Iniziata a Riva del Garda l’ultima regata della stagione agonistica della Fraglia Vela Riva, la 29er Eurocup, manifestazione cresciuta in modo esponenziale negli ultimi tre anni, che richiama ogni fine ottobre i migliori velisti dello skiff giovanile 29er, barca propedeutica alle classi veloci olimpiche Nacra e 49er. Centotrentuno equipaggi provenienti da ben 20 nazioni (tra cui anche USA, Russia e tutti i paesi nordici) saranno impegnati sul Garda Trentino fino a sabato, per un totale di 14 prove, massimo 4 al giorno. Mercoledì si è iniziato con una giornata dalla temperatura decisamente estiva, ma che ha portato un vento da sud della durata molto breve, tanto che a metà della seconda prova il Comitato di Regata FIV è stato costretto ad annullarla per un calo di vento troppo netto. In evidenza in questo accenno di manifestazione le britanniche Black e Aldridge, i russi Chuprima-Brovin, i danesi Fomsgaard-Langagergaard e gli spagnoli Salinas-Binetti Pozzi. Giovedì partenza alle ore 10 confidando nel vento da nord, che in questa stagione solitamente dovrebbe garantire una durata maggiore della pomeridiana “ora”.
PH. E. Giolai
Il cantiere francese protagonista di tantissime importanti regate che hanno consentito ai proprietari splendide prestazioni in tempo comprensato. Anche per Min River, un JPH 10.30, una vittoria epica alla Rolex Sydney Hobart 2025
"Veloce", timonata da Matt Hyes, conclude al 33° posto in tempo reale, 10ma overall e 4a nella Classe 1, confermando la qualità e le alte prestazioni delle barche del cantiere italiano
Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud
Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni
L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”