Mentre François Jambou ha vinto la Mini en Mai nei proto, davanti ad Axel Tréhin e Fabio Muzzolini, Arnaud Machado ha messo la sua prua davanti a tutti nei serie, davanti ad Amélie Grassi e a Pierre Le Roy. Dopo la prima parte di questa Mini en Mai divisa in due causa maltempo, Arnaud Machado era in ottava posizione e accusava 30 minuti di distacco da Ambrogio Beccaria. Machado, che ha iniziato a regatare sul Lago di Ginevra, non è certo un principiante ed ha già una Mini-Transat alle spalle. In questa seconda sezione della Mini en Mai, è stato in grado di virare per primo mentre si avvicinava ai Glénans, dove ha preso il comando, e di resistere al ritorno del gruppo di cinque barcheche erano al suo fianco.
Arnaud Machado: "Sono un po' sorpreso ma felice! Il mio obiettivo era quello di tornare insieme al gruppo di testa ma da lì a vincere, proprio non me l'aspettavo! E' stato tutto giocato poco prima dell'arrivo, dopo il Glénans c'è stata una grande transizione del vento. C'erano cinque o sei di noi che potevano conquistare il podio e io sono stato fortunato ad essere sul lato destro quando il vento ha ripreso a soffiare. Ho preso il comando, dovevo mantenere il controllo di fronte a barche più veloci delle mie. Ho fatto di tutto soprattutto per evitare lo stress e ha dato i suoi frutti. Ho dato tutto e questa vittoria è una vera ricompensa per tutti i sacrifici che faccio per vivere questa passione. E' la mia seconda Mini en Mai e soprattutto il mio primo podio in mini! Questa gara è super ben organizzata. Un grande “Chapeau” a Yves Le Blevec (ndr: direttore di gara), è bello lavorare con professionisti in cui si può avere piena fiducia”.
Per Ambrogio Beccaria, dopo una magnifica regata, sempre in testa alla flotta, una sconfitta maturata a poche miglia dall'arrivo e, per la prima volta dopo un anno di vittorie consecutive, Boggi manca il podio proprio nella Mini en Mai, la regata che nel 2018 aveva segnato la sua stagione vincente.
Ambrogio Beccaria: “A 25 miglia dal traguardo, subito dopo la boa di Jaune de Glenan mi sono ritrovato nel centro di una depressione e quindi nella petolle, come dicono qui in Francia. Il vento è calato drasticamente, almeno per me. Per quelli che erano a mezzo miglio da me evidentemente no, perché me li sono trovati tutti attorno. A quel punto ho perso posizioni e, complice forse la stanchezza e lo stress di quel momento, ho completamente cannato un boa… e sono dovuto tornare indietro! Era un bordo molto stretto con lo spinnaker e non sono riuscito a controllare il GPS perché la situazione a bordo non era proprio agevole. Non avrei vinto la regata comunque, ma sicuramente sarei salito sul podio… se solo non avessi fatto questo errore e navigato così male alla fine. Sono molto arrabbiato con me stesso, ma sono certo che ci sarà modo di rifarmi!”.
In mare si disegna un campo di regata perfetto. A terra, invece, si gioca una partita molto più complessa, dove il vento conta meno delle aspettative – e delle diffidenze – di chi quel tratto di costa lo vive ogni giorno
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