La seconda tappa della La Solitaire du Figaro Paprec continua a sorprendere e, dopo giorni di separazione tra gruppi e strategie opposte, la flotta sta finalmente tornando a ricompattarsi. È uno di quei momenti che possono cambiare completamente il volto di una regata offshore, perché quando i gruppi si ritrovano nello stesso sistema meteo tutto torna improvvisamente in discussione.
Il simbolo perfetto di questo ribaltamento è Adrien Hardy, skipper di Sans Nature, pas de Futur !. Fino a poche ore fa navigava nelle retrovie, addirittura 34°, ma una scelta tattica coraggiosa lo ha portato a risalire fino alla testa della classifica provvisoria in meno di un giorno. Dopo aver seguito a lungo la costa, Hardy ha deciso di spingersi più a nord e più al largo rispetto agli altri. Una mossa rischiosa, ma che si è rivelata vincente grazie a vento più stabile e velocità superiori.
Insieme a lui stanno vivendo una rimonta importante anche Léo Bothorel, Marie Gendron, Hugo Le Clech ed Ellie Driver, tutti capaci di approfittare delle continue oscillazioni del meteo. È proprio questo il tema dominante della tappa: nessuna posizione sembra davvero sicura e ogni scelta può trasformarsi, nel giro di poche ore, in un vantaggio enorme oppure in un incubo.
Le condizioni incontrate dai navigatori sono state estreme nella loro varietà. Dopo i temporali e le raffiche improvvise delle scorse notti, i concorrenti hanno attraversato zone di calma piatta, banchi di nebbia e continue transizioni di vento. Una situazione logorante soprattutto dal punto di vista mentale, perché costringe gli skipper a restare lucidi quasi senza dormire.
Léo Bothorel ha raccontato che durante la notte dei temporali dormire era praticamente impossibile e che lui stesso si sentiva vicino al limite. Ora, però, con il ritorno di un po’ di vento stabile, la situazione sembra più gestibile e vedere di nuovo le altre barche sull’AIS dà la sensazione che una nuova fase della regata stia iniziando.
Anche Paul Morvan ha ammesso di essere arrivato allo stremo per la stanchezza. Ha spiegato di aver finalmente recuperato qualche breve sonno dopo ore difficilissime, durante le quali persino capire come posizionarsi rispetto ai continui salti di vento diventava complicato. La sua soddisfazione, però, è quella di essere riuscito a restare nel gruppo dei grandi favoriti e di aver tenuto il loro ritmo nonostante tutto.
Più complicata la situazione di Arno Biston, che nei temporali ha distrutto completamente il grande spinnaker. Da ore sta cercando di ripararlo direttamente a bordo, in condizioni tutt’altro che semplici, cercando allo stesso tempo di non perdere troppo terreno.
In questa fase della regata emerge ancora una volta una delle caratteristiche più affascinanti della Solitaire du Figaro: la necessità di accettare momenti difficili senza perdere fiducia. Molti skipper che sembravano fuori gioco sono improvvisamente tornati competitivi, mentre chi appariva in controllo si ritrova ora sotto pressione.
Con ancora molte miglia davanti e pochissimo vento previsto lungo la costa atlantica francese, la sensazione è che questa seconda tappa sia tutt’altro che decisa. Anzi, per molti versi, sembra che la vera regata stia iniziando soltanto adesso. ph. Thomas Campion
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