Un campo di regata solo apparentemente regolare, ma in realtà reso complesso da piccoli salti di vento e raffiche irregolari che hanno imposto agli equipaggi una conduzione attenta e continui aggiustamenti di assetto. Ne è nato un finale combattuto, giocato spesso su distacchi minimi, dove a fare la differenza sono stati precisione e costanza più che la pura velocità.
Nella classe CSA 1, il copione è stato chiaro: Prevail, il Tripp 65 di Dan Gribble, ha confermato il proprio ruolo di riferimento vincendo entrambe le prove di giornata a tempo compensato e chiudendo la regata con autorità tra i maxi. Alle sue spalle, Zig Zag e Kialoa III si sono contese le posizioni d’onore senza però riuscire a impensierire il leader.
Ben diverso lo scenario in CSA 2, la classe più equilibrata della settimana. Qui Belladonna e Warthog si sono alternate al vertice nelle due prove finali, con Rikki sempre a ridosso, a pochi secondi. Un confronto serrato a tre, con continui cambi al comando e distacchi minimi, che ha rappresentato al meglio lo spirito della manifestazione.
Anche in CSA 3 non è mancato lo spettacolo, pur con un protagonista ben definito: Danish Blue di Poul Hoj Jensen ha chiuso con una doppietta che ha ribadito la sua superiorità. Alle sue spalle, però, la lotta è rimasta apertissima, con Panacea X, High Tension e Team Strada Awaken spesso racchiuse in pochi minuti.
In CSA 4, infine, Whiplash, il Melges 24 di Ashley Rhodes, ha completato l’opera con due successi di giornata, ma sempre sotto la pressione ravvicinata di The Project e Montebello Pepsi, protagonisti di arrivi decisi sul filo dei secondi.
Al di là dei risultati sportivi, a colpire è stata la solidità organizzativa di questa prima edizione. Sotto la guida del Principal Race Officer Neil Andrew, il campo di regata ha funzionato con efficacia anche nelle situazioni più delicate, come il passaggio di un groppo accompagnato da una marcata rotazione del vento, che ha reso necessario un rinvio delle prove.
Lo stesso Andrew ha sottolineato l’alto livello della flotta e la correttezza in acqua: un dato su tutti, l’assenza totale di proteste, elemento tutt’altro che scontato in una regata così intensa e competitiva.
La Antigua Racing Cup rappresenta solo il primo appuntamento di un mese che trasforma Antigua in uno dei centri nevralgici della vela internazionale. A seguire sono in programma la Antigua Classic Yacht Regatta e la storica Antigua Sailing Week, in un calendario capace di abbracciare realtà molto diverse, dalle barche d’epoca alle regate più tecniche.
Il bilancio di questa edizione inaugurale è dunque decisamente positivo: condizioni ideali, flotta qualificata e un’impostazione chiaramente orientata alla qualità delle prove. Se queste sono le premesse, la Antigua Racing Cup ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento stabile e prestigioso nel panorama internazionale della vela d’altura. Ph. Paul Wyeth
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