifare tutto”.
Secondo Cardon, il livello generale della flotta è altissimo: “Ci sono velisti più veloci e intelligenti quanto me. Sarà una grande regata”.
Tom Dolan punta al bis
Tra i grandi favoriti resta naturalmente Tom Dolan, vincitore della Solitaire 2024, apparso sereno prima del via: “La barca è perfetta, il team anche. Le condizioni magari un po’ meno, ma non importa: la cosa più importante è divertirsi”.
Debutto assoluto invece per il britannico Joss Creswell, che ha puntato molto sulla preparazione mentale per affrontare la sua prima Solitaire.
Una tappa lunga e piena di incognite
Molti skipper concordano su un punto: questa prima tappa potrebbe restare apertissima fino all’arrivo in Galizia.
Arno Biston ha evidenziato soprattutto l’incertezza meteo nel finale: “Non serve andare nel panico. La mia forza è restare calmo”.
Anche Paul Morvan guarda già alla gestione delle fasi più dure: “Dovremo stare molto attenti al sonno prima delle condizioni più impegnative”.
Con vento, mare formato e possibili colpi di scena tattici vicino alla Spagna, questa 57ª edizione della Solitaire du Figaro Paprec sembra aver mantenuto fin da subito tutte le promesse della vigilia. ph. Thomas Campion
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Nelle ultime 24 ore Pace ha percorso circa 428 miglia, con una media prossima ai 18 nodi: un'autentica prestazione da record
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore
Due gli equipaggi italiani in Gold Fleet. Il risultato più bello di giornata porta la firma di Elena Berta e Giulio Calabrò, che hanno chiuso la qualificazione vincendo l’ultima regata
Argento a Istanbul per l’atleta dello Yacht Club Costa Smeralda, protagonista di una grande rimonta. Il titolo va alla francese Vaïna Picot dopo una finale combattuta con vento fino a 30 nodi di raffica
Il Volvo 70 di Johnny Vincent completa in 6 giorni, 14 ore, 47 minuti e 31 secondi la 50ª edizione della grande classica offshore