Insieme per dare valore, sostanza e forza alla vela oceanica italiana. Giancarlo Pedote (Imoca), Ambrogio Beccaria, Alberto Bona, Andrea Fornaro, Pietro Luciani e Alberto Riva (Class40) hanno tenuto oggi a Le Havre una conferenza stampa per illustrare la portata de “l’onda oceanica italiana”: per l’Italia avere cinque skipper e un co-skipper sulla linea di partenza della Transat Jacques Vabre Normandie Le Havre è infatti un record da marcare e da condividere, a vantaggio - è stato detto - di quello che è un intero movimento di velisti italiani che stanno sviluppando progetti legati alla vela oceanica, di un pubblico sempre più appassionato, di un nuovo cluster economico, composto da progettisti, cantieri e tecnologia made in Italy.
In un anno in cui ci si prepara per i grandi appuntamenti del 2024, con Vendée Globe, Coppa America e Olimpiadi, la vela sulle lunghe distanze rappresenta un consistente settore di sviluppo a investimenti crescenti.
Essere in sei italiani sulla linea di partenza di questa regata - hanno concordato gli skipper - mostra non solo la crescita del ruolo dell’Italia, ma evidenzia anche uno sviluppo di lungo periodo: più velisti al via garantiscono infatti all’onda azzurra maggiore visibilità, persistenza nell’immaginario del pubblico, e costruiscono un movimento capace di favorire il passaggio dalle classi più piccole a quelle più grandi.
Sullo sfondo, la preparazione per la Transat Jacques Vabre, a due giorni dal via – domenica 29 ottobre alle 13:05 per gli Ultim, 13:17 per gli Ocean Fifty, 13:29 per gli Imoca e 13:41 per i Class40 - con un meteo sulla carta già impegnativo.
Ad aprire la conferenza stampa Giancarlo Pedote, unico italiano al via nella classe Imoca con il suo Prysmian Group: “La Transat Jacque Vabre è una regata importante per me, non solo perché selettiva per il Vendée Globe 2024, ma anche e soprattutto perché piena di ricordi. Chi mi conosce, sa che la mia carriera è iniziata tardi e si è sviluppata passo dopo passo, sempre accanto a Prysmian Group, in “terra straniera”, con una storia che proprio qui a Le Havre ha segnato alcuni passaggi importanti, come l’esperienza in Multi 50 (oggi Open Fifty) coronata dalla vittoria e l’ingresso nel mondo degli Imoca. Oggi, guardarmi intorno e vedere 5 ragazzi italiani alla partenza in Class40 mi rende felice, perché è come se col tempo e con la costanza qualcosa si fosse mosso nel nostro Paese, che ha preso una dimensione concretamente oceanica”.
Rigorosamente in ordine alfabetico gli interventi dei quattro skipper della Class40: le prime considerazioni da Ambrogio Beccaria (Alla Grande - Pirelli): “Sono molto contento che quest’anno ci siano tanti colleghi italiani in gara, è sicuramente uno stimolo a fare ancora meglio. Se mi volto indietro sembra incredibile: il sogno di realizzare una mia barca non solo ha preso vita, grazie a una squadra di lavoro vincente e a sponsor importanti come Pirelli e Mapei, ma mi sta dando anche tantissime soddisfazioni. E quest’anno alla Transat Jacques Vabre ci saranno ben altre due sorelle gemelle di “Alla Grande – Pirelli”. Aver contribuito alla crescita di quest’onda azzurra mi riempie di orgoglio. Detto questo, la rivalità adesso è molto più forte ma credo che faccia bene a tutti!”
Anche secondo Alberto Bona (IBSA) “Più italiani al via significa maggiore indotto, visibilità e potenzialità di sviluppo. Le due parole chiave per me in questi giorni prima della Transat Jacques Vabre sono orgoglio e rivalità: c’è l’orgoglio di far parte di una sorta di nazionale della vela oceanica, dall’altra la spinta ancora più forte ad eccellere non appena taglieremo la linea di partenza. Il progetto che porto avanti con IBSA è internazionale e coinvolge persone da tutta Europa, ma è bello vedere come l’Italia sia oggi al centro dell’attenzione”.
Andrea Fornaro (Influence 2) commenta: “È evidente che ad oggi ci sia un grande interesse verso la vela d’altura in Italia e questo probabilmente è proprio grazie agli skipper italiani che sono presenti a questa regata perché hanno portato avanti progetti avveniristici in maniera molto professionale e corretta, dando esempio non solo di capacità marinaresche, ma anche gestionali differenziate, degne di alta ammirazione. Ciò diventa anche un esempio per i ragazzi giovani che rappresentano il futuro della vela e possiamo dire, senza falsa modestia, che al via c’è una flotta italiana molto agguerrita e alcuni di noi possono anche puntare alla vittoria finale”.
“L’onda azzurra?” – aggiunge Alberto Riva (Acrobatica) – “C’è un boom di Class40 incredibile negli ultimi anni, una classe che sta diventando sempre più professionistica, con barche sempre più estreme, che tra poco saranno pronte per fare il giro del mondo. E in più per la prima volta ci sono tanti italiani a navigare su queste barche…e più siamo e più si parla di noi. Per quanto mi riguarda è un sogno che si avvera. Sono molto orgoglioso e riconoscente verso il mio main sponsor EdiliziAcrobatica senza il quale non sarei qui oggi”.
Le conclusioni sono affidate a Pietro Luciani, vicepresidente della Class40 e co-skipper di William Mathelin-Moreaux a bordo di Dékuple: “Sono contentissimo e orgoglioso di poter dire di farne parte. Viviamo un momento storico per la vela oceanica italiana, non solo da un punto di vista quantitativo ma anche e soprattutto qualitativo: Ambrogio Beccaria e Alberto Bona sono chiaramente tra i favoriti per la Transat Jacques Vabre, lo dicono i risultati. Alberto Riva e Andrea Fornaro sono osservati speciali. Gli sponsor che sostengono gli italiani sono aziende importanti, rappresentano dunque la prova che il veicolo comunicativo vela oceanica funziona. La Class40, di cui sono vicepresidente, parla sempre più italiano: tre barche che puntano alla vittoria sono disegnate e costruite in Italia. Da due anni la Classe si è dotata di un trofeo Mediterraneo che contiamo di far crescere: non sempre serve partire dalle coste bretoni per diventare velisti oceanici.”
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