Ha dominato la stagione 2025 del circuito Mini 6.50 dalla prima all’ultima regata. Senza vincerle tutte, Paul Cousin ha confermato tappa dopo tappa il suo ruolo di favorito nella categoria barche di serie, la più combattuta della Boulangère Mini Transat, con ben 57 concorrenti al via.
Specialista della vela leggera e delle regate a contatto, lo skipper normanno originario di Ouistreham ha dimostrato di saper brillare anche sui grandi spazi oceanici. A 26 anni conquista una vittoria netta e pienamente meritata su un percorso di oltre 3.300 miglia (6.100 km) tra le Canarie e la Guadalupa, rimanendo in testa per quasi tutta la traversata. Questa domenica mattina, a Saint-François, il timoniere del Maxi 981 AFP – Groupe Biocombustibles ha tagliato il traguardo con 70 miglia di vantaggio sul suo più diretto inseguitore, un margine enorme in una flotta tanto compatta come quella dei Mini di serie, dove di solito ogni minuto conta. Proveniente dal CVSAE – Club de Voile de Saint-Aubin Elbeuf, vero vivaio di talenti normanni, Cousin conferma tutto il potenziale mostrato fin dagli inizi. Una vittoria limpida, gestita con autorità, che consacra un navigatore completo, determinato e già proiettato verso il suo prossimo obiettivo: La Solitaire du Figaro.
Quali sono le tue prime impressioni?
«Sono emozioni che non ti aspetti. Sono molto felice di aver tagliato la linea per primo. Già da qualche giorno, vedendo la classifica, me lo aspettavo, ma immagini sempre lo scenario peggiore per non abbassare la guardia. Penso di aver fatto una bella regata, sono soddisfatto di me stesso. Non ho mai navigato così bene in una traversata oceanica. È stata dura, bisognava vincere a qualsiasi prezzo: non dormire, non mangiare, mantenere lo stesso ritmo di una regata a contatto.»
Come hai vissuto questa esperienza, da solo in barca attraverso l’oceano?
«Avevo già fatto una qualificazione di 12 giorni, quindi ero abituato. Sapevo cosa significava arrivare affamato. Quello che mi è mancato di più è stata la visione d’insieme — sapere cosa fanno gli altri — e lì sei solo fino in fondo. Non bisogna farsi prendere dai pensieri, serve un grande lavoro mentale. Non ero pronto a vivere un’esperienza così, senza comunicazione. Nelle regate di stagione abbiamo sempre l’AIS, vediamo gli avversari… qui, non si vede nessuno. Non bisogna mollare mai. È una transat abbastanza particolare, con l’annullamento della prima tappa. La prima parte è andata bene, ma non ero pienamente soddisfatto. Ho fatto degli errori — soprattutto nelle andature portanti — che sono riuscito a correggere nella seconda tappa.»
In che condizioni si trova la tua barca?
«Ho solo un sacco da spi strappato, tutto qui. Onestamente, la barca è perfetta, non ha problemi. Eppure, ieri l’ho spinta al massimo, ma a un certo punto ho pensato che dovevo calmarmi. Ora devo controllare la carena per essere sicuro che sotto non ci sia niente.»
Quali sono i momenti più belli che ti porterai dentro?
«La luna. Di notte era come se fosse giorno, fantastico. Le mie frontali sono tutte cariche, ne ho usata solo una. È stato bellissimo, il sorgere del sole e i tramonti della luna.»
Cosa rappresenta per te questa vittoria?
«È il coronamento di tre anni di lavoro intenso… Ci sono i miei cari, tutta la mia famiglia, la mia compagna, gli amici… Dopo mi piacerebbe continuare in Figaro, ma ogni cosa a suo tempo.»
Domani giornata conclusiva e classifiche corte in quasi tutte le classi
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