Si è conclusa nel golfo di Napoli la seconda giornata del Trofeo Campobasso, organizzato dal Circolo Savoia e giunto alla 26 esima edizione. I 247 atleti iscritti hanno portato a termine tre prove, come era accaduto anche giovedì, grazie al forte vento di tramontana che soffia sulla città partenopea.
La classifica è guidata dal due volte campione del mondo nella classe Optimist, Marco Gradoni. Il romano del Tognazzi Marine Village ha vinto cinque delle sei prove disputate sin qui ed è il favorito d’obbligo in vista dell’ultima giornata. Alle sue spalle il compagno di club Tommaso Mesolella, terzo il lettone Martin Atilla, incappato in una squalifica e un quindicesimo posto dopo un avvio esaltante. Prima tra le ragazze, la napoletana della Lega Navale Ginevra Caracciolo, quinta nella generale.
Nella categoria cadetti, che assegna il Trofeo Unicef, si sono svolte due prove dopo le tre di giovedì. Primo posto provvisorio per Tommaso Geiger del Circolo Vela Muggia, autore di un sesto e di un primo posto di giornata. Secondo Christian Andreoli (Cv Toscolano Maderno), terzo Manuel Scacciati (Cv Torre Lago Puccini). Tra le ragazze, guida la classifica Victoria Demurtas (Fraglia Vela Riva), davanti all’atleta del Circolo Savoia, Carlotta Cangiano.
Domani la giornata conclusiva: start alle 10, alle 16 la cerimonia di premiazione.
In banchina a Santa Lucia è arrivato anche il presidente della Federazione Italiana Vela, Francesco Ettorre, accolto dal numero uno del Circolo Savoia, Carlo Campobasso. “Il Trofeo Campobasso – ha detto Ettorre – è una manifestazione di spessore per numero e qualità dei partecipanti. Si tratta della prima regata internazionale dell’anno, potersi confrontare con nazioni importanti fa del Campobasso un appuntamento di riferimento nel calendario velico italiano. E poi a Napoli vengo con piacere, questo campo di regata resta un’eccellenza della vela e l’ospitalità partenopea non ha eguali. Obiettivi? Il 2019 è un anno strategico, abbiamo qualificato 6 classi per le Olimpiadi di Tokyo 2020 e adesso puntiamo a riuscirci anche nelle altre 4. Un anno importante, perché si chiude il cerchio del primo biennio di lavoro”.
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