Vela, RORC Caribbean 600 - Finalmente ad Antigua, ma non perché ci fossimo stancati di bordeggiare nel mare dei Caraibi, tra isole da sogno, spiagge dalla sabbia bianchissima e acqua dai cristallini riflessi. Finalmente perchè quella nella quale eravamo impegnati era una regata, e la legge sportiva impone che meglio si classifica chi prima arriva sul traguardo. E allora eccoci qui, accolti dalle trombe a feste delle barche ormeggiate in banchina. Secondi classificati in tempo reale dietro a un Beau Geste capace di sfuggire alla piatta nel difficilissimo passaggio di Les Saints, gruppetto di isole a sud di Gadeloupe, dove la flotta ha dovuto fare i conti con gli anemometri e il loro zero punto zero.
Line honours meritati per il velocissimo Farr 80 di Karl Kwok, vicino ogni momento che passa a un successo in tempo compensato che, solo alla vigilia, sembrava alquanto improbabile. Per noi, per quelli di DSK Pioneer Investments, un ultima notte davvero impegnativa, tra scrosci di pioggia, salti di vento improvvisi e uno strana brezza di nordovest che il capo turno Andrea Scarabelli, profondo conoscitore di queste longitudini, ha definito: "...quanto meno inusuale". Fenomeno dovuto quasi certamente a una bassa pressione localizzata più a nord, che per noi ha voluto dire faticare più del previsto durante la risalita da Las Desirades a Barbuda.
Dopo il secondo passaggio della boa North Sails il vento è saltato ancora, assestandosi in poppa filo al nostro Swan 90 mentre la prua guardava orgogliosa verso Redonda, ultima svolta prima della volata verso il traguardo.
Proprio Redonda, raggiunta in un'alba dai colori sfavillanti, ha rappresentato forse il momento più coinvolgente della regata. L'isola, lunga qualche centinaio di metri e larga poco meno, ha pareti scoscese che precipitano in mare ed è di pietra scura. Non accoglie resort, campi da golf o spiagge che invogliano a fermarsi. Non finisce sui depliant che illustrano le meraviglie dal Caribe. Appare piuttosto come un avamposto della vulcanica Montserrat, ed è forse per questo che incute rispetto e attrae lo sguardo di chi, vicino o lontano, transita da quelle parti. Lasciata l'austera Redonda sono poco meno di quaranta le miglia che restano da percorrere per doppiare la boa di arrivo e stringersi la mano. In mezzo ancora: i capricci del vento, una serie infinita di virate, almeno sei-sette balene, annunciate dall'inconfondibile sbuffo d'acqua, e l'intuizione giusta del nostro afterguard. Andrea Casale, Francesco Mongelli e Andrea Scarabelli giocano la carta "approccio da sud" e vengono premiati dai fatti: DSK Pioneer Investments non si ferma più se non dopo la linea di arrivo.
Inizia la lunga attesa per vedere quando arriverà chi è ancora in mare. Le classifiche, infatti, verranno stilate sulla base dei compensi. Il Tripp 75 Bella Pita, che ha duellato con noi senza lasciarci tregua, in un tira e molla cominciato già sulla linea di partenza, è dietro di tre minuti e mezzo. Chi ci sorpassa, invece, è il Reichel-Pugh 52 Vela Veloce: troppo basso il suo TCC e troppo veloci le sue linee sull'acqua. Per ora è lui secondo dietro a Beau Geste in IRC Super Zero, noi continuiamo ad aspettare.
Andrea Casale, skipper di DSK Pioneer Investments: "Ancora una volta è stata una grande sfida ed un ricordo indimenticabile navigare fuori da Mediterraneo. Abbiamo spinto il DSK Pioneer Investments al massimo che ci era consentito, atterrando su ogni singola isola del percorso, giocando con i salti di vento e rasentando tanti bassi fondi caraibici. L'equipaggio tutto ha spinto al cento per cento in ogni manovra, issando vele e posizionando staysails e gennaker senza risparmiarsi. Abbiamo superato Bella Pita, diretto avversario della regata, per soli 4 minuti dopo 71 ore di regata. Questa è stata la paga e la soddisfazione per il DSK Sailing Team e tutto il suo equipaggio. Ancora una volta abbiamo imparato tanto da questo meraviglioso percorso, da questa barca potente e da questo gruppo di grandi persone".
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