----------------------------------------------------------
La grandezza di quello che ha combinato Ambrogio la si deduce appieno leggendo i commenti di quelli arrivati dopo di lui:
"Ho attinto alle mie risorse più profonde, mi sono ridotto a piangere, mi sono chiesto più volte cosa ci facessi li, per ottenere questo risultato non ho potuto fare altro che soffrire, non credevo che sarei riuscito a tanto..." e via lamentandosi.
Chi ha profferito queste frasi?
Dei marinai della domenica, colti da un subitaneo colpo divento in crociera?
No, il fior fiore dell'ultima schiatta dei giovani velisti oceanici francesi, quelli che tra poco ci ritroveremo a inondare le classifiche nei Figarò e nei 40 piedi, e la cosa mostruosa è che il primo di loro, quando Bogi ha tagliato il traguardo era a più di 80 miglia dall'arrivo, su di una barca simile, ed il terzo a più di 120!
Grazie Ambrogio per le emozioni!
Michele Zambelli nel 2016 mi raccontò, alla fine della RI.MI.NI, la regata per Mini di cui fu inventore, organizzatore e primum movens, che al girare dell'isoletta croata che fungeva da boa di percorso dovette inseguire con la barca appoggio, di notte, il Twister noleggiato da due ragazzini derivisti, che stava sbagliando clamorosamente l'atterraggio.
A bordo c'erano Alessio Bartoli e... LUCA ROSETTI!
Quanta acqua è passata sotto i ponti, che evoluzione ha avuto Luca… e di sicuro Michele non avrebbe immaginato che da li a 3 anni il “bocia” avrebbe ottenuto in pratica il suo stesso piazzamento del 2013, con la stessa barca, Che belle storie sui Mini....
Una anno fa esatto mi recavo all'assemblea di Classe in compagnia di un desolato Daniele Nanni: aveva fallito per due volte la Qualifica, alla Mini Barcelona aveva incocciato malamente in un boa ed aveva la barca in stato di abbandono in Spagna, con nulla voglia di sbattersi per riprendere il filo del discorso.
Che bello vedere i suoi capelli biondi al vento e lo sguardo stanco ma trasognato e felice sulla linea finale di Marin! Pare per di più che mentre qualche altro concorrente si augura un'impiego di guardiano di rifugio alpino lui abbia già l'ardire di pensare alla prossima edizione!
Stessa Assemblea: che fai l'anno prossimo Alessio? Arci, GPI, 222, Mini Med, Mini Fastnet e Transgascogne fa lui…
Non vi nascondo che li per li ho pensato "Ecco il solito blageur, tanti sogni e niente arrosto, uno dei tanti che ho già conosciuto in questi anni!"
Gli chiedo scusa in quanto Campriani ha eseguito ALLA LETTERA quello che aveva pronosticato, con caparbietà ed umile disincanto e che gioia vedere la sua barchetta sempre più vicina ai Caraibi. Sono queste le storie che mantengono la MT tuttora degna di essere sognata, anche da chi non è un ex derivista super-allenato, giovane e ben sponsorizzato .
Luigi Dubini sono sicuro che si sarebbe aspettato un risultato finale migliore, al di là dell'immensa soddisfazione di essere arrivato dall'altra parte.
Purtroppo nel cantiere spagnolo dove gli hanno smontato la barca per raggiungere Marsiglia e la MiniMed, si erano dimenticati di staccare i cavi elettrici prima di disalberare e a La Rochelle gli hanno varato la barca senza il tappo di chiusura del log, inondandogli la barca, con grave pregiudizio dell'elettronica.
Luigi ha potuto solo rincorrere un'efficienza minima del mezzo, senza approfondire la cura di dettagli che si sono dimostrati poi cedevoli alla prova dei fatti.
Bravissimo lo stesso comunque!
Il motivo per cui, e lo confesso con sincerità, non mi fa impazzire commentare la MT è che a questo punto dell'articolo hai l'obbligo di riferirti a coloro che non ce l'hanno fatta, pur dispensando la stessa mole di sudore sangue e lacrime di coloro che si sono potuti godere il bagno liberatorio in Martinica.
Per esperienza personale so che la cosa fa moolto male!
In verità Marco Buonanni la line l'ha eroicamente tagliata, e neppure in ultima posizione, seppur privato di un timone, mi pare a 1500 miglia dall'arrivo.
La sua è un'impresa di altissimo valore tecnico ed umano, ma conoscendo perfettamente la quantità di ore di allenamento in condizioni critiche che si è sobbarcato sotto la guida sempre severa di Riccardo Apolloni, abbiamo la certezza che le sue possibilità e velleità fossero ben altre. Crediamo che Marco passerà ad altre Classi ed ovunque sarà, il nostro tifo sarà sempre sfrenato.
E che dire di Matteo Sericano?
Mesi di rincorsa folle, pensate solo alla rottura dell'albero al GPI, per finire tutto a ... Mindelo! Forza Matteo, la tua classe e la tua età giocano tutto a tuo favore e siamo sicuri che entro pochi mesi potremo scrivere dei tuoi programmi, che ci esalteranno.
Andrea Pawslosky ha passaporto svizzero ed abita a Nizza ma credo che meriti assolutamente una menzione.
Credo che tra tutti i partenti non ce ne fosse uno col budget più risicato del suo, con la barca dal pedegrée meno importante della sua e con un porto di riferimento per allenarsi più irraggiungibile.
Eppure ha portato il suo Ginto fino alla fin , lasciando in scia fior di barche, provando che gareggiare solo al Nord, seppure in poche regate, con un compagno probante come Cuciuc ha pagato, eccome!
Ed ora riposatevi, che ne avrete da raccontarci...
Stefano Paltrinieri
In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
Al Circolo Vela Arco è iniziata la grande festa internazionale dell’Optimist. Tre prove nella prima giornata con vento da sud fino a 16 nodi
C'è sempre Vudu di Mauro Gestri in testa in ORC 0 dopo una giornata estremamente regolare con due secondi posti
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Valerio Pucci firma una tripletta e balza al comando tra i Cadetti. Tra gli Juniores lo sloveno Mihael Zobec resta leader, mentre l’italiana Annalie Meoni sale al quarto posto assoluto
Tre prove combattute davanti alla spiaggia di Levante con circa 12 nodi di vento. Riccardo Basso vince l’Overall e il Trofeo Challenge. Bene anche i giovani della Scuola Vela del Circolo Nautico Santa Margherita
Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club
In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre
Una nuova divisione dedicata alle imbarcazioni il cui primo varo della serie è antecedente al 1990. La novità entra ufficialmente nel programma della CentoMiglia del Garda 2026
Il Parco parla di “transizione ecologica”, ma la vela ottiene metà dei punti assegnati alle unità a motore